Tra i poster che avevo nel mio ufficio di Kampala, ce n’era uno con questa frase in caratteri grandi e con le lettere a colori diversi e vivaci, perché la frase potesse risaltare bene: THE FUTURE IS NOW cioè IL FUTURO E’ ADESSO. La verità che questa frase esprime è la seguente: ‘Se vogliamo avere un futuro vantaggioso perché ricco di possibilità per il bene nostro e di tutti, dobbiamo costruirlo nel luogo dove siamo e nel presente’.
Ho pensato a questa frase, per poter commentare il messaggio che la Parola di Dio, offertaci nella Liturgia Eucaristica di oggi, mi sembra offrire. Nel passo evangelico, ci viene detto che mentre attraversavano la Galilea per giungere a Cafarnao con Gesù e gli altri discepoli, gli apostoli discutevano tra di loro per determinare chi fosse il più grande. Alla domanda di Gesù che chiese loro di che cosa discutevano, gli apostoli non risposero. Allora Gesù li spiazzò, presentando un parametro di valutazione completamente nuovo perché totalmente opposto a quello della mentalità prettamente umana degli apostoli. Conoscendoli molto bene dentro e fuori, Gesù disse loro: “Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti”. Si tratta di un invito all’umiltà e al servizio che viene rivolto anche a noi ovunque siamo e adesso. Non possiamo rimandare la nostra decisione: umiltà e servizio qui e adesso!
Umiltà per riconoscere la nostra fragilità e il nostro peccato, e chiedere a Gesù il perdono del suo Cuore Misericordioso, e l’energia che viene dallo Spirito Santo, per essere testimoni del Vangelo. Questo è il servizio più bello e più importante che possiamo offrire al nostro prossimo, nella speranza che tutti coloro che raggiungiamo, si aprano al mondo della fede. Eventualmente, come conseguenza della nostra testimonianza, potremmo essere perseguitati perché ogni testimone di Cristo scomoda coloro che hanno la mentalità del mondo; infatti la testimonianza diventa forte rimprovero per loro, e diventa come sale che brucia sulle piaghe causate dal peccato (prima lettura). Gesù chiede ai seguaci che gli danno testimonianza di accettare questa persecuzione perché è realtà beata. Diversa è la persecuzione che i cristiani ricevono quando non vivono il Vangelo e diventano ‘come o peggiori’ degli altri. Allora è Gesù stesso che li rimprovera e li disturba perché ogni incoerenza, ogni infedeltà, danneggia tutti. Che provocazione pesante che abbiamo oggi! infatti non siamo anche noi, spesso o a volte, incoerenti e infedeli? (seconda lettura)
Un altro punto molto importante! Il passo evangelico dice che Gesù “preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro, ‘ Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato’”. Come ho detto altre volte, chiedendoci di accogliere i bambini, Gesù ci chiede di amarli responsabilmente, teneramente e con gesti che siano per essi rassicuranti, in un mondo dove tantissimi bambini sono abusati con modi crudeli che fanno soffrire e uccidono nell’intimo, e molto spesso anche fisicamente. Quanti ladri di libertà e di dignità abbiamo a danno dei bambini, oltre che di tanti adulti. Gesù poi, ci presenta l’immagine dei bambini per un altro motivo. I bambini sono chiamati a crescere e a diventare celebranti maturi della vita. Chiamandoci a rivolgere la nostra attenzione ad essi, Gesù vuol farci ricordare che noi che siamo avanti in età, non possiamo e non dobbiamo fermarci considerandoci degli arrivati. Sarebbe dichiararci senza vita dentro, in letargo o addirittura morti nell’intimo.
Per poter vivere l’ideale proposto, ‘VIVERE IL PRESENTE A SERVIZIO DI DIO E DEGLI ALTRI PER COSTRUIRE IL FUTURO’, don Tonino Bello direbbe che “occorre una rivoluzione di mentalità”. Occorre avere il fuoco dell’amore nel cuore, e lo sguardo penetrante che squarcia i cieli e fa contemplare le realtà eterne.
Giovanni Taneburgo
Missionario Comboniano



