Papa Leone: “Continuerò a parlare a voce alta del Vangelo”

 

“Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone”. Il presidente Usa torna ad attaccare Papa Leone due giorni prima della visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano per "ricucire i rapporti". “E noi continuiamo per la nostra strada, la strada della pace,” è la risposta del Cardinal Parolin.

In occasione del suo viaggio in Africa, Papa Leone rispose al presidente americano con serenità e chiarezza: "Io non guardo al mio ruolo come a un politico, non sono un politico, io non voglio entrare in un dibattito con lui.  Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c'è una via migliore, la via della giustizia e della pace". Il messaggio di Papa Leone XIV, in risposta alle provocazioni del presidente americano, dettate dal suo delirio di grandezza e dalla sua più stupida ignoranza, è sempre lo stesso: difendere la pace. “Lo dico per tutti i leader del mondo, aggiunge il Papa, cerchiamo di finire con le guerre e promuovere pace e riconciliazione. Continuerò a parlare a voce alta del Vangelo”. Basterebbe questo pensiero, chiaro e inequivocabile, per rispondere alla follia di onnipotenza che il presidente USA sta dimostrando di mettere in campo, con arroganza e spavalderia. Che le sue scelte stessero portando la storia e l'umanità ad un crinale pericoloso si era capito già da tempo. Ma che arrivasse a voler manipolare e condizionare il Papa e il Vangelo stesso, come ha fatto e continua a fare, ci fa capire che non ha più nessuna capacità di relazionarsi con la realtà del mondo, di cui crede di essere il padrone assoluto. Aggressivo, malvagio, borioso, sta dimostrando, e questo lo fa con lucida follia, di non curarsi di nessuno, o per meglio dire, di non curarsi dei più elementari valori di civiltà che devono animare e guidare le azioni di ogni uomo, e ancor di più di chi deve decidere le sorti di interi popoli.

Il Papa, sull'aereo che lo ha portato in Africa, non ha usato mezze parole per rispondere alle gravissime parole di Trump, e delimitare con estrema chiarezza i confini del suo pensiero, che poi è il pensiero della Chiesa e la libertà nell'annunciare il Vangelo, di cui la Pace è nucleo centrale. Il Papa ha mandato un messaggio chiaro all'arrogante di turno. In passato la Chiesa non ha arretrato difronte a imperatori e re, tiranni e despota, persecutori e carnefici, e non arretra ora di fronte a chi pensa di dominare il mondo con arroganza e crudeltà. Nessuno lo può difendere, non ci sarebbero argomenti. Solo una vera solidarietà globale gli potrà far capire che anche lui, soprattutto lui, è polvere e cenere.

Forse, per questa mente malata, ossessionata dal potere, non serviranno semplici condanne. Il Papa ha detto che non ha paura di lui. Queste parole scalfiranno la sua coscienza (ammesso che ne abbia una) per iniziare a farlo riflettere su quale strada sta portando il mondo. Qualcun' altro sarà in grado di alzare la voce, e dirgli che non ha paura di lui? Ci si limiterà solo a condannare il suo grave gesto? Credo che ogni Cristiano deve alzare la voce e difendere la pace, insieme al Santo Padre. il Papa non può non urlare l'urgenza di Pace. Il Papa non si può assoggettare ad alcun potere, men che meno a quello americano, in questo momento, senza tradire ciò per cui il Signore lo ha scelto. Poi cosa dire dell'intervento assurdo e ridicolo del vice di Trump, cattolico, che ha invitato il Papa ad occuparsi di problemi morali. Il massacro di bambini, donne, anziani, forse non è un grave problema morale? Siamo con te, Leone XIV, sempre e comunque, siamo certi che, come in passato,” non praevalebunt, le porte del male  non prevarranno".  Continua a seminare Pace, amore e fratellanza. Continua, con coraggio, a ricordare all'uomo del nostro tempo che, senza Dio, tornerà ad essere lupo del fratello, carnefice del suo simile, tiranno senza libertà.

 

 

 A cura di P. Teresino Serra

 

Fonti: Voce del Logudoro, 19 Aprile 2026 e Avvenire, 14 aprile 2026