La prima lettura della Liturgia Eucaristica di oggi, presa dagli Atti degli Apostoli, afferma: “Mentre lo guardavano, Gesù fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi”. Mi preme dire subito che con l’evento dell’Ascensione descritto da questa frase, Gesù non si assentò né dal mondo e né dalla comunità ecclesiale, ma cambiò il suo modo di essere presente. Ora non possiamo vedere Gesù con i nostri occhi, ma andando al di là di ciò che i nostri sensi possono controllare, possiamo considerare Gesù presente in noi e nell’intimo delle diverse realtà. Infatti Egli continua a vivere e ad agire di persona e attraverso il servizio al Regno di Dio e al mondo da parte della Chiesa e dei Cristiani tutti.
L’Ascensione di Gesù poi non è un fatto isolato, ma assieme alla Risurrezione e alla Pentecoste, è parte dell’unico Mistero Pasquale di Cristo che noi celebriamo nella liturgia. Essa è l’inizio della Missione universale della Chiesa affidata agli Apostoli quando Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura”. Allora essi ubbidendo prontamente, “partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano”. Gesù era la loro forza, così com’è la forza della Chiesa e la nostra forza adesso. Com’è bella l’espressione di un canto che dice: “Grandi cose avvengono quando Dio si mescola con noi”, cioè quando l’iniziativa di Dio incontra la nostra collaborazione. E’ così che possiamo fare esperienza anche di miracoli come scacciare i demoni che affliggono tante persone nel mondo d’oggi: Il demonio del successo ad ogni costo, il demonio del piacere senza norme morali, il demonio di alleanze umane fatte a scapito della dignità e della libertà.
Quali sono gli elementi costitutivi dell’Evangelizzazione? Eccoli: l’annuncio del Vangelo e la conseguente testimonianza data a Cristo Gesù mediante le opere di amore misericordioso per la crescita del Regno di Dio. Andiamo un po’ nei particolari:
L’annuncio del Vangelo con tutti i mezzi alla nostra portata: la parola, la stampa, la televisione, la letteratura, l’arte, il divertimento, la convivenza. Così, parlando il linguaggio della fede, della speranza, della carità, abbiamo un annuncio fedele e coraggioso di Cristo Gesù. E’ un annuncio animato dal soffio dello Spirito che raggiunge tutti i settori della vita: famiglia, cultura, educazione, economia, politica, ecc.
La testimonianza data a Cristo Gesù supportata dai segni della liberazione. Il nostro programma deve essere in armonia con il programma di Gesù che, nella sinagoga di Nazaret, applicò a sé il testo del profeta Isaia: “Lo Spirito del Signore è sopra di me: per questo mi ha consacrato con l’unzione, e mi ha mandato per annunciare ai poveri un lieto annuncio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore” (Luca 4,18).
Capiamo che per celebrare veramente l’Ascensione dl Signore, dobbiamo impegnarci per amare Cristo e per essere a servizio del suo Messaggio di salvezza e di amore per l’umanità.
Che non abbiamo mai a chiuderci nell’apatia, nella passività, nell’egoismo!
Giovanni Taneburgo
Missionario Comboniano


