Prepariamoci alla meditazione sulla Parola di Dio con qualche momento di preghiera:

 “O Padre, che hai ascoltato il grido del tuo Figlio, obbediente fino alla morte di croce, dona a noi, che nelle prove della vita partecipiamo alla sua passione, la fecondità del seme che muore, per essere un giorno accolti come messe buona nella tua casa”. Amen!

Spero che la Parola di Dio abbia guidato i nostri passi durante il tempo di Quaresima che è già trascorso. Rimangono ancora alcuni giorni prima dell’inizio della celebrazione solenne del Mistero Pasquale di Cristo Gesù, Salvatore nostro. Si tratta di un mistero di sofferenza, di morte e di risurrezione, grazie al quale, nel Battesimo, abbiamo ricevuto l’energia per seguire Cristo Gesù con passione, senza calcoli e senza mezze misure, fino alla morte. Siamo stati chiamati a seguirlo bevendo il contenuto del calice fino all’ultima goccia, accogliendo il messaggio della parabola che il passo evangelico di oggi ci ripropone, la parabola del chicco di grano. Ascoltiamo: “In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”. E’ bello notare come è Gesù stesso che spiega questo versetto ancora una volta, facendo riferimento alla vita dei suoi seguaci, e quindi nostra: “Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà (…). E io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me”.

Che cos’è che il Signore vuol farci comprendere con questo linguaggio forte e sfidante? Vuol farci capire che bisogna morire per vivere. Naturalmente, Gesù non sta parlando della morte fisica al termine della nostra esistenza terrena. Egli parla del morire ogni giorno a tutto ciò che contraddice i valori del Regno, cioè l’egoismo, la falsità, la sete di potere, l’arrivismo, la ricerca della popolarità, l’orgoglio, il vivere nel proprio piccolo mondo, e tutto ciò che né genera, né difende e né promuove la vita. Ciascuno, ciascuna di noi deve essere come un chicco di grano che, soltanto morendo nel terreno produce molto frutto.

Considerando quanto è stato detto finora, qualcuno potrebbe avere l’impressione che Gesù fosse un masochista che godeva del dolore, e invece no.  Ad esempio, pensiamo al Getsemani e al Golgota. Nella sua umanità autentica, Gesù ebbe paura, fu sconvolto, pianse e supplicò il Padre. Però, trovò sempre la forza di andare avanti, nella consapevolezza della sua missione per la salvezza del mondo. Nel passo evangelico di oggi, Gesù dice: “Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome!’ Venne allora un a voce dal cielo: L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!”  Così, l’alleanza di Dio col suo popolo (prima lettura), raggiunse il suo compimento in Cristo Gesù, divenendo Alleanza Nuova di Dio con l’umanità, un’alleanza con la legge scritta da Dio nel cuore dei suoi figli e delle sue figlie.

Nel passo evangelico c’è un particolare che mi è sempre parso interessante. Alcuni Greci, affascinati dalla persona di Gesù, manifestarono a Filippo un grande desiderio sorto spontaneo nei loro cuori: “Vogliamo vedere Gesù”. E Gesù, venuto a conoscenza di questo loro desiderio, sentì il bisogno di parlare della sua ora, l’ora di dare la propria vita per la salvezza del mondo, morendo su una croce, e attirando tutti a sé. Volesse il cielo che nel nostro mondo d’oggi, sempre più persone, ispirate da Cristiani impegnati, dicessero: “Vogliamo vedere Gesù!”. A proposito, pensiamo! Se venissero da noi alcune persone con lo stesso desiderio, saremmo noi capaci di dare testimonianza a Cristo Gesù, mostrandolo attraverso le nostre parole e il nostro comportamento? Ricordiamo che, grazie al nostro Battesimo e grazie all’energia che lo Spirito Santo ci dona se soltanto ci apriamo alla sua azione, abbiamo la chiamata e la capacità di essere come ostensori vivi che presentano Cristo Salvatore!

Allora, per intercessione della Madonna, Mamma di Gesù e Mamma nostra, e di tutti i santi e le sante di Dio che intercedono per noi, chiediamo la grazia di morire a noi stessi, al nostro egoismo, e a tutto ciò che ostacola il nostro essere veri seguaci di Cristo, per sperimentare i benefici della Redenzione che sgorgano dalla Croce.

 

                                                                                            Giovanni Taneburgo

                                                                                        Missionario Comboniano