La discesa dello Spirito Santo su Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, e sugli apostoli, segna la nascita della Chiesa. Grazie all’energia dello Spirito, Pietro diventa coraggioso testimone di Cristo, Crocifisso e Risorto. Inoltre, molti accolgono la Parola da lui proclamata, e vengono battezzati. Questi diventano pietre vive nella Chiesa, grazie al perdono dei peccati operato dallo Spirito che conduce coloro che si aprono alla Sua azione alla conoscenza della Verità, e li rende capaci di contemplare lo splendore della vita eterna. Così ci troviamo a considerare un evento stupendo che ci porta a pregare: “O Padre, continua a santificare la tua Chiesa in ogni popolo e nazione, a diffondere i doni dello Spirito Santo sino ai confini della terra, e a rinnovare anche oggi nel cuore dei credenti i prodigi che nella tua bontà hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo” (Colletta della Messa di Pentecoste).
Oggi per noi, celebrare la Pentecoste, significa aprire le nostre menti e i nostri cuori per accogliere lo Spirito Santo nel nostro intimo; lo Spirito Santo che ancora oggi, per molti cristiani, è un grande sconosciuto. Questo è il motivo per cui molti si sforzano per crescere, per diventare persone più buone, ma non riescono perché mettono la loro fiducia nelle loro forze umane che si rivelano sempre come debolezza. Dobbiamo ricordare che l’unica cosa creativa che possiamo fare, è collaborare con lo Spirito Santo la cui energia ci rende capaci di vivere secondo la Nuova Alleanza tra Dio e il suo nuovo popolo, la Chiesa. Lo Spirito ci trasforma. E’ ciò che a Pentecoste, vediamo negli apostoli: una trasformazione sorprendente. Mentre prima erano deboli e dubbiosi, incerti e paurosi, grazie all’azione dello Spirito, diventarono testimoni qualificati e coraggiosi del Risorto. Qualche provocazione: C’è movimento nella nostra vita? Siamo consapevoli dello Spirito Santo sempre in azione per chi lo invoca? Gli abbiamo mai chiesto di prenderci come siamo per farci come Lui vuole?
Nella seconda lettura presa dalla lettera di San paolo ai Galati, l’apostolo parla delle opere della carne che elenco anche qui perché dobbiamo considerarle spesso per evitarle: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose di questo genere. Sono tutte cose che ci allontanano dal regno di Dio! Per camminare secondo lo Spirito, dobbiamo vivere secondo i suoi doni: amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza e dominio di sé”.
Quali sono i modi di presenza dello Spirito Santo? Lo Spirito è presente nella vita della Chiesa per sostenerla nella sua missione di evangelizzazione e di promozione umana. Lo Spirito è presente nel Magistero, nei Sacramenti, nella Parola, nella vita di ogni seguace di Cristo, grazie al Battesimo e all’apertura di mente e di cuore per accogliere la sua azione. In ogni Celebrazione Eucaristica lo Spirito è invocato, e così Gesù si fa realmente presente col suo Corpo e il suo Sangue per il nutrimento di chi partecipa attivamente alla Celebrazione. Lo Spirito è presente nel Sacramento della Penitenza per donare a chi lo celebra, il perdono che rinnova la persona rendendola capace di amore e quindi di fraternità. Grazie a tutto ciò, il Regno cresce nel mondo e in noi mentre diventiamo sempre più capaci di superare la tentazione di arroganza, di vanagloria e di invidia gli uni per gli altri, mali così comuni nella nostra società. In un articoletto scritto da una mamma leggevo: “Quando faccio cadere un bacio sulla ferita del mio bambino, egli mi sorride e il dolore sparisce perché l’amore manifestato dal bacio, è più forte del dolore”. Qualcosa di simile avviene quando invochiamo lo Spirito Santo: ogni chiusura nel mondo ristretto dell’egoismo scompare perché l’apertura a Dio e agli altri è più forte di ogni chiusura.
Allora continuiamo a pregare con l’invocazione del Salmo 103: “Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra”.
Giovanni Taneburgo
Missionario Comboniano


