SOSTENUTI DA CRISTO GESU’, SOSTENIAMO CHI E’ STANCO E SFINITO

Quando consideriamo il mondo dei nostri giorni, corriamo il rischio di vedere in esso soltanto mali diabolici come guerre, ingiustizie, violenze, odio, tradimenti, mancanza di valori, calamità naturali. Tutti questi mali appesantiscono gli animi, e così tante persone sono portate a pensare che stiamo andando di male in peggio e che alla fine del tunnel non ci sarà la luce, ma ci saranno le tenebre e quindi una grande catastrofe. Ecco però una grande sorpresa: la benedizione che ci avvolge grazie alla presenza di Gesù nella nostra vita, nella Chiesa e nel mondo! Egli ci sostiene sempre e ci incoraggia invitandoci a non avere paura perché non saremo mai abbandonati. Il Padre, lo Spirito Santo e Gesù stesso, che è l’Amore Misericordioso del Padre fatto carne, non ci abbandoneranno mai.

Considerando le varie esperienze che hanno caratterizzato il mio pellegrinaggio missionario, posso affermare che, così spesso, ho visto la mano di Dio mettere la vita dove sembrava dominare la morte. Così ho preso a cuore l’insegnamento di un sacerdote francescano che spessissimo pregava in questo modo: “O Dio, ti ringrazio in anticipo per i tanti doni che senza dubbio mi darai nel futuro”. Quel francescano era convinto che la generosità di Dio non sarebbe venuta mai meno. Questa è la fede che regna anche nel cuore di Papa Leone mentre contempla Dio nella sua costante azione creativa. E questo è il motivo per cui continua a operare per la pace, la giustizia e la fratellanza nel mondo, non nonostante tutto, ma con tutto ciò che in esso avviene.

Al tempo di Gesù, il mondo non era un giardino fiorito, senza l’afflizione di tati mali. I mali erano tanti ed erano pesanti anche allora. Ma contempliamo Gesù con la sua attenzione rivolta alle folle stanche e sfinite, e con la sua compassione così ricca di tenerezza messa in azione, per dare una risposta generosa a coloro che erano prigionieri del male. Contempliamo Gesù anche come Maestro degli Apostoli che così diventarono pronti a continuare la sua missione per la crescita del Regno di Dio e per dare inizio al nuovo popolo di Dio, la Chiesa. Gesù fa sua l’immagine del pastore e del gregge, così spesso presente nella Sacra Scrittura, e chiede ai suoi discepoli di mettersi alla guida del nuovo popolo. E’ in questo contesto che Matteo inserisce la scelta dei dodici apostoli, mandati a predicare, a proclamare il Regno di Dio ormai vicino.

Come dicevo sopra, nel nostro mondo d’oggi potremmo essere tentati di vedere i campi della vita così aridi, i tempi così cattivi e le situazioni varie così disastrose, da rendere inutile l’operare per la pace, per la giustizia e per il bene di tutti, e addirittura da rendere impossibile sperare. Ma Gesù dice a noi ciò che disse ai discepoli. Egli afferma solennemente che la messe è molta e il raccolto è abbondante; ma afferma anche che gli operai sono pochi. Allora, mettiamo i nostri dubbi, le nostre incertezze, le nostre resistenze, mettiamo proprio tutto sulle spalle di Gesù Buon Pastore, e rimbocchiamoci le maniche per impegnarci nella costruzione di un mondo migliore, nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità. E innanzi tutto mettiamoci umilmente alla presenza del Signore chiedendo il dono dello Spirito che ci dia l’energia per vivere per Dio e per guarire la nostra vita, dicendo No a tutto ciò che è male e SI a tutto ciò che è bello e buono. E’ così che avremo serenità e saremo in movimento verso una vita piena.

E per concludere, ecco un invito a non dimenticare mai due proverbi. Il primo: “E’ meglio accendere una candela che imprecare contro le tenebre”. Il secondo: “Se vuoi cambiare il mondo, comincia a cambiare te stesso”. Buon lavoro!

 

                                                                      Giovanni Taneburgo

                                                                 Missionario Comboniano