Per la prima volta è arrivata solenne la festa dei nonni tutti e in particolare quelli di Gesù, Anna e Gioachino, solennità che per la prima volta Papa Francesco ha voluto dedicare a tutti i nonni e anziani del mondo.

Papa Francesco nel suo discorso ai nonni mette in risalto che la vocazione dei nonni e anziani è quella di “Custodire le radici, trasmettere la fede ai giovani, prendere cura dei piccoli”. Dice ancora a ogni nonno e nonna: “c’è dunque una vocazione rinnovata anche per te in un momento cruciale della storia. Ti chiederai “ma come è possibile. Le mie energie vanno esaurendosi e non credo di poter far molto…. – Ciò può avvenire dice il Signore, aprendo il proprio cuore all’opera dello Spirito Santo, che soffia dove vuole… C’è bisogno di te per costruire nella fraternità e nell’amicizia il mondo di domani…”

Zaira la figlioletta di mio cugino, visto che mi considera anzianetto, mi ha mi ha scelto come “quinto nonno”. Per lei sono il “nonno d’Africa”. Per chi, come me, conosce i nonni d’Africa è un vero titolo d’onore. Quante belle figure di nonni e nonne si incontrano nella nostra vita missionaria. Credo che siano della categoria degli Angeli. Quelli che ci vivono accanto, che sono molti, e che ci sono di grande esempio.

Tatà Raphael vive in un villaggio a ventisette chilometri da noi. Nei miei viaggi non manco mai di fermarmi nel suo “lopango” a fare quattro chiacchiere. Era un ottimo infermiere e ora si trova lui stesso ammalato con una tubercolosi che gli toglie le forze e cerca di tener controllata con le medicine. E’ attorniato dai suoi nipotini che lui ama molto e che loro stessi lo “adorano”. Mi fa gli elogi della piccola Jackye, che con i suoi sette anni fa tutti i servizi di casa e sa cucinare già molto bene.

Che dire del patriarca Nicholas con uno stuolo di figlie e figli, e chissà quanti nipoti. Ha lavorato come camionista, e chi conosce le condizioni delle strade della nostra regione dell’alto Congo, può immaginare le fatiche, i disagi, le “pannes”, e anche la sete e la fame che deve aver sopportato nei suoi viaggi lontano da casa. Ormai ha difficoltà per camminare. Eppure mi stupisce per la sua grinta e la forza di volontà. Quando non piove, si fa un bel tratto di strada per arrivare in chiesa puntuale per la Messa portandosi dietro i nipoti. Con loro ha una pazienza a tutta prova. Li richiama con delicatezza e non alza mai la voce.

Se poi capiti nel “lopango” (cortile) di tatà Michel et maman Marie vieni subito invaso non solo dai loro nipotini ma anche dai piccoli del vicinato. E’ vero che i due nonni non ce la farebbero a tener a bada una simile turba di giannizzeri ma possono contare sulle loro figlie Thèrese, Angelika, Aimè, e sulle nipoti più grandi come Françoise et Josée. Quello che mi lascia sempre perplesso e che non vedi nessun papà … tutti imboscati chissà dove. Michel come gli altri nonni ha una pazienza a prova di bomba. Di tanto in tanto gli scappa qualche sgridatina ma i nipoti si consolano presto tra le sue braccia o quelle più dolci della nonna. Rientrando la sera dalle uscite nei villaggi non è raro che vicino alla città incontri la nonna Maria con le mamme della tribù e i più grandicielli di loro di ritorno dal “jardin” come dice lei… Per “jardin” intende dire il loro campo ai bordi della foresta da dove, dopo una giornata di lavoro, ritornano tutti sudati e stanchi, carichi di legna e di cose da cucinare. Tata Michel non regge più il lavoro dei campi e resta a casa a fare il “guardiano del faro” coccolando Noelle l’ultima delle covata che ogni tanto frigna perché vuole la mamma che è nel campo.

Kabibi, una giovane donna un po’ sciancata è partita da quattro anni, ed è finita a Bunia a oltre cinquecento chilometri da casa. Senza preamboli ha messo nelle mani di sua mamma sei figli, e la povera nonna si trova a essere mamma dei suoi nipoti. E’ vero che può contare su Lucie la nipote più grande che può esserle di aiuto, ma Lucie ha deciso di continuare gli studi per migliorare le prospettive del avvenire. Nessuno dubita che la povera nonna abbia la vita non facile per poter dar da mangiare ogni giorno a suoi nipotini eternamente affamati. Spesso sono qui da me in cerca di integratori…. Intanto Kabibi, che chissà come vive, è diventata mamma per altre due volte, e pensare che è ancora giovane. Chissà se un giorno ritornerà a prendersi cura di tutti i suoi figli. Intanto la nonna… fa miracoli!!!!

Mamà Annie si era sposata da giovane, ma non ha avuto figli. Lei si è fatta carico dei nipoti e li ha seguiti curandoli, nutrendoli, seguendoli nella scuola, facendoli crescere da buoni cristiani. Poi anche suo marito come si dice “ha lasciato la scena di questo mondo” e Annie è rimasta vedova. Nella sua generosità si è resa disponibile impegnandosi in parrocchia e in particolare dedicandosi ai bambini poveri e malnutriti, seguendoli con affetto, nutrendoli e curandoli come fossero figli e nipotini suoi. In questi giorni Annie si trova a letto seriamente ammalata è si sente vicina al traguardo finale. Sta affrontando gli ultimi giorni con la serenità di chi sa che ha avuto una vita bella e intensa e che presto vedrà con i suoi occhi il Signore che ha amato e servito nei più poveri e nei più piccoli.

Annie in questi giorni è aiutata da mamà Cristine, che ha a sua volta una storia tutta particolare. Lei è nata a Bunia verso l’Uganda in una famiglia di musulmani, e quindi a sua volta aveva abbracciato questa religione. Poi si era sposata e come il marito, era entrata a far parte dei protestanti di “Seca Seize”. Ha avuto due figlie che sono partite per Kinshasa e lì hanno formato le loro famiglie. Ovviamente anche lei è nonna ma i suoi nipoti sono lontani e non li ha mai visti. Suo marito è morto e lei è rimasta vedova e sola. Entrando a far parte del gruppo delle “Femmes sueles avec Jesus” ha scelto di fare un altro passo e di diventare cattolica. Lei è il braccio destro e sinistro di mamà Annie che ora sta assistendo amorevolmente come fosse sua mamma. Ed è lei da tempo memorabile si che si occupa dei bambini malnutriti. Questa mattina ero presente quando una giovane mamma che veniva da lontano si è presentata per chiedere un po’ di latte in polvere per il suo bambino nato da poco. Il suo seno dava troppo poco latte e il bambino era sofferente. Cristina si è fatta in quattro per procurare latte, zucchero e anche un po’ di miele dando fondo a quello che aveva da parte. Sono rimasto commosso dalla sua generosità. Rientrato a casa gli ho fatto pervenire quello di cui si era privata e più, chiedendogli di venire a chiedere aiuto quando ne avesse bisogno.
Nonne dal cuore d’oro, col volto umano degli angeli.

Fr. Duilio Plazzotta