Pubblicazioni di

Tonino Falaguasta Nyabenda

RICHIEDI A

P. Tonino Falaguasta

Missionari Comboniani

Vicolo Pozzo, 1 – VERONA

Tel. 045 8092100

Daniele Comboni

“Non stanchiamoci di fare del bene: se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i fratelli nella fede” (Galati 6, 9-10). Come Cristiani tutti siamo chiamati a una fede vera che ci porta necessariamente a compiere opere di misericordia e di carità. San Giacomo ci parlava del legame stretto fra la fede e le opere: “Io con le mie opere ti mostrerò la mia fede” (Giacomo 2, 18).     Dice il Papa Benedetto XVI nella sua lettera enciclica “Deus caritas est” del 25 dicembre 2005: “Lo Spirito è anche forza che trasforma il cuore della Comunità ecclesiale, affinché sia nel mondo testimone dell’amore del Padre, che vuole fare dell’umanità, nel suo Figlio, un’unica famiglia. Tutta l’attività della Chiesa è espressione di un amore che cerca il bene integrale dell’uomo: cerca la sua evangelizzazione mediante la Parola e i Sacramenti, impresa tante volte eroica nelle sue realizzazioni storiche; e cerca la sua promozione nei vari ambiti della vita e dell’attività umana. Amore è pertanto il servizio che la Chiesa svolge per venire costantemente incontro alle sofferenze e ai bisogni, anche materiali, degli uomini” (Deus Caritas Est 19). L’amore per il popolo di Dio e soprattutto per i poveri e per i popoli che soffrono e sono maltrattati, non è un lavoro di filantropia, ma è provocato e ispirato dalla esperienza di fede nell’amore di Dio del discepolo e dell’apostolo di Gesù Cristo. Il nostro Padre e Fondatore, san Daniele Comboni, ha fatto la grande esperienza di questo amore di Dio Padre dell’umanità nella sua contemplazione del Sacro Cuore di Gesù. Comboni, condividendo questo amore, è arrivato a dire: “Assicuratevi che l’anima mia vi corrisponde un amore illimitato per tutti i tempi e per tutte le persone. Io ritorno fra voi per non cessare mai più di essere vostro, e consacrato per sempre al vostro maggior bene. Il giorno e la notte, il sole e la pioggia mi troveranno egualmente e sempre pronto ai vostri spirituali bisogni. Il ricco e il povero, il sano e l’infermo, il giovane e il vecchio, il padrone e il servo avranno sempre uguale accesso al mio cuore. Il vostro bene sarà il mio e le vostre pene saranno pure le mie” (Scritti 3158). San Daniele Comboni, convinto che Gesù era, ed è, il Salvatore di tutta l’umanità, particolarmente dei più poveri e abbandonati, è partito alla scoperta dell’Africa Centrale e vi ha trovato la “Nigrizia” (così chiamava affettuosamente i popoli di quella regione sconosciuta e sfortunata) e ad essa ha dedicato la sua vita. Non solo per evangelizzarla, ma anche per rigenerarla, secondo il “Piano” da lui proposto nel settembre 1864. Padre Tonino Falaguasta Nyabenda, in questo suo libretto, ha presentato le tappe fondamentali della vita di san Daniele Comboni, ma le ha inframmezzate con i messaggi di alcuni Santi che nella storia della Chiesa sono stati esempi di misericordia e di carità. In fondo l’attenzione e l’aiuto ai più poveri e abbandonati è sempre stata una costante per il Cristianesimo. San Daniele Comboni non ha fatto altro che seguire degli esempi illustri e la sua storia arriva fino ai nostri giorni. Infatti Papa Francesco, parlando delle “periferie”, ci ricorda la necessità di porre questi atti di misericordia e di carità nel nostro mondo di oggi. Così si esprime nell’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” del 24 novembre 2013: “In ogni luogo e circostanza i Cristiani, incoraggiati dai loro Pastori, sono chiamati ad ascoltare il grido dei poveri” (Evangelii Gaudium 191). I figli e le figlie di san Daniele Comboni, seguendo il loro Padre e Fondatore, si impegnano per la rigenerazione delle periferie dell’umanità, spinti dalla fede in Gesù.  Auguro che questo libretto possa avere una larga diffusione e possa anche essere l’occasione di una chiamata in vista di un impegno sulla via tracciata da san Daniele Comboni. Padre Tesfaye Tadesse Gebresilasie superiore generale dei Missionari Comboniani Roma, 10 ottobre 2018, nella festa di san Daniele Combon

