Il video del presidente degli Stati Uniti che ridendo scarica valanghe di escrementi sulla gente che manifesta è estremamente offensivo. Ma non per chi ha capacità di discernimento. È offensivo innanzitutto per chi lo ha pensato: è difficile capire quale livello di idiozia occorre per concepire una roba del genere. L’equivalente di una pessima battuta da bar in versione IA, su scala mondiale.  Come il bambino scemo che ride davanti alla tragedia. Offende chi l’ha pensato, chi lo ha realizzato, ma soprattutto chi l’ha permesso. Donald Trump, tronfio e gongolante della sua goliardata. Il tutto sarebbe da relegare nella spazzatura, se non fosse che dietro alla maschera grottesca del presidente si cela una precisa ideologia: quella del suprematismo. Quella che Trump cavalca già dalla prima elezione., ma con meno veemenza. Ora quel pensiero è sdoganato, quello che Charlie Kirk proponeva nei comizi: “Michele Obama, donna di colore, ha un cervello inferiore”. “Quando vedo un pilota nero mi chiedo se è qualificato”. Quello che Trump manifesta non solo a parole, ma nel modo con cui tratta gli altri politici. Il suprematismo rtiene che gli altri abbiano torto assoluto, al punto che è meglio tappargli la bocca. Così si manda la National Guard a sedare le proteste e si erode il faticoso lavoro fatto per diminuire le pulsioni razziste, mal davvero sedate negli Usa. “Il presidente mi ha chiesto di assicurarmi che si smetta di usare i soldi dei contribuenti per finanziare la formazione antirazziale”, ha scritto Russel Vought, direttore dell’Office of Management and Budget Russel Vought. Il suprematismo è la versione meno rozza del razzismo, ma poggia sugli stessi presupposti, allargando il senso di superiorità oltre il colore della pelle. Si estende ai palestinesi, agli immigrati, a chi non la pensa come loro. Suprematismo è un presidente che dice: “Fanno la fila per venire a baciami il …”.

L’inferiorizzazione e la disumanizzazione dell’altro è il preludio per la sua esclusione, se non eliminazione. E non è un atteggiamento esclusivo di Trump, perché sono in molti, anche tra noi, a pensare che “i diversi” sono inferiori.

Non è la volgarità in sé di quel video a offendere, è il marciume ideologico che lo ha ideato.

Marco Aime, per Nigrizia Dicembre 2025