DIO MISERICORDIOSO METTE LA VITA
DOVE TROVA LA MORTE
Inizio l’omelia riportando la strofa di un canto composto su parole di Santa Teresa del Bambino Gesù. Dice così: “Anche se io avessi nel mio cuore i peccati di tutto il mondo, non mi perderei di fiducia in Cristo mio Salvatore, ma andrei da lui e sono convinta che tutti i miei peccati scomparirebbero nella sua misericordia come una goccia d’acqua in un grande fuoco”. Per intercessione di questa ‘piccola-grande’ santa, chiediamo a Dio la grazia di compiere, durante questa Quaresima, un vero cammino di fede. L’intento è questo: celebrare la vita, lasciandoci amare da Dio con quella fiducia che diventa sempre più un vero affidarsi a Lui: “Signore, ci fidiamo di te, ci affidiamo a te e ti chiediamo di trasformarci nel tuo amore misericordioso. Prendici come siamo e facci come tu vuoi”.
Questa quarta domenica di Quaresima è chiamata domenica “Laetare” cioè domenica della gioia, grazie a un grande motivo di letizia presentatoci nel passo evangelico: Dio rivela il suo volto di Padre misericordioso nel Cristo Gesù. Questo è il tema che desidero sviluppare.
Considerando la storia della salvezza, notiamo che Dio, nella sua onnipotenza, è stato sempre in azione per perdonare, riabilitare e salvare il suo popolo. Nella prima lettura di oggi, presa dal libro di Giosuè, leggiamo che Dio liberò il suo popolo dalla schiavitù, dandogli la possibilità di celebrare la vita, vita da Lui tonificata col suo amore misericordioso. Nella seconda lettura, San Paolo ci dice che Dio ci ha riconciliati con sé in Cristo, e ci invita a continuare ad aprirci a Lui per crescere come persone riconciliate. Il passo evangelico, preso dal Vangelo di Luca, chiamato il “Vangelo della tenerezza e della misericordia di Dio”, ci presenta un padre misericordioso che ci fa pensare a Dio, nella sua azione di accoglienza del figlio più giovane che era andato via di casa in male modo ed era tronato in uno stato pietoso.
Analizziamo questa parabola in alcuni particolari sorprendenti, che accolti nel profondo dei nostri cuori, scacciano ogni paura e ogni turbamento, e fanno crescere sempre più in noi, così spero, un desiderio grande di celebrare l’amore misericordioso di Dio.
Ecco i particolari che mi sembrano presentarsi come un grande magnete che ci attira verso Dio:
- Per il figlio più giovane che nella tradizione è stato chiamato prodigo, chiedere al padre la parte del patrimonio che secondo lui gli spettava, era come augurargli la morte. Eppure il padre acconsentì alla richiesta del figlio libertino e irrispettoso.
- Il padre era anziano eppure corse incontro al figlio con l’energia di un giovane mosso da amore pazzesco.
- Nella cultura ebraica, un anziano non andava mai incontro a un giovane. Tal cosa era ritenuta umiliante per l’anziano e non educativa per il giovane. Ma il padre della parabola andò incontro al figlio perché più che la cultura, a lui interessava il ricupero del suo figlio scapestrato.
- Il padre non sottopose il figlio a nessun esame. Non gli chiese come avesse potuto ridursi in quel modo, né se fosse tornato per amore verso di lui o solo per non morire di miseria e di fame. Non gli disse nemmeno: “Bada di non fare di nuovo una cosa simile, perché sarebbe la tua fine”. Lo accolse con amore, con commozione e con gioia.
Consideriamo brevemente il comportamento del figlio maggiore che si presenta come incapace di perdono e di accoglienza. Non sappiamo se invitato dal padre a fare festa e a gioire, acconsentì all’invito oppure no. Che peccato se non accolse l’invito! A che gli serviva tutto il suo lavoro e la sua ubbidienza al padre se rimaneva nella tristezza e nell’isolamento?
Veniamo a noi! Non essendo perfetti, ed essendo peccatori e peccatrici, abbiamo bisogno anche noi della misericordia di Dio da accogliere con umiltà e gratitudine mediante il cammino di conversione propostoci durante questa Quaresima. Senz’altro, nelle diverse chiese parrocchiali o nelle diverse comunità religiose o ecclesiali, ci sono preghiere penitenziali con la possibilità della confessione individuale e con l’assoluzione. Da quanto tempo non abbiamo avuto questa esperienza della confessione e dell’assoluzione? Non si potrebbe cercare di averla durante questa Quaresima in preparazione alla Pasqua?
Che la Madonna, Mamma di Gesù e Mamma nostra, si ispiri e ci aiuti!
Giovanni Taneburgo
Missionario Comboniani


