Padre Giovanni Taneburgo

GESU’ BUON PASTORE – GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

Per prepararci alla riflessione sulla Parola che abbiamo ascoltato, raccogliamoci in preghiera: “O Gesù, buon Pastore, grazie per la vita in abbondanza che continuamente ci doni. Accogli il nostro desiderio di conoscerti sempre meglio, di seguirti sempre più da vicino e di amarti sempre più teneramente. Dacci il dono del tuo Spirito d’amore perché, tutti insieme come figli e figlie dell’unico Padre e come fratelli e sorelle nella Chiesa, abbiamo a continuare il nostro cammino di vita, con fede, con speranza nel futuro, e con l’impegno per trasformare questo mondo tribolato da tanti mali, in un mondo migliore per tutti. Fà che i tuoi seguaci, ciascuno nel proprio ambito di vita, soprattutto i sacerdoti, i missionari e le missionarie, s’impegnino in questo compito sublime”. Amen!

Nel passo evangelico di oggi, Gesù dichiara con solennità: “Io sono il Buon Pastore”.Questa è una proclamazione che abbiamo sentito tantissime volte. Sono convinto però che abbiamo bisogno urgente di afferrare meglio il suo significato. Infatti, accogliere Gesù come Buon Pastore, significa avere una visione nuova e creativa della nostra vita e di tutto ciò che avviene in noi e intorno a noi. Inoltre, diventare consapevoli della presenza di Gesù, Buon Pastore, e della sua azione salvifica a nostro vantaggio, ci porta a fare tre esperienze che donano energia sempre nuova:

  1. La prima è l’esperienza della conoscenza che Gesù, Buon Pastore, ha di ogni persona. Una conoscenza profonda e personale! Per Gesù, nessuna persona è un individuo perso tra la folla. No. Gesù conosce ogni persona dentro e fuori.Conosce i nostri limiti, le nostre fragilità, le nostre ombre e i nostri peccati, ma conosce anche la nostra buona volontà, i nostri propositi di benee l’aspetto di luce che Egli stesso ha messo dentro di noi. Conosce tutto, e ciò non dovrebbe farci paura grazie agli altri due punti che ora considereremo e che ci faranno capire che la conoscenza di Gesù è orientata non verso la condanna, ma verso la salvezza. Ecco allora la seconda esperienza.
  2. Gesù si prende cura di noi, e la sua azione ci dona vita nuova perché ci trasforma se soltanto accogliamo la sua persona e tutto ciò che fa per noi. Nella prima lettura di oggi presa dagli Atti degli Apostoli, abbiamo l’esempio di Pietro. Che cambiamento avvenne in lui grazie all’azione dello Spirito Santo: da uomo pauroso e vile che durante la passione dichiarò di non conoscere Gesù, diventò apostolo coraggioso nella proclamazione di Cristo Crocifisso e Risorto e nel parlare a tutti e con forza del bisogno di conversione e di accoglienza di Cristo. Possiamo pensare anche a coloro che ascoltando Pietro, si sentirono trafiggere il cuore, si aprirono al pentimento e ricevettero il Battesimo, formando così la prima comunità cristiana.
  3. La terza esperienza: Gesù ama tutti con un amore che è misericordioso e incondizionato. A ciascuno e ciascuna di voi, a me e ad ogni persona che da Lui si lascia toccare, Gesù dice: “Ti amo così come sei e tu amami come puoi. Fidati di me e affidati a me ricordando che ‘sono venuto perché tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza’. Non avere paura. Apriti a me, apriti all’accoglienza di tutti nella Chiesa e nel mondo, e l’esperienza della salvezza sarà tua”.

Naturalmente, concludo con un puntoche non dovremmo mai dimenticare, e che quindi sento il bisogno di ripetere spesso. Eccolo: Gesù non si impone mai. La sua azione è sempre nel contesto di una grande proposta che noi siamo chiamati ad accogliere con apertura di mente e di cuore. Ecco i punti della nostra chiamata:

  1. Impegno nella preghiera e nella meditazione della Parola di Dio, soprattutto i Vangeli, per conoscere sempre meglio il Signore Gesù, nostro Salvatore.
  2. Impegno per prenderci cura della nostra relazione con Lui, evitando ciò che è male, evitando il peccato, e facendo nostri i valori, gli atteggiamenti e le motivazioni che vediamo in Gesù e nel suo agire.
  3. Amare Gesù non in qualche modo, ma amarlo teneramente per seguirlo sempre più da vicino.

Che la Madonna e tutti i Santi e le Sante di Dio intercedano per noi perché ognuno di noi possa proclamare con entusiasmo: “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla”.Che intercedano per i giovani perché abbiano a considerare la vita come vocazione al servizio generoso della Chiesa e del mondo, ad esempio: nel sacerdozio, nella missione, nella vita religiosa, nel matrimonio.

P. Giovanni Taneburgo
Missionario Comboniano