Giovedì 13 novembre 2025 si è tenuto a Padova, all’Ateneo per i Diritti Umani Antonio Papisca dell’Università di Padova, un convengo dal titolo: P. Ezechiele Ramin, una vita per i Diritti Umani.
I due relatori p. Giovanni Munari, compagno di formazione e di missione in Brasile di p. Ezechiele e Antonio Ramin, fratello di p, Ezechiele, introdotti da p. Gaetano Montresor, coetaneo di p. Ezechiele, sono interventi nel Corso di Relazioni internazionali, invitati dal prof Marco Mascia.
Un centinaio di persone, principalmente giovani studenti, hanno seguito con attenzione ed interesse la ricca esposizione dei due relatori.
- Munari ha presentato un percorso storico, molto documentato, della situazione socio politica degli ultimi sessant’anni del Brasile, dei suoi governi, delle scelte economiche con delle conseguenze sociali devastanti sia per la popolazione che per il territorio, con una crisi sociale ed ambientale terribile. In questo Brasile ha vissuto e operato p. Ezechiele Ramin, per poco più di un anno e mezzo, dal gennaio del 1984 a luglio 1985. È stato assassinato il 24 luglio 1985. P Ezechiele era all’appuntamento con i suoi uccisori, per una sincera e coraggiosa solidarietà con i contadini che cercavano terra che era loro, ingiustamente, negata.
Antonio Ramin ha iniziato il suo ‘racconto’ con una affermazione molto forte: p. Ezechiele non è morto, è stato ucciso! Perché è stato ucciso e chi lo ha ucciso? P. Ezechiele ha scelto di proteggere la dignità, la vita dei contadini, come gli avevano chiesto le loro mamme, moglie e figlie. È arrivato a questa scelta di vita, con un lungo percorso. È iniziato in famiglia dove ha vissuto valori civici, morale religiosi, in particolare, quello della giustizia, per il quale è vissuto fedelmente fino all’uccisione. La famiglia, solo nel tragico momento della sua uccisione, ha scoperto che Ezechiele non era più loro soltanto, ma che apparteneva alla Chiesa e al mondo. Arrivato in Brasile, paese dai numeri enormi: la parrocchia di Cacoal, aveva la superficie del Veneto, si è inserito, come sacerdote, che segue Cristo, in quella realtà, con sfide grandi riguardo ai diritti umani, in particolare per la vita e la giustizia. Dagli atti del processo si apprende che ognuno del gruppo che gli ha sparato, ha ricevuto una somma pari a circa 50€. Afferma Antonio che p. Ezechiele parla ancor più oggi, dopo la sua uccisione.
Una giovane studentessa universitaria, Catherine, ha letto alcuni brani degli scritti di p. Ezechiele scelti dal fratello Fabiano.
In conclusione è intervenuto l’avvocato Mariano Paolin, già Notaio attuario nel processo diocesano di beatificazione, nella rogatoria internazionale del tribunale brasiliano che si è svolta a Padova. L’avvocato Paolin, insieme ad un amico avvocato brasiliano, è riuscito ad ottenere, dopo quant’anni di inutili tentativi, il documento, certificato, riguardante il terreno in cui si è svolto sia l’incontro di p. Ezechiele con i contadini sia dove, a poca distanza, è stato ucciso. P. Ezechiele non ha violato nessuna proprietà privata: il terreno era pubblico.
Una grande emozione ha accompagnato tutto il convegno.
P. Gaetano Montresor



