Padre Giovanni Taneburgo

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

1° Gennaio: 56° Giornata Mondiale della Pace

Diversi anni fa, durante un’intervista, il filosofo Norberto Bobbio disse che quando una persona si apre per accogliere la Parola di Dio, quella persona fa un’esperienza stupenda: sente l’energia che quella Parola ha, e capisce che la proposta che da essa ci viene, è diventare vela per accogliere il vento di Dio. Che immagine stupenda: Dio è il vento, noi siamo la vela! Dio ci spinge in avanti verso spazi aperti dove dominano la pace, la gioia, la luce e la libertà. Tutte realtà che parlano di vita da difendere e da promuovere.

Oggi e sempre, mettiamoci alla presenza di Dio, ciascuno come vela che da Lui si lascia sospingere. Quante volte nei miei numerosi interventi che vi hanno raggiunto giorno dopo giorno, ho detto con forza che quando si tratta di vita, di salvezza e del raggiungimento di ogni meta bella e buona, le nostre forze umane si rivelano sempre come debolezza. Ecco allora che continuamente, abbiamo bisogno di Dio e dell’energia che dona sempre in abbondanza.

Oggi è la 56° Giornata Mondiale della Pace, e mentre in comunione con tutta la Chiesa, preghiamo per la pace nel mondo, è importante ricordare che la pace nel mondo è il risultato della pace nei cuori delle persone che in esso vivono e operano. E la pace in ogni cuore umano è innanzi tutto dono di Dio e della sua benedizione che ogni giorno scende su coloro che a Lui si aprono perché abbiano a vivere da figli e figlie di Dio. La Madonna, Regina della pace, interceda per noi perché durante questo nuovo anno che abbiamo iniziato, abbiamo ad accogliere Cristo Gesù, l’Inviato del Padre come autore della vita e della pace.

Quanto abbiamo bisogno di vita rinnovata e di pace! Infatti, mentre abbiamo iniziato il nuovo anno, invitati ad essere pieni di fiducia e di speranza col desiderio di giorni migliori, siamo tutti aggrediti da paure, ansie e timori che potrebbero devastarci nell’intimo: guerre che non finiscono mai, atti di violenza sempre più devastanti, catastrofi naturali che portano distruzioni di strutture importanti e di vite umane, mali che sono pericolosi per la nostra esistenza. Potremmo cadere nel credere che il male è più forte del bene, che la morte è più potente della vita, e che l’odio sconfiggerà sempre l’amore. Uno scenario devastante, no? Uno scenario che potrebbe farci impazzire. Ecco allora la Parola che illumina questa giornata e ci invita con insistenza ad essere innamorati di Dio che ci viene incontro con le sue proposte di pace e di giustizia per tutti.

Ci chiediamo: Come accogliere le proposte di Dio e come promuovere la pace?

1. Innanzi tutto chiedendo la benedizione di Dio che libera i nostri cuori da ogni elemento di male, e su di noi fa splendere il suo volto che manifesta luce, pace e Amore Misericordioso. E’ importante iniziare così questo nuovo anno, mentre siamo sotto lo sguardo di Maria, sotto la protezione di San Giuseppe e con Gesù che cammina a nostro fianco. Gesù, Maria e Giuseppe, alleati di Dio nostro Padre.

2. Inoltre accogliendo le proposte di Dio e promuovendo la pace, aprendo le nostre menti e i nostri cuori a tutti, per incoraggiarli e sostenerli. E’ importante aiutare tutti a capire che l’opera di salvezza di Dio non è magica, non ci libera dalle difficoltà, dalle malattie, dalle sofferenze e dalla morte fisica. Essa è opera che ci libera dalla cattiveria, dalla chiusura dell’egoismo e del pessimismo. Ci libera dal peccato e ci dà l’energia per costruire la civiltà dell’amore e della pace voluta da Dio.

Concludo con una citazione dal Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale per la Pace: “Cosa ci è chiesto di fare? Anzitutto di lasciarci cambiare il cuore dall’emergenza che abbiamo vissuto, di permettere cioè che, attraverso questo momento storico, Dio trasformi i nostri criteri abituali di interpretazione del mondo e delle realtà. Non possiamo più pensare solo a preservare lo spazio dei nostri interessi personali e nazionali, ma dobbiamo pensarci alla luce del bene comune, con un senso comunitario, ovvero come un ‘noi’ aperto alla fraternità universale. Non possiamo perseguire solo la protezione di noi stessi, ma è l’ora di impegnarci tutti per la guarigione della nostra società e del nostro pianeta, creando le basi di un mondo più giusto e pacifico, seriamente impegnati alla ricerca di un bene che sia davvero comune”.

P. Giovanni Taneburgo
Missionario Comboniano