Con il verbo amare Papa Francesco inizia la sua Enciclica Dilexit nos: “Ci ha amati”, dice San Paolo riferendosi a Cristo, per farci scoprire che da questo amore nulla «potrà mai separarci». Cristo stesso aveva assicurato ai suoi discepoli: «Io ho amato voi» (...). Il Suo cuore aperto ci precede e ci aspetta senza condizioni, per poterci amare e per offrirci la sua amicizia (cf Dilexit nos - DN- n. 1)”.
Il Cuore di Dio ci ha amato da sempre, eppure la nostra fede debole si fa domande sul Cuore di Dio, sul Cuore di Cristo. Ma che idea abbiamo di Dio? Spesso, per poca fede, roviniamo l’immagine di Dio: un Dio con un cuore distratto, che lascia morire di fame i bambini, che non ferma le guerre, che fa ammalare di tumore una giovane madre... Un Dio che non risolve i tanti problemi di noi tutti... e che ci lascia annegare in un mare di difficoltà. Un cuore di Dio distante.
Davanti al cuore e alla croce
La devozione al Cuore di Dio, al Sacro Cuore - ci ricorda Papa Francesco - non è un luogo dove rifugiarsi “nei momenti” oscuri del nostro vivere. E il Sacro Cuore non è la semplice immagine sulla quale possiamo proiettare i nostri sentimenti di pietismo passivo o solamente di ricerca di consolazione. La contemplazione vera e sincera del Cuore di Gesù, non ci porterà mai a un’esperienza intimista, lontana dalla realtà della nostra umanità; anzi, ci porterà a una maggiore vicinanza con quelli che sono destinatari del nostro amore cristiano. La contemplazione del Cuore di Gesù non sarà altro che darci l’opportunità d’imparare ad amare come Cristo ci ha amati.
L’amore di Dio si può capire soltanto quando ci mettiamo ai piedi della croce, quando entriamo nella logica dell’assurdo, e, contemplando, “ci domandiamo che significa un cuore trafitto e un Uomo-Dio su una croce” (Daniele Comboni). Quella Croce e quel Cuore ci fanno vedere che l’amore è sacrificio e donazione, e che implica un allontanarsi dal nostro piccolo mondo di interessi personali per entrare nel mondo della sofferenza e delle difficoltà degli altri. L’amore che sgorga dal Cuore di Gesù è un amore missionario che va alla ricerca dei più lontani, dei più abbandonati, di quelli che non contano agli occhi del mondo. “Oggi, in un mondo sovrastato dalle ombre della violenza, dell’odio, della guerra, di tante ingiustizie; oggi in un’umanità che, nella crisi, sviluppa strategie per rinchiudersi in sé stessa, la missione del Cristiano sembra diventare un’azione urgente, in quanto annuncio dell’amore di Dio per questa umanità che continua ad essere al centro del Suo cuore” (cf DN 2018-2019).
Il cuore del Buon Pastore
Il Vangelo ci invita a contemplare il Cuore di Cristo nella figura del buon pastore. Il Pastore è un uomo di cuore; un cuore che ama il suo gregge; e perché ama vive col suo gregge, lo guida, lo difende, lo protegge da ogni pericolo e lo mantiene unito. Ma come è il Cuore di Cristo Buon Pastore? Gesù stesso descrive il suo cuore e si presenta come il Dio di amore: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi ed io vi consolerò. Io sono mite ed umile di cuore” (Mt 11,28-30). Il cuore di Cristo abbraccia la nostra vita in tutti i suoi aspetti, nelle nostre virtù e debolezze. E Papa Francesco aggiunge: “Cristo, come un pastore buono, è felice di abbracciarci e accompagnarci in ogni momento. Ciascuno di noi ha bisogno di essere abbracciato particolarmente in momenti non facili …. soprattutto quando soffriamo la nostalgia della serenità, della tranquillità, della pace... e della fede. Il cuore di Cristo, secondo Papa Francesco, vuole abitare nel cuore del mondo (cf. DN 70-71). Il nostro incontro con l’amore di Gesù Cristo, ci porta ad abbeverarci a questo amore e diventare capaci di tessere legami fraterni, di riconoscere la dignità di ogni essere umano e di prenderci cura, insieme, della nostra casa comune” (cf.DN 217).
Il cuore di Cristo nel cuore del mondo
Alla fine del suo messaggio, nella Dilexit nos, Papa Francesco ricorda a tutti i Cristiani la responsabilità missionaria di essere seminatori di speranza e di bene nella società e nella chiesa. Papa Bergoglio è diretto nel suo messaggio: “Oggi tutto si compra e si paga, e sembra che il senso stesso della dignità dipenda da cose che si ottengono con il potere del denaro. Siamo spinti solo ad accumulare, consumare e distrarci, imprigionati da un sistema degradante che non ci permette di guardare oltre i nostri bisogni immediati e meschini”. L’amore di Cristo è fuori da questo ingranaggio perverso e Lui solo può liberarci da questa febbre in cui non c’è più spazio per un amore gratuito. Egli è in grado di dare un cuore a questa terra e di reinventare l’amore laddove pensiamo che la capacità di amare sia morta per sempre (cf DN 218). Anche la Chiesa ha bisogno della forza di un nuovo amore che sgorga dal Cuore di Cristo, per non sostituire l’amore, predicato dal Vangelo di Gesù, con strutture caduche, ossessioni di altri tempi, adorazione della propria mentalità, fanatismi di ogni genere che finiscono per prendere il posto dell’amore gratuito di Dio che libera, vivifica, fa gioire il cuore e nutre le comunità. Solo il suo amore renderà possibile una nuova umanità e una Chiesa più credibile (cf DN 217). Egli ci manda a diffondere il bene. Per questo ci chiama con una vocazione di servizio: “farai del bene come medico, come madre, come insegnante, come operaio, come consacrata, come sacerdote e missionario. Ovunque tu sia, potrai sentire che Lui ti chiama e ti manda a vivere questa missione sulla terra” (Papa Francesco).
Egli stesso ci dice: «Vi mando» (Lc 10,3). Questo fa parte dell’amicizia con Lui. Perciò, affinché tale amicizia maturi, bisogna che ci lasciamo mandare da Lui a compiere una missione in questo mondo, con fiducia, con generosità, con libertà e senza paure (cf DN 215). Davanti al Cuore di Cristo, chiediamo al Signore di avere ancora una volta compassione di questa terra ferita, che Lui ha voluto abitare come uno di noi. Che riversi i tesori della sua luce e del suo amore, affinché il nostro mondo, che sopravvive tra le guerre, gli squilibri socioeconomici, il consumismo, la corruzione, il razzismo e l’indifferenza, possa recuperare ciò che è più importante e necessario: il cuore (cf DN 31).
Fonti:
Papa Francesco, Enciclica Dilexit nos
Papa Francesco, Life, la mia storia nella storia
Papa Francesco, Contemplazione e servizio. Omelie nella Cappella “S. Marta” settembre 2018 – 28 febbraio 2019. Vol. 12"
Carmelo Casile, Dal Cuore di Gesù al cuore della missione; articolo 2012


