"Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero" (Matteo 11, 25), frase che si trova nel Vangelo di oggi, ed è la conclusione del discorso missionario di Gesù, indirizzato agli Apostoli, perché si preparino a partire in Missione e annuncino il Vangelo a tutti i paesi del Mondo (Matteo 28, 19). Il giogo di cui parla Gesù è il giogo delle Beatitudini, e non quello della legge mosaica. Il carico è leggero, perché non si tratta di imposizioni da osservare, ma dell'amore del Padre che, attraverso Gesù, ci viene donato e siamo quindi invitati ad accogliere. Il Vangelo di Matteo è tutto costruito su questa frase, perché Gesù non è un conquistatore del Mondo seduto su un cavallo, ma arriva verso di noi a cavalcioni di un asino, come dice il profeta Zaccaria (V secolo prima di Cristo): "Esulta grandemente, figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso e cavalca un asino... Farà sparire il carro da guerra da Efraim e il cavallo da Gerusalemme" (Zaccaria 9, 9-10). Tutti gli Israeliti ricordavano il re Davide, che era umile e rispettoso delle indicazioni di Dio. Gesù, come il giusto re Davide, entrerà a Gerusalemme seduto su un'asina, cavalcatura del popolo, umile bestia da soma per il lavoro dei campi (Matteo 21, 1-9).
San Matteo, nel suo Vangelo, è molto attento a legare le parole e i fatti di Gesù con l'Antico Testamento. Difatti nel primo Vangelo dei quattro canonici, abbiamo cinque discorsi. Perché cinque discorsi? Perché cinque erano i libri della Torah (= Pentateuco), attribuiti a Mosè. E qui abbiamo uno che è superiore a Mosè ed è non solo legislatore, ma soprattutto il Salvatore, grazie alla vita donata, celebrata nel mistero pasquale.
Nel Vangelo di Matteo, a imitazione dei cinque libri della Torah, i cinque discorsi sono seguiti dai fatti (= miracoli o azioni di Gesù). In ebraico, parola si dice dabar. In greco logos. Ma il significato vero della parola ebraica è il seguente: parola seguita dai fatti. Come all'inizio della Creazione Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu" (Genesi 1, 3). Parole e fatti sempre. Con Gesù, nel Vangelo di Matteo, si segue lo stesso schema. Dopo i discorsi ci sono sempre i fatti.
Per completare il suo Vangelo, san Matteo ha aggiunto all'inizio un'introduzione (= nascita di Gesù) e alla fine, la conclusione (= Passione, Morte e Risurrezione).
Il profeta Zaccaria, parlando del vero Re Salvatore, dice che favorirà la pace, perché farà sparire i cavalli e i carri da guerra da Gerusalemme. E' un'altra caratteristica di Gesù. Cavalcando un'asina, Gesù si presenta come un re pacifico. Del resto Gesù è il vero fondatore della teoria della non violenza. Il Mahatma Gandhi (1869-1948) si è ispirato a Lui. Papa Giovanni XXIII, nel 1963, diciotto anni dopo lo sganciamento della prima bomba atomica su Hiroshima, dove viveva la più importante comunità cattolica del Giappone, ha detto della guerra, qualsiasi guerra: "alienum a ratione" (= cose da pazzi). La stessa parola l'ha detta anche papa Francesco a proposito di qualsiasi guerra. E cioè sono cose da pazzi pensare che la guerra possa essere un mezzo adeguato per ristabilire i diritti conculcati. Ma la violenza, la lotta armata ottiene risultati con più facilità, rispetto alla discussione e al dialogo. Anche Maometto era di questo parere, quando ha scoperto che con l'aiuto della spada la diffusione dell'Islam era facilitata. Nel 622, scacciato dalla Mecca, si rifugiò a Medina. Si alleò allora con i Ghifar, briganti del deserto, ai quali promise l'80% del bottino delle sue iniziative belliche. E in poco tempo impose l'Islam in tutta la penisola arabica.
Nel Vangelo di Matteo, nulla di tutto questo. Il Gesù che ci viene incontro è il Salvatore che ci manifesta il cuore di Dio, un cuore che è come quello di un Padre assieme a quello del cuore di una Madre, cioè l'amore completo.
Gesù non ha certo abolito la legge mosaica. Egli ha detto: "Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento" (Matteo 5, 17). Annunciando il Vangelo del Regno, Gesù inaugura un regime religioso nuovo. In che consiste questo compimento? Bisogna eliminare le imperfezioni della legge e tendere alla perfezione di Dio. "Siate perfetti - ha detto Gesù, - come è perfetto il Padre vostro celeste"(Matteo 5, 48). Per osservare la legge del Regno, che Gesù inaugura sulla terra, Egli ci apporta il suo esempio di vita e una forza che ci permette di osservare questa legge: lo Spirito Santo (Giovanni 16, 13 e Atti 1, 8). “Pienezza della legge (ha detto san Paolo) è la carità” (Romani 13, 10) . Anche Daniele Comboni ha detto: “La vita del Missionario è carità”.
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