Che dono stupendo abbiamo oggi da parte di Dio, nostro Padre Misericordioso! Nel bel mezzo della Quaresima, ecco un messaggio che ci presenta un amore fedele e gratuito, al di là di ogni aspettativa, di ogni sogno e di ogni valutazione umana: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”. Questo amore che Dio Padre dona nel Figlio, mi piace definirlo ‘pazzesco’ perché è veramente gratuito, è concreto, è eterno, ha come sorgente il Cuore di Dio stesso, e ha portato Gesù al sacrificio supremo di sé sulla Croce, per salvare me, per salvare voi, e per salvare tutto il genere umano. Mi viene subito da chiedere: Come ci siamo comportati nei confronti di questo dono che Dio continua a offrirci? Invito tutti a fare un esame di coscienza alla luce dell’affermazione: ‘Dio ci ama, ma non in modo generico. Dio ama tutti perché ama ogni persona. Dio che ama tutti, ama me in modo personale. Per Lui non sarò mai un essere umano sperduto nella folla’. Chiediamo la grazia di credere fermamente a queste affermazioni, anche perché l’amore di Dio è la sorgente della nostra gioia, in un mondo dove c’è tanta tristezza. Ricordiamo che nella Sacra Scrittura abbiamo così tante volte l’invito a gioire, e questa domenica è chiamata ‘Festa della Gioia’ “Laetare”. L’amore di Dio è anche la sorgente di un’energia inesauribile per coloro che a Lui si aprono con fede e umiltà, ed è quindi sorgente di vita eterna. Credere in queste affermazioni fa bene al corpo e allo spirito!
Veniamo ad alcuni particolari. La prima lettura della Liturgia Eucaristica odierna, ci parla delle continue infedeltà del popolo di Dio alle sue proposte: “I sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà (…). Il Signore mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti”. Ecco allora le conseguenze di tutto ciò: la distruzione di Gerusalemme, col suo tempio, le sue mura e proprio tutto. Dopo questi avvenimenti, ecco l’intervento di Dio mediante il Suo amore misericordioso per la ricostruzione del tempio e la libertà del Suo popolo. La seconda lettura continua a parlare dell’infedeltà del popolo e quindi anche nostra, e della fedeltà di Dio. San Paolo dice: “Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere in Cristo: per grazia siamo stati salvati”. Nel Vangelo poi, l’azione salvifica di Dio a beneficio nostro e di tutta l’umanità, raggiunge l’apice della creatività divina. Ho già citato il versetto che possiamo considerare come il sunto più breve e più denso di tutta la storia della salvezza. Il passo evangelico continua: “Dio non ha mandato il Figlio per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui”. Questa è l’opera stupenda di Dio per la salvezza del mondo.
Considerando però le situazioni pesanti che ci circondano, non possiamo concludere la nostra riflessione senza esprimere un grande disappunto, una grande indignazione, per la mancata accoglienza di Dio e della sua azione salvifica da parte della società in genere e un po’ anche da parte nostra. Lasciamo parlare ancora il Vangelo e ascoltiamo: “La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie”. Non è questa una situazione triste che continua ad affliggere il mondo?
Che cosa siamo chiamati a fare durante questa Quaresima e dopo, durante tutta la nostra vita? Per rispondere a questa domanda, cito la Lectio Divina di don Antonio Colombino, citato da me già una volta in passato: “Unica condizione per avere la vita è l’accoglienza della persona di Cristo mediante la fede. E’ chiaro che il “giudizio” è l’uomo stesso a pronunciarlo sopra di sé: “chi non crede è già stato condannato”, perché non assume l’amore come criterio della sua vita. Lasciamoci guidare da questa Luce che è venuta nel mondo per mettere a nudo le nostre doppiezze e viltà”. E naturalmente, per salvarci.
Che la nostra accoglienza di Cristo Gesù sia senza mezze misure. Come quella di Maria, mamma di Gesù e Mamma nostra, come quella di tutti i santi e le sante di Dio che intercedono per noi!
Giovanni Taneburgo
Missionario Comboniano



