PIETRO E PAOLO: DUE COLONNE DELLA CHIESA SIN DALLE ORIGINI
Notiamo subito una realtà stupenda. Toccati da Cristo nel loro intimo, e da Lui chiamati per la costruzione del Regno di Dio mediante le opere di misericordia e la proclamazione del Messaggio di Salvezza, Pietro e Paolo rimasero fedeli fino al martirio. Oggi li ricordiamo come colonne della Chiesa sin dalle sue origini. Ogni volta che professiamo il Credo, diciamo: “Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica”. Ecco che l’apostolicità è una delle caratteristiche essenziali della Chiesa, Popolo di Dio, di cui noi facciamo parte. Ricordiamo che siamo edificati sulla roccia degli Apostoli, per essere un cuor solo e un’anima sola. Mi viene in mente il motto contenuto nello stemma di Papa Leone XIV: “Nell’unico Cristo siamo uno”. Sono le parole pronunciate da Sant’Agostino in un suo sermone per proclamare che sebbene noi siamo molti cristiani, nell’unico Cristo siamo uno, un cuor solo e un’anima sola.
Purtroppo, così spesso, costruiamo muri di divisione, commettendo un crimine nel mondo dello spirito. Allora chiediamo perdono per questo male, e chiediamo l’energia per abbattere i muri che dividono, e creare ponti di comunione, di unità. Chiediamo ai Santi Pietro e Paolo di darci uno scossone, un forte richiamo per contribuire a recuperare l’unità della Chiesa.
Nel prefazio della messa di oggi, Pietro è descritto come colui che per primo confessò la fede nel Cristo e costituì la Chiesa delle origini con i giusti d’Israele. Paolo è descritto come il maestro e il dottore che illuminò le profondità del mistero, e annunciò la salvezza a tutte le genti. Ambedue, dice il prefazio, hanno edificato l’unica Chiesa. Ecco allora la natura della Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Specificando quest’ultima caratteristica: 1. La Chiesa trae la sua origine da Cristo, mediante la Parola e la testimonianza degli Apostoli. 2. Per espressa volontà di Cristo, la Chiesa ha come fondamento visibile della sua unità e stabilità, la cattedra e la sede apostolica di Pietro e del suo successore, il vescovo di Roma, cioè il Papa. 3. Apostolicità significa anche fedeltà alla missione trasmessa da Gesù alla sua Chiesa, cioè l’evangelizzazione del mondo.
Quale è la nostra posizione e la nostra missione in tutto ciò che abbiamo detto?
- Attualmente, grazie alla dottrina del Concilio Vaticano II, la Chiesa è descritta come Popolo di Dio, come comunità di fratelli e sorelle, uguali tra di loro anche se con diversi servizi e carismi. Noi siamo membri di questa comunità, e oggi siamo chiamati a diventare consapevoli o più consapevoli di questa realtà, per prendere parte attiva nella vita della Chiesa. Che mai abbiamo a vivere e operare pensando di poter affermare: Cristo sì, la Chiesa no. E’ necessario ricordare che abbiamo incontrato Cristo nella Chiesa e continuiamo a incontrarlo nella Chiesa. Pensiamo al Battesimo, agli altri Sacramenti, alle tante iniziative organizzate in tante parrocchie e in tanti gruppi, per poter celebrare la vita insieme, se così sostenerci a vicenda.
- La gerarchia non è costituita da persone che sono su un livello di superiorità nei confronti degli altri. Almeno questo è il principio. I pastori hanno il carisma proprio che è quello di presiedere la comunità ecclesiale nell’unità e animarla nella carità. L’autorità del papa e dei vescovi, è autorità di servizio sull’esempio di Cristo stesso che venne non per essere servito ma per servire.
Credo che la quasi totalità di voi, persone che mi ascoltate mentre presento questa omelia, facciate parte del laicato; siete uomini e donne, chiamate ad essere protagonisti nella vita e nei compiti di tutta la comunità, in comunione con la gerarchia, per irradiare la luce del Vangelo nel mondo e mostrare il vero volto di Cristo. Siate persone responsabili e consapevoli di questa chiamata.
Amen! Così sia.
Giovanni Taneburgo
Missionario Comboniano


