Il 13 gennaio, nella parrocchia di san Giovanni Crisostomo si è tenuto l’incontro “E’ possibile la fratellanza universale?”.
I due testimoni dell’incontro erano Mahmoud Asfah, direttore del Centro islamico di via Padova, e padre Filippo Ivardi, missionario comboniano.
In questo incontro abbiamo ricordato il documento sulla “Fratellanza umana”, firmato nel 2019 da papa Francesco e il grande Imam di al Azar, che ci invitano – cristiani e musulmani – a rimanere ancorati ad alcuni valori fondamentali: quello della fratellanza umana, della giustizia e della pace.
Questo incontro ha voluto essere una risposta a questo appello, ma prima ancora è nato dal desiderio di tanti di noi di stabilire spazi di dialogo e fraternità fra persone che convivono sotto lo stesso cielo, che camminano sulle stesse strade del nostro quartiere e della nostra città.
Sappiamo che alcuni pensano che non è possibile la convivenza tra diversi, e mettono esplicitamente in discussione il principio della fraternità umana. Rimane quindi aperto questo interrogativo: è possibile vivere la fraternità in una città multiculturale e multireligiosa?
Ringraziamo i due testimoni della serata, che hanno in comune l’esperienza di aver vissuto e di continuare a vivere questa fratellanza: Asfah prima in Cisgiordania e poi in Italia, e padre Filippo in Ciad e anche in Italia. La loro testimonianza ci ha dato un messaggio di speranza: è davvero possibile essere fratelli tra persone di cultura e religione diverse. Vogliamo dunque vivere anche qui a Milano, a cominciare dal nostro quartiere, questa fraternità, continuando ad incontrarci per conoscerci e per collaborare su vari temi. In febbraio ci sarà un incontro tra giovani cristiani e giovani musulmani del nostro quartiere per approfondire questo spazio di dialogo e amicizia che abbiamo aperto.

