Un bell’incontro quello organizzato dai comboniani di Padova e dal prof. Marco Mascia, della Cattedra UNESCO Diritti umani, democrazia e pace nell’Università di Padova, in ricordo di P. Ezechiele Ramin, nel 40° del suo martirio in Brasile. Davanti a una sala gremita di giovani iscritti al Corso di Relazioni Internazionali, P. Gaetano Montresor, superiore della comunità, P. Giovanni Munari, per molti anni missionario in Brasile e Antonio Ramin, fratello di Ezechiele, hanno illustrato la testimonianza del giovane missionario, ucciso per difendere i piccoli agricoltori e le popolazioni indigene dell’Amazzonia, all’età di 32 anni.
Dopo la presentazione di Ezechiele nei tratti principali della sua vita missionaria, P. Munari si è soffermato sugli anni in cui i fatti si svolsero, e quindi sul contesto che generò quel martirio: anni di dittatura militare, di censura, repressione e di gestione autoritaria del paese, ma anche di lento risveglio della società civile, desiderosa di riprendersi in mano il protagonismo che le era stato per 20 anni negato. La testimonianza di P. Ezechiele è oggi considerata parte integrante di quel movimento che alla fine travolse la dittatura e portò alla ri-democratizzazione del Paese.
In seguito il fratello di Ezechiele ha presentato il contesto familiare che trasmise al giovane ed entusiasta giovane missionario degli anni ’70 del secolo scorso, la passione per gli altri, per i valori del vangelo e in particolare per i diritti umani alla cui difesa lui aveva deciso di dedicare la sua vita.
Riprendendo pagine di un libro pubblicato anni fa su di lui, una studentessa ha poi letto alcuni stralci illustrativi della sua sensibilità e della sua passione missionaria.
Alla fine della mattinata alcuni condiviso l’impressione che si sia trattato di un’iniziativa che è riuscita a coinvolgere un gruppo di alcune centinaia di giovani universitari veramente toccati dalla testimonianza del martire comboniano.



