‘VIVERE IL DESERTO’ PER POTER CELEBRARE LA SALVEZZA IN CRISTO

Uno dei prefazi della Quaresima dice che “Dio Onnipotente ed Eterno che è nostro Padre, ha stabilito per le sue figlie e i suoi figli un tempo di rinnovamento spirituale, perché si convertano a Lui con tutto il cuore, e liberi dai fermenti del peccato vivano le vicende di questo mondo, sempre orientati verso i beni eterni”. Per poter vivere secondo questo piano di Dio, per poter vivere la pienezza di vita nuova in Cristo, è necessario entrare nel deserto.

Che cos’è il deserto? Nella Spiritualità Evangelica, il deserto è un grande simbolo che ha un doppio significato. Il deserto è il luogo privilegiato dell’incontro con Dio: Dio parla al cuore di coloro che vivendo nel deserto spirituale, cioè vivendo dell’essenziale e liberi da tante distrazioni, si aprono a Lui e ascoltano la sua Parola, per fare un’esperienza sempre più profonda della salvezza; salvezza operata da Cristo per tutta l’umanità. Il deserto ha un secondo significato: Il deserto è il luogo della tentazione da parte del demonio che approfitta della fragilità e dei bisogni umani e agisce per assoggettare coloro che Dio chiama alla vita, mediante * l’offerta del piacere senza morale alcuna, * del potere senza nessuna opposizione, * e del successo, del prestigio senza impegno. Queste sono cose che portano tutte al letargo, all’agonia e alla morte.

La tentazione del piacere: pietre o pane? Il pane è buono ed è indispensabile. Magari tutte le persone del mondo potessero avere il pane quotidiano e vivere una vita dignitosa a tutti i livelli! Gesù però ci fa capire che il pane non è tutto e che non possiamo vivere di solo pane. Abbiamo bisogno della Parola di Dio che crea in noi energia sempre nuova che ci fa crescere, ci rende capaci di dare testimonianza a Cristo Gesù, e ci fa camminare verso la pienezza di vita.

La tentazione del potere: il diavolo propone a Gesù di seguirlo assicurandogli il potere su tutto. Rifiutando questa proposta, Gesù ci fa capire che il potere non libera, non dà la salvezza e fa mercato (‘do ut des’). Dio non fa mercato dei suoi doni; Dio dona e basta. Dio non assoggetta i suoi figli e le sue figlie. Dio avvolge tutti nel suo Amore Misericordioso e li rende liberi. Tutto ciò costituisce il cuore della Misericordia.

La tentazione del prestigio: il diavolo propone a Gesù di chiedere a Dio un miracolo. Il diavolo non parla di fiducia in Dio, ma di ricerca del proprio tornaconto dimenticando che Dio è sempre presente e agisce nella nostra vita; ma a modo suo, non a modo nostro. Per questo motivo Egli non ci dà sempre tutto ciò che Gli chiediamo. E io suggerirei di ringraziare Dio per questo suo volere. Perché? Perché soltanto Lui conosce veramente ciò che è bene per noi, ed è sempre generoso nel darci ciò che è necessario alla nostra salvezza e risponde ai nostri veri bisogni.

Termino con una storia vera riportata come ‘testimonianza’ da John Powell, autore di molti libri e ‘programmi audio e video’. La storia parla di una ragazza piccola e intelligente. Avvicinandosi Natale chiese ai genitori se potevano darle una bici come regalo natalizio. I genitori le dissero che avrebbero cercato di darle quel regalo, ma a causa di difficoltà finanziarie in famiglia non erano sicuri di poter soddisfare la sua richiesta. Quella bimba chiese alle sue compagne di pregare perché il suo desiderio fosse soddisfatto. Le compagne pregarono molto. Arrivato Natale i genitori dissero alla bimba che non erano stati capaci di darle il regalo chiesto. Dissero anche che avrebbero fatto del loro meglio per soddisfare il suo desiderio. La bambina abbracciò i genitori, li ringraziò per l’amore che avevano per lei, e non fu turbata affatto. Dopo le vacanze di natale, le sue amiche chiesero se aveva ricevuto la bici desiderata. La bimba rispose di no. Subito le amiche reagirono: “Allora Dio non ha ascoltato la nostra preghiera”. E la bimba, con tono sereno rispose: “Non dite così. Dio ha ascoltato le nostre preghiere e ha detto di no”. Vedete, quella bimba non aveva ricevuto il regalo desiderato, ma aveva ricevuto due doni grandi: il dono della serenità anche senza regalo e la gratitudine verso i genitori per l’amore che avevano per lei. Che persona grande e buona quella bimba! Impariamo da lei con umiltà!

Per intercessione della Madonna e di tutti i santi e le sante di Dio, chiediamo la grazia di afferrare il significato di quanto la Parola ha suggerito, per vivere intensamente questa Quaresima 2025.

 

                                                                                              Giovanni Taneburgo

                                                                                         Missionario Comboniano