‘Grazie della interessante giornata, si respira sempre un’aria missionaria con testimonianze uniche, in via S. Giovanni di Verdara, e noi vogliamo esserci. Grazie a tutti della bella e intensa giornata, fatta di ricordi, del passato e del presente, e tanti spunti per il futuro…organizzazione sempre al top, grazie a P. David: è vero lo spirito del Comboni soffia sempre in ogni nostra azione…’

 

La festa è stata bella e queste parole, arrivate nella stessa sera, lo confermano!

Domenica 10 maggio 2026 è stato un giorno di festa nella comunità comboniana di Padova. Festa che ritorna dopo un anno di sospensione, dovuta ai lavori di ristrutturazione della casa per far spazio alla Residenza Universitaria, con 109 posti letto per studenti che hanno ottenuto la borsa di studio. Erano presenti una cinquantina di amici, volontari, collaboratori, tutti in una relazione di amicizia, che nasce dalla condivisione dello spirito comboniano. In tanti si sono scusati di non poter partecipare: maggio è il mese delle tante feste, da quella della Mamma a quella degli Alpini. Dopo il bel momento dell’accoglienza e della conoscenza di nuove persone, è iniziato l’incontro. P. Gaetano ha presentato l’attuale situazione della comunità con la presenza e gli impegni di tutti i confratelli, anche di fr, Claudio Bozza che da poco è arrivato in comunità, di ritorno dal Sud Sudan; ricordando anche chi nell’anno passato, ha lasciato Padova, chi per il paradiso come p. Piero Ferrari e p. Provvido Crozzoletto; chi per Verona casa Madre, fr. Silvano Bergamini e Castel d’Azzano, fr. Renato dalla Vecchia; e chi sta partendo, fr, Simon Tsoklo che ritorna in Togo, e p. Gaetano Montersor, assegnato alla comunità di Brescia. P. Gaetano ha raccontato poi dell’accoglienza di vari gruppi, anche africani, che ormai si sentono di casa con noi; e di attività svolte sul territorio con la collaborazione essenziale dei laici: dall’organizzazione delle storiche Festa dei Popoli e la Messa di Natale alla stazione ferroviaria di Padova; al qualificato percorso formativo-divulgativo, nel Solco della Laudato sii; oltre alle serate di animazione missionaria.  È intervenuto, poi, p. David Costa Domingues, vicario generale dell’Istituto comboniano. In una prima parte ha presentato i valori che sono alla base della chiamata e dell’azione missionaria, e che sono gli stessi che hanno guidato san Daniele Comboni: la sorgente nell’amore del Cuore di Cristo; l’intuizione del salvare l’Africa con l’Africa, la dinamica della Chiesa in uscita e la teologia degli scartati; in un mondo in guerra, essere presenza è Vangelo di Vita. Ha presentato tre esperienze Ecopaz del Messico, Napenda Kuishi in Kenya; e la sua vita missionaria nelle Filippine: scendere nelle strade e incontrare chi vive ai margini.

Ha terminato informando sull’attuale situazione comboniana, dando qualche cifra sui comboniani, l’età media, la loro provenienza, le proiezioni delle statistiche per il prossimo futuro. Appaino subito alcune evidenze: un solo giovane europeo sui 500 giovani in formazione, che sono africani nella stragrande maggioranza; e se l’età media fra tutti è 58 anni, l’Europa è sopra i 75 anni e gran parte dei confratelli africani hanno meno di 45 anni. Il gruppo dei fratelli si riduce sensibilmente e la loro età media è molto alta.

La celebrazione dell’Eucarestia, presieduta da p David Domingues, è stato un momento di comunione con Cristo che sola rende possibile la missione. 

Il bel e gioioso momento conviviale ha concluso una giornata che così è stata definita: ‘Grazie! È stata una giornata molto bella, gioiosa, intensa, amichevole, familiare. Grazie a chi ha preparato, cotto, servito e a chi ci ha accolto così affettuosamente. Bravi tutti quelli che hanno contribuito all’organizzazione. La conferenza del vicario generale ci ha edotto ma anche motivato. Evviva i Comboniani.!

Bellissima giornata, passata in fraterna compagnia secondo lo spirito missionario comboniano!’

 

P. Gaetano Montresor