GESU’ TRASFORMA LA NOSTRA PICCOLA VITA A MISURA DEL SUO PROGETTO
Diverse volte, durante il mio cammino di vita missionaria, mi è stato chiesto di parlare delle mie esperienze di fede nel Cristo Salvatore del mondo. Un punto particolare che ho sempre presentato riguarda i tantissimi doni che da Lui ho ricevuto; due doni in particolare: quello della Parola e quello dell’Eucarestia, due doni che mi hanno nutrito diventando in me sempre più energia e passione per la crescita del Regno.
Una delle belle immagini di Dio che mi affascinano, riguarda il suo desiderio di nutrire i suoi figli e le sue figlie. Egli ama nutrire per dare pane a chi ha fame e per accendere il desiderio di realtà grandi in chi si sazia di solo pane. Nella prima lettura della Liturgia Eucaristica odierna, presa dal profeta Isaia, Dio invita tutti ad andare da Lui per bere e per mangiare, mentre tutto è offerto gratuitamente. Nella seconda lettura poi, presa dalla lettera ai Romani, Paolo proclama che nessuna creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio che è in Cristo. E l’apostolo ci dona una lista interessante di diverse realtà, tra cui: tribolazione, angoscia, persecuzione, fame, nudità, pericolo, spada, presente, avvenire, morte, vita. Nessuna di tutte queste cose potrà separarci dall’amore di Cristo se soltanto apriamo le nostre menti e i nostri cuori all’accoglienza nell’amore. Potremmo essere più benedetti di così? Non credo. Infatti chi può benedirci più di Dio?
Veniamo al passo evangelico proclamato nella Liturgia Eucaristica odierna:
- Innanzi tutto, vediamo in Cristo Gesù atteggiamenti completamente diversi da quelli dei suoi discepoli. Una grande folla aveva seguito Gesù fin nel deserto, affascinata da Lui. Ma era scesa la sera. Eventualmente, era tempo di tornare a casa dopo aver comprato da mangiare. Seguendo quindi la logica della praticità umana, i discepoli dissero a Gesù: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”. Abbiamo qui il verbo comprare. Naturalmente, per comprare è necessario pagare. Ecco allora l’atteggiamento di Gesù che usa il verbo dare: “Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare”. Così segue il miracolo della condivisione. Gesù prese i cinque pani e i due pesci messi a sua disposizione, e recitò su di essi la benedizione. Tutti mangiarono a sazietà e anche gli avanzi furono abbondanti. Ecco il miracolo della generosità di Dio e il risultato della trasformazione del pane di ciascuno in nostro pane quotidiano.
- Un altro miracolo che possiamo notare nel racconto del passo evangelico odierno, riguarda la potenza del fascino di Cristo. Conquistati da tale fascino, la folla seguì Cristo liberamente, senza calcoli e senza paura della fame, del deserto, della notte. Seguirono Gesù incondizionatamente, convinti che seguendo Gesù, non avevano nulla da perdere ma tutto da guadagnare
- Il racconto evangelico di oggi ci porta a considerare un miracolo che noi possiamo fare. Come? Evitando di trattenere egoisticamente per noi il pane che abbiamo, per condividerlo con generosità perché diventi pane di Dio che è pane di tutti e per tutti.
Enunciando il tema di questa mia riflessione, ho detto che ‘Gesù trasforma la nostra piccola vita a misura del suo progetto’. Così ci rende capaci di donare la nostra stessa persona perché tutti coloro che incontriamo nel nostro cammino di vita abbiamo a nutrirsi. Guardate che cosa stupenda! Una catechesi del secondo secolo dopo Cristo ha questa espressione: “La persona che si ciba di Gesù Eucarestia, diventa pane vivo, offerto al Padre, da Lui benedetto, spezzato e distribuito, per il nutrimento di molti”. Così, nutriti da Cristo, diventiamo di nutrimento per gli altri.
Preghiamo e speriamo di essere capaci di “dare pane a chi ha fame, e di accendere fame di cose grandi in chi è sazio di solo pane”. (Ermes Ronchi)
Giovanni Taneburgo, Missionario Comboniano


