IL REGNO DI DIO HA UN VALORE ASSOLUTO
Prepariamoci alla riflessione sulla Parola di Dio che ci viene data come dono oggi, con qualche momento di preghiera:
“O Padre, fonte di sapienza, che in Cristo ci hai svelato il tesoro nascosto e ci hai donato la perla preziosa, concedi a noi un cuore saggio e intelligente, perché, fra le cose del mondo, sappiamo apprezzare il valore inestimabile del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen. (dalla liturgia)
Quanti doni abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere da Dio! Sono convinto che sono sempre al di là di ogni nostra aspettativa e al di là dei nostri meriti. E come vedremo in questa nostra riflessione, è sempre importante per noi credere che, come dice Sant’Agostino, Dio vuole che ogni suo dono diventi nostra conquista. Procediamo su questa linea:
- Per quanto riguarda le prime due parabole, quella del tesoro nascosto ritrovato con gioia, e quella della perla di grande valore perseguita con ansia, possiamo vedere l’impegno, la conquista dello scopritore, nella vendita di tutto ciò che possedeva per comprare il campo del tesoro; possiamo vedere l’impegno, la conquista del mercante che va in cerca di perle preziose, nella vendita di tutti i suoi averi per poterla comprare.
- Per quanto riguarda la terza parabola, quella della rete gettata in mare che raccoglie ogni tipo di pesce, possiamo vedere l’impegno, la conquista dei pescatori, nel loro lavoro per tirare la rete piena di pesci a riva e per raccogliere i pesci buoni nei canestri e gettare via i cattivi.
La convinzione che il regno di Dio è la prima realtà nella scala dei valori, è frutto di discernimento e di sapienza che, seguendo l’esempio di Salomone (1° lettura) siamo chiamati a chiedere a Dio come dono. Essa è anche conseguenza di una scelta radicale che implica grandi rinunce. Vedete, ci troviamo ancora di fronte a un dono e, allo stesso tempo a un grande impegno, a una stupenda conquista.
Cristo Gesù, il Crocifisso risorto, incarna e realizza in pieno il regno di Dio. Allora, senza dubbio possiamo dire che il regno di Dio si identifica con la persona di Gesù, come possiamo dedurre da diversi testi evangelici. E noi, con tutti i suoi seguaci, facendo nostri gli atteggiamenti, i valori e le motivazioni che vediamo in Cristo Gesù, diventiamo conformi a Lui, persone salvate perché amate dal Padre. La seconda lettura della Liturgia Eucaristica di oggi, presa dalla lettera di San Paolo ai Romani, ha delle espressioni stupende. Il vescovo Mariano Magrassi direbbe “espressioni da capogiro”. Ascoltiamo Paolo, con gioia e gratitudine nei nostri cuori:
“Fratelli, noi sappiamo che tutto concorre al bene per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati, quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati”.
Come è grande l’amore che Dio ha per noi!
Concludendo, diciamo che accogliere il regno di Dio con passione, significa vivere in obbedienza filiale a Dio, in dipendenza da Lui che è Amore Misericordioso. Significa vivere con serenità. E, come dice Basilio Caballero, teologo spagnolo con una solida competenza nel campo liturgico-biblico: “Se abbiamo trovato il regno di Dio, dobbiamo necessariamente irradiare gioia, testimoniare speranza e contagiare ottimismo; poiché il regno è fermento di umanità e di maturità nelle relazioni con gli altri. Perciò non dobbiamo far cadere dalle nostre labbra la supplica: ‘Venga il tuo regno, Signore!’ Amen”.
Giovanni Taneburgo
Missionario Comboniano


