La comunità comboniana di Palermo ha mandato, in questo fine-anno, una lettera di ringraziamento e di condivisione con amici e collaboratori della loro azione missionaria nella parrocchia di Santa Lucia, nella zona dell’Ucciardone, il grande carcere di Palermo situato in piena città, vicino al quartiere di Borgo Vecchio, nei pressi del porto. E’ una lettera importante perché mette in luce, più che le attività svolte, lo stile di presenza, basato sull’accoglienza, che sta facendo la differenza.

 

Palermo, dicembre 2025

Carissimi amici e benefattori della comunità comboniana di Palermo,
un affettuoso saluto a ciascuno.

 

In questo nuovo anno pastorale siamo ripartiti con il desiderio di fare un passo ulteriore, “un andare oltre”, nella preoccupazione di non fermarci soddisfatti in quello che abbiamo già fatto nel passato, anche prossimo. Da sempre riconosciamo l’importanza per la nostra comunità dell’accoglienza. Nell’anno trascorso abbiamo fatto un passo avanti significativo. Abbiamo accolto fra noi due giovani africani: Kamarà, della Guinea Conakry e Omar, egiziano di Alessandria. In attesa della regolarizzazione della loro posizione, hanno dovuto affrontare i vari tramiti burocratici. È stato un percorso di vari mesi dove non ci siamo fermati alla semplice ospitalità, ma siamo passati alla convivenza, con una disponibilità totale.  C’è stato un coinvolgimento con le loro persone, con attenzione e disponibilità a condividere spazi, cibo, bisogni e preoccupazioni.  La loro presenza giovanile è stata per noi un aiuto e uno stimolo a non intorpidirci nelle realtà quotidiane e a tenere lo sguardo su degli orizzonti più larghi, attenti alla complessità delle situazioni. Ora Kamarà e Omar sono partiti da qui e li ringraziamo per la loro presenza arricchente fra di noi.

Siamo sempre in comunione con i laici comboniani di Palermo che hanno accolto Raha, una giovane studentessa universitaria bengalese. Noi abbiamo garantito la parte legale e un sostegno economico perché lasciasse il suo paese e potesse usufruire di una borsa di studio dell’Università di Palermo.

Siamo in contatto con degli avvocati che spesso ci presentano domande per detenuti affinché possano usufruire di un permesso di alcune ore fuori del carcere. E continuiamo ad essere disponibili e accogliere le loro richieste.

Quest’anno è fra di noi Lorenzo, un giovane di Verona. Ha il desiderio di verificare e approfondire la sua scelta vocazionale missionaria; anche la sua presenza è una sfida a camminare insieme e godere del suo genio giovanile.

A santa Lucia si è costituito un gruppo di lavoro per preparare l’assemblea parrocchiale sinodale, dove le persone convocate saranno chiamate a verificare il cammino comunitario per migliorare la comunione ecclesiale e maturare decisioni che riguardano la missione comune dell’annuncio del Vangelo. Questa partecipazione attiva dei laici non è un optional, ma un elemento costitutivo della vitalità di una comunità e noi ci crediamo in questo modo di essere chiesa sinodale.

Arrivati alla fine di un anno di percorso, che ci ha maturati nella fede e nella nostra identità cristiana e missionaria vogliamo ringraziare ciascuno di voi per il sostegno economico, spirituale e la fiducia verso i missionari.

La memoria del Dio che si fa carne in Gesù ci aiuti a capire che l’indifferenza si vince con il dono di se stesso agli altri e a Dio. Lui non è rimasto indifferente alle nostre fragilità.

Auguri di Buon Natale e il 2026 sia un anno di pace desiderata e invocata da tutti i popoli!

 

P. Benedetto, fr. Claudio e p. Antonio
per la comunità comboniana di Palermo

Kamarà Mohaned Nassif, dalla Guinea Conacry

Raha, studentessa universitaria bengalese