Trilussa, all’inizio della prima guerra mondiale, nel 1914, scrisse profeticamente:

 

Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili

Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d’una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.

Chè quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.

Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.

So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.

E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!»

UN MILIONE DI GIOVANI CONTRO LA GUERRA

Qualche settimana fa Il Papa ha concluso il giubileo dei ragazzi a Tor Vergata: presenti un milione di giovani. Milioni di persone hanno seguito l’evento attraverso la televisione. Parole di pace, contro la violenza e a favore della fratellanza e della collaborazione universale. Tutto questo quanto inciderà sulle decisioni dei politici? Perché non dà vita ad un movimento potente capace di far finire le guerre, in grado di costruire una vera cooperazione tra i popoli? C’è il pericolo che tutto nasca e finisca a Tor Vergata!

VENDETTA CRUDELE E DISUMANA

Ogni anno Israele ricorda i 6 milioni di morti. Generazioni future, invece, ricorderanno i massacri da parte di Israele sulla striscia di Gaza. Forse che quel dittatore carnefice del popolo di Israele vuol vendicare quei sei milioni di innocenti assassinati 80 anni fa? Certamente no, ma sfoga la sua rabbia hitleriana eliminando migliaia di palestinesi indifesi; sfoga la sua malvagità praticando la sua bibbia personale: occhio per occhio, anzi dieci occhi per un occhio. Tutto questo perché non riesce a catturare i rapitori dei suoi cittadini e liberare i sequestrati. Il mondo civile che fa? Si volta da un’altra parte. Gonfia l’affare Ucraina per nascondere la propria colpevole inerzia. L’indifferenza con il senso di colpa rende cieca una società intera. Cosa c’entrano i palestinesi come popolo, con i 1600 morti ammazzati del 7 ottobre? Nulla, a meno che non si voglia incolpare un intero popolo per le malefatte di alcuni suoi membri. Israele doveva catturare e processare gli autori della strage, non infierire su donne e bambini innocenti. Dopo i 60 mila morti, dopo i più di 20 mila bambini uccisi, adesso Israele vuole espellere un intero popolo dalla sua terra. E il mondo sta a guardare. Tutti lasciano fare e nessuno interviene. L’uccisione degli ebrei nell’attentato del 7 ottobre è stato un crimine disumano. Ma è anche un crimine contro l’umanità la mattanza condotta da Israele contro i Palestinesi. Tanto più perché perpetrato a sangue freddo, contro donne e bambini indifesi. I massacri indiscriminati non sono permessi a nessuno, nemmeno a chi è stato vittima della Shoah.  Il mondo civile, invece di stare a guardare, dovrebbe intervenire con forza per mettere fine alla mattanza. Se non lo fa è complice.

ANTI O PRO? CON CHI STO?

Le accuse di ‘anti’ qualcosa o qualcuno non servono molto. Bisogna invece essere” pro”: per la pace, per la giustizia e pro vita. Ognuno dovrebbe pensare, agire, lottare e gridare: “Mi sento e sono solidale con tutti quegli esseri umani che sono deboli, sfruttati, angariati, uccisi, costretti alle sofferenze e alla fame dall’ingordigia e dalla prepotenza di altri esseri umani. Sono contro gli sfruttatori, gli assassini, gli sterminatori, contro tutti quelli che succhiano il sangue dei loro simili. Sono contro i prepotenti assassini, contro tutti coloro che ammazzano a raffica donne e bambini innocenti”. L’umanità non arriva mai in tempo con gli appuntamenti della storia: bisognava urlare ‘siamo tutti ebrei’, allora. Bisogna urlare ‘siamo tutti palestinesi’ oggi. Invece, silenzio allora e oggi. Inutile e ipocrita battersi il petto e versare lacrime dopo, a massacro compiuto.

P. Teresino Serra