A 20 anni dalla morte, la figura di dom Franco Masserdotti, vescovo comboniano della diocesi di Balsas, nello stato del Maranhão (Brasile), continua a parlare a molta gente che lo ha conosciuto o ne ha sentito parlare. Morì il 17 settembre 2006, nelle prime ore pomeridiane, in un banale incidente stradale. Tornava a casa da un giro in bicicletta, come gli piaceva fare quando aveva bisogno di staccare un po' da tanti impegni e problemi che lo coinvolgevano nella sua diocesi e in attività che portava avanti a nome dell'espiscopato brasiliano. La sua morte ebbe un grandissimo impatto nella chiesa brasiliana e italiana in quegli anni. Il suo corpo riposa nella cattedrale di Balsas.

Nato a Brescia nel 1941 e cresciuto a Fiumicello, dom Franco viene ricordato con due appuntamenti promossi dagli amici e dalla sua parrocchia di origine. Il primo è in programma venerdì 18 settembre alle 18, nella Sala Libretti del Giornale di Brescia, in via Solferino 22, con l’incontro dal titolo “Memoria profetica. L’attualità di dom Franco Masserdotti a 20 anni dalla sua morte”. Sarà condotto da padre Dario Bossi, missionario comboniano già provinciale in Brasile, e da padre Mansueto Dalmaso, missionario comboniano in Brasile, che interverrà in collegamento video. Padre Bossi sottolinea il valore di questa memoria: “La figura di Dom Franco è ancora oggi estremamente attuale e le cause che lui ha portato avanti in Brasile sono di estrema urgenza, specialmente la difesa dei popoli indigeni, della loro cosmovisione e delle loro proposte nel contesto della crisi socioambientale che stiamo vivendo”. 

Il secondo momento si svolgerà domenica 20 settembre nella parrocchia di Santa Maria Nascente a Fiumicello. Alle 10, sarà celebrata la Santa Messa, presieduta da padre Dario Bossi e concelebrata con altri padri comboniani della comunità di Brescia. Seguiranno, alle 11, una testimonianza e un momento di dialogo. Sarà padre Giovanni Munari, coautore del volume “Il flauto invece del bastone. Vita di mons. Franco Masserdotti” (Emi), a introdurre la riflessione a partire dalla sua conoscenza diretta di dom Franco e dai temi per i quali il vescovo si è battuto, mettendoli in relazione con le sfide di oggi. Due occasioni diverse, ma con un unico intento: fare memoria per rinnovare sensibilità e impegno. Perché ricordare dom Franco è prima di tutto raccogliere una voce che continua a sollecitare coscienze e responsabilità.