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Ci sono terre che sembrano lontane anni luce e invece ci parlano da vicino. Haiti è una di queste. È una delle grandi dimenticate a cui raramente si presta attenzione. Quando lo si fa appare come una ferita senza rimedio: violenza delle gang, povertà estrema, instabilità politica. Ma nel mezzo della morsa del conflitto attuale c’è anche una comunità che si ostina a rimanere viva. Partiamo da lì. |
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In occasione della seconda anteprima del Festival della Missione, venerdì 26 settembre alle 18.00, negli spazi della Facoltà Teologica di Torino (via XX Settembre 83), sarà inaugurata la mostra fotografica Figli di Haiti, visitabile fino al 12 ottobre. Nove scatti, nove frammenti di vita raccolti da bambini e adolescenti haitiani che hanno deciso di raccontare il loro mondo con un cellulare. Ne è nata una galleria di immagini intime e dirette, tra giochi, amicizie, piccole attività quotidiane e squarci di bellezza che resistono alla violenza delle gang e alla povertà. Non fotografie patinate, ma testimonianze autentiche, di un racconto in prima persona. «Alcuni dei ragazzi sono stati proprio entusiasti del progetto – racconta Anna Zamboni, di Avsi–. Il contesto in cui si trovano a vivere è drammatico e la proposta di fotografare qualcosa di prezioso per loro li ha portati a condividere riflessioni importanti. Qualcuno ha addirittura detto che da grande vorrebbe proprio fare il fotografo». E prosegue: «Guardare la realtà di Haiti con gli occhi dei ragazzi è prezioso. Penso alla foto di una ragazza in cui si vede una donna accanto ad un tavolo pieno di banane e cocco. Nella didascalia ha scritto che vendere frutta è il lavoro di sua mamma e che quell’immagine le dà la forza e la motivazione per impegnarsi a scuola. Un altro ragazzo ha ritratto una zona del suo quartiere che a differenza di tutte le altre è pulita, non ha spazzatura perché i cittadini se ne prendono cura. Per lui quella foto rappresenta la bellezza». All’inaugurazione interverranno Debora Spadoni, direttrice Comunicazione e Sviluppo del business di Avvenire, e Fiammetta Cappellini, coordinatrice degli interventi umanitari di AVSI.
Questa mostra è parte del progetto editoriale e solidale Figli di Haiti, promosso da Avvenire e Fondazione Avvenire in collaborazione con AVSI, che da anni lavora sull’isola al fianco delle comunità più fragili. Un racconto che da mesi intreccia reportage, interviste, storie e iniziative concrete di sostegno, come la raccolta fondi a favore dell’orfanotrofio Maison des Anges, costretto a lasciare Port-au-Prince per rifugiarsi nell’Artibonite. |
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La serata proseguirà alle 20.30 alla Fondazione Migrantes (via Cottolengo 22-24 bis), con un incontro di approfondimento dedicato proprio alla situazione haitiana. Interverranno Iliana Joseph, consigliera comunale di Settimo Torinese e presidente dell’associazione Haititalia APS, Alessandro Demarchi del CISV ETS, il missionario camilliano padre Antonio Menegon e Marco Bello, direttore editoriale di Missioni Consolata. Una doppia occasione per dare voce a un’isola troppo spesso dimenticata, e per lasciarsi interrogare dalle storie di chi ogni giorno sceglie di resistere, costruire, sperare. VAI AL SITO DEL FESTIVAL |