P. Bernardo Sartori

– “L’nsopprimibile passione missionaria” – Quarant’anni fa, nel giorno di Pasqua, padre Bernardo Sartori portò a termine il suo cammino su questa terra. Chi è padre Bernardo? Dire padre Bernardo è dire passione missionaria che si trasforma in sorriso e in abbraccio verso tutti. Padre Bernardo è un’insopprimibile passione missionaria che muove tutta la sua vita; dalla furtiva uscita mattutina dal suo Seminario di Treviso sotto le braccia benedicenti del suo vescovo fino all’ultima misteriosa notte. Annunciatore del Cristo, ha trascinato quanti e quanto ha incontrato sul suo cammino. Chi è padre Bernardo? Dire padre Bernardo è dire preghiera vivente. Una profondità spirituale che revitalizza tutto ciò che è e che fa: tutto ptoteso in avanti e orientato verso l’alto. Guardando padre Bernardo uno si ritrova in ginocchio e capisce che conversione, trasformazione e testimonianza hanno una fonte nascosta e inesauribile interiore: la preghiera. Chi è padre Bernardo? Dire padre Bernardo è dire passione per Maria. Un volto di donna e madre: Maria pellegrina con lui nel mondo, Madre sollecita e premurosa. Maria in Padre Bernardo mantiene sempre un doppio resgistro: la più calda umanità e i sogni più arditi. Guardando padre Bernardo, senti un intrecciarsi di grani del rosario… Ave Maria! Chi è padre Bernardo? Padre Bernardo è un uomo di Dio: prima lo spirituale e poi il materiale. Inizia la sua giornata con la messa mattutina sul mondo, e poi accompagna il popolo di Dio, venendo incontro ai suoi dolori e alle sue necessità. La lode e la carità vanno sempre insieme. Guardando padre Sartori senti che anche tu sei parte di quel corpo vivo che è la Chiesa, pellegrina sulla terra, verso l’eterno abbraccio del Padre. Il Venerabile Bernardo Sartori traccia il cammino della santità: essere fiamme che non devastino, essere profondità che non si isolino; essere passione mariana che non cada nella banalità; essere comunità ecclesiali che non chiudano le porte. Con la sua luce nei nostri occhi e con il suo ardore nei nostri cuori allora nulla ci sarà precluso. Padre Fabio Carlo Baldan Superiore provinciale Missionari Comboniani in Italia

Suor Bianca

– Suor Bianca Benatelli, missionaria comboniana in Sudan – Nel 2008 Wau (Sudan del Sud) era una città fantasma: la polvere rossa delle strade irritava gli occhi e i polmoni. L’incuria degli edifici in mattoni cotti lasciava intuira la presenza coloniale inglese. Ma era soprattutto lo spirito prostrato delle persone a rivelare tanta sofferenza. La città era stata per anni sul fronte della guerra civile sudanese. A differenza di altre città del Sudan del Sud, non era sfigurata dalle voragini delle bombe. Ma dopo tre anni dalla firma della pace, le ferite sanguinavano ancora. In quel contesto cupo, suor Bianca Benatelli brillava con la sua figura minuta e instancabile: accogliente e gioviale, con il suo servizio allietava la Comunità delle Suore e il Dispensario che aveva allestito con creatività e ingegno, nelle costruzioni di una prestigiosa scuola di Medicina, costruita con maestria da un’organizzazione cattolica tedesca. Anche le carceri erano pervase dalla sua industriosa presenza. Suor Bianca è stata una degna figura di Caorle e una degna figlia di san Daniele Comboni… (Dalla Presentazione di sr. Paola Moggi, direttrice di Combonifem)

Cristiani e Musulmani

– Dialogo nella verità – “La Chiesa incoraggia e promuove il dialogo non solo tra se stessa e le altre tradizioni religiose, ma anche quello tra le varie tradizioni religiose stesse. Questa è una via nella quale ella svolge il suo ruolo come un ‘sacramento, vale a dire uno strumento di comunione con Dio e di unità fra tutti i popoli’ (Concilio Vaticano II nel documento Lumen Gentium, n° 1). Essa è esortata dallo Spirito a incoraggiare tutte le istituzioni e i movimenti religiosi a incontrarsi, a entrare in collaborazione e a purificare se stessi al fine di promuovere la verità e la vita, la santità, la giustizia, l’amore e la pace, le dimensioni di quel Regno che, alla fine dei tempi, Cristo riconsegnerà a Suo Padre (1 Corinzi 15,24). In questo modo il dialogo interreligioso è veramente parte del dialogo di salvezza iniziato da Dio” (Consiglio Pontificio per il dialogo interreligioso, “Il dialogo e l’annuncio”, n° 80, 19 maggio 1991). Il dialogo è necessario! Il dialogo è missione! È lo scopo di questo libretto. P. Eliseo Tacchella  

Bibbia: una parola per noi

“Incontrare una persona è essenziale nella vita. Siamo infatti essenzialmente persone che si scoprono in relazione con gli altri. Ma il nostro sforzo maggiore deve essere quello di incontraarsi con l’Altro, con Dio, che è Padre”. Queste parole di Prefazione introducono il libretto di 80 pagine, Bibbia: una Parola per noi, scritto in maniera molto semplice e accessibile da p. Tonino Falaguasta, comboniano con lunga esperienza nel settore della comunicazione, per aiutare a entrare nel mondo complesso della Bibbia: non per diventarne specialisti ma per aprirsi all’incontro con Dio che da sempre ci cerca e ci desidera incontrare.

Missionari Comboniani Veronesi

– Un Uomo, un Profeta, un Santo – La Famiglia Comboniana, sorta dall’intuizione evangelica di un uomo eccezzionale, di un profeta e di un santo (Daniele Comboni), si è ingrandita e continua a espandersi, soprattutto in Africa. “O Nigrizia o morte” gridava Comboni, ma non per spingere i suoi discepoli alla conquista del mondo, ma per dare la vita in favore degli scarti (secondo il linguaggio di papa Francesco) e lavorando nelle periferie del mondo. P. Eliseo Tacchella