Padre Giovanni Taneburgo

Mi sembra opportuno ricordare subito che la terza Domenica del Tempo Ordinario, per volontà di Papa Francesco, è celebrata come Domenica della Parola di Dio. Motivo: perché sia un’occasione privilegiata per riscoprire l’importanza della Parola nella vita dei seguaci di Cristo, e per ricordare che è una Parola viva, efficace e sfidante.

E’ opportuno ricordare anche che dal 18 al 25 Gennaio la Chiesa celebra la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. L’inizio di questa Settimana risale al 1908 per iniziativa di Paul Wattson, anglicano americano. E’ bello ricordare ciò che Papa Giovanni XXIII disse ai parroci di Roma nel 1959, a riguardo delle divisioni tra i Cristiani: “Noi non cercheremo di sapere chi ha avuto torto, non cercheremo di sapere chi ha avuto ragione, diremo solamente: riconciliamoci”. Allora preghiamo perché lo scandalo delle divisioni tra i Cristiani abbia a cessare, e impegniamoci per creare unità sempre e ovunque.

Veniamo ora alla Parola che Dio ci dona oggi con generosità, per ‘calarla’ nelle situazioni concrete della vita. E’ proprio qui, nella vita concreta, che, grazie all’Amore Misericordioso di Dio, la Sua Parola ci dà l’entusiasmo per vivere, annunciare e contribuire alla crescita del Regno di Cristo Gesù che è “Regno eterno e universale, regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace” (Prefazio della solennità di Cristo Re). Potremmo considerare tante situazioni, come facciamo di solito: le guerre, le tante violenze che colpiscono persone innocenti e indifese, la povertà estrema che sta diventando sempre più estesa, e tanti altri mali diabolici.

Oggi però, con un po’ di timidezza, data la complessità e la delicatezza dell’argomento, vorrei considerare brevemente la corrente di pensiero chiamata TRANSUMANESIMO. Essa infatti, sta avendo sempre più pesanti ricadute negative nella nostra società, e toccano o possono toccare anche noi. Consideriamo alcuni punti. Questa corrente di pensiero:

1. Mette Dio in un angolo e addirittura nega la sua esistenza. Come diceva Nietzsche: “Dio è morto”.

2. Considera l’uomo come Dio, e proclama la sua capacità di avere in mano il proprio destino con il potere di migliorare la propria condizione di vita, sconfiggere anche le malattie più gravi come quelle ereditarie e al presente considerate incurabili, combattere l’invecchiamento, ed eventualmente ottenere l’immortalità con mezzi forniti dalla scienza.

3. Eleva il sapere scientifico considerandolo una realtà divina alla quale tutti devono sottostare.

4. L’intelligenza artificiale è centrale nel transumanesimo con la libertà di ricerca libera in ogni campo scientifico, senza vincolo alcuno.

L’antropologia cristiana non può essere in armonia con detta visione. Infatti, essa vede l’uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio e quindi da Dio dipendente. E’ questa la visione della Chiesa che pone limiti su numerosi campi di ricerca, dato che questa non può oltrepassare la condizione umana. Pensiamo, ad esempio, alla procreazione artificiale.

Sono convinto che il contesto del transumanesimo sia quello di un grande inganno. E molti non se ne accorgono o rifiutano di accorgersene, mentre il Transumanesimo sta trovando terreno fertile in molti ambienti. E’ un vero disastro.

Che cosa ci chiede la Parola di Dio che abbiamo nella Liturgia Eucaristica odierna? In particolare, che cosa ci chiede il messaggio che Gesù condivise con i suoi primi apostoli all’inizio della sua vita pubblica, e oggi condivide con noi?

La prima lettura presa dal libro di Giona, ci propone l’esempio di conversione dei Niniviti dalla loro condotta malvagia. Tutti si convertirono: la popolazione della grande città che credette in Dio e bandì un digiuno, e lo stesso re che abbandonò il trono, si tolse il mantello, si vestì di sacco e fece penitenza. Un esempio da seguire per percorrere la strada della salvezza e vivere secondo la legge del Signore che è perfetta e dona gioia ai nostri cuori.

La seconda lettura presa dalla prima lettera di San Paolo ai Corinzi, ci invita a vivere non secondo la mentalità del mondo che passa, ma dando importanza a ciò che è veramente importante, amando tutte le persone, ma con distacco, senza volontà di possederle. E’ in questo contesto che bisogna prendere l’espressione di Paolo, “come se non…”.

Nell passo evangelico Gesù invita alla conversione e annuncia la venuta del Regno di Dio: “Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo”.

Convertirsi alle vie dell’Amore, voler bene a tutti senza il desiderio di possedere persona alcuna, seguire Cristo incondizionatamente, sono elementi che ci rendono capaci di celebrare la nostra esistenza con i nostri sguardi e i nostri cuori aperti sull’eternità, e influenzando il mondo positivamente.