San Daniele Comboni ha trovato nel mistero del Cuore di Gesù Buon Pastore lo slancio per il suo impegno missionario; ciò che spinge i suoi missionari a partire e li sostiene nelle difficoltà é la carità che arde nel cuore di Cristo ( S. 4290-RdV 3).Così scrive Comboni nel 1874:“ Tanti si convertiranno al Vangelo e ciò non perché tutti noi missionari e suore e operai siamo decisi a vincere o morire; ma perché la missione è affidata al S. Cuore di Gesù,. Il Sacro Cuore di Gesù deve incendiare tutta l’Africa , e riempirla del suo fuoco divino”. (S.3211)

Papa Francesco insegna che  Dio ha sulle sue spalle il mondo,   come un pastore  buono,felice di accompagnare, eternamente e con amore, le sorti dell’umanità così controverse e aggrovigliate da dubbi , insicurezze e incertezze. Il buon pastore conosce la vita , la storia e i rischi delle sue pecore. Siamo carichi di tanta luce, ma anche seguiti da infinite ombre. Ciascuno di noi ha bisogno di essere abbracciato, di essere confermato nella vita. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci rassicuri sul fatto che siamo vivi e non siamo soli.  La vita, i nostri cuori chiedono e  richiedono una cosa sola: essere vissuti dagli altri, essere considerati ed essere custoditi con grande cura. In questi tempi di pandemia, di paure e di guerra dovevamo imparare la disciplina più difficile da vivere: l’arte di non sentirsi onnipotenti. Vivere è un lavoro difficile, esigente, che cerca sempre  di difendersi dal vortice del non senso,  e di svincolarsi dai morsi del male. Ogni persona soffre la nostalgia della serenità, della tranquillità, della pace. Vive imbrogliata nel groviglio di contraddizioni e di imprevisti,  che quotidianamente  inquietano e sfidano. Vorrebbe vincerle tutte e subito, ma non ci riesce. Il mondo di oggi sembra anche aver perso la capacità di chiedere aiuto e di  far entrare  nella nostra storia il Dio di Gesù Risorto, il Pastore bello dal cuore buono. Eppure è sempre lì, Lui. E’ presentea scommettere sulla nostra riuscita, a tifare per la nostra vittoria. Pronto a portarci sulle spalle. Dio vive attento, in attesa e  in ascolto, finché le pecorelle non beleranno  per essere prese in braccio. Non conta  nelle vita solamente vincere il male;conta invece avere qualcuno che ci porti in braccio mentre attraversiamo il male. “E’ Lui, il buon Pastore,   l’Onniabbracciante” (Karl Jaspers). Non importa essere onnipotenti, ma alleati dell’Onnipotente. E se non impariamo quest’arte , potremmo essere anche bravi nel combattere il male, ma non vinceremo quando il male si presenterà nuovamente.  Quando impareremo l’arte di abbandonarci sulle spalle del buon Pastore? Dio c’è ed è un pastore bello. Dio c’è ed è amore. Il realismo evangelico del Cristianesimo risiede proprio nel fatto che è Dio che cerca l’uomo , perché “Dio stesso insegue la pecorella smarrita”( Deus caritas est, 12). Dio stesso ci cerca, ci difende e ci raccomanda di non lasciarci ingannare dai molti mercenari che bussano alla nostra porta. Scrisse Fulton Sheen: “Ci sono troppo mercenari, troppi ladri in giro…sono coloro che vorrebbero impossessarsi di te  ;  sono coloro che ti rubano la libertà, ti nascondono la verità, schiavizzano il tuo lavoro, ti rubano il tempo e anche la gioia; sono coloro che che ti impediscono,  in modo sottile e scaltro, di essere te stesso. Attenzione al ladro e al mercenario che si presenta come amico, ti deruba, ti spersonalizza e ti abbandona. Lasciati portare dal Buon Pastore,segui Cristo Pastore, non temere la valle oscura e passa con lui la porta della libertà, della verità e della vita”.

Dio ha fatto una promessa e la mantiene: “ Nessuna delle mie pecore andrà perduta e nessuno la strapperà dalla mia mano”.Nessuno ci può rapire dalla sua mano. Non gli altri con i loro giudizi e pregiudizi , non la violenza di tutti i terroristi del mondo. Non la delusione delle nostre vite. Nemmeno i nostri sbagli e le nostre debolezze. L’amore di Dio è più forte di ogni cosa. Nulla ci separerà da lui (Rm. 8).Ci siamo scoperti amati esappiamo in chi trovare forza e amore. De André,  con una bella canzone, arrivò un pò tardi quando cantava: “Dio del cielo, se mi vorrai amare, scendi dalle stelle e vienimi a cercare”. Dio non è mai stato sulle stelle. Da sempre aveva messo la sua tenda tra di noi.

 P. Teresino Serra