Quale Befana in Africa?

“ Cosa ti ha portato di bello la Befana?” E’ una delle domande classiche fatte ai bambini, citando la Befana come l’ultima in classifica tra i santi incaricati dei regali natalizi. Quando ero bambino nel mio paesino di montagna, era San Nicolò, patrono del paese che portava i doni ai suoi piccoli “fans”. Qualche volta san Nicolò aveva una concorrente. Il sette gennaio con la ripresa scolastica dopo le vacanze natalizie e in ritardo di un giorno, arrivava anche la Befana a aggiungere qualcos’altro. Il Duce aveva fatto un fascio di tutti i generosi santi donatori del Natale per metterli da parte e fare spazio alla Befana fascista con la “scopa turbo” ereditata poi da Harry Poters.

Lasciato S. Nicolò a continuare l’opera nel mio paese, arrivai a Verona e scoprii che era Santa Lucia la distributrice dei doni. Ero ormai un bambino molto avanti negli anni, ma S, Lucia passava ugualmente fuori dalle nostre stanze. A dir il vero era una Santa Lucia un po’ strana, perché aveva i capelli bianchi, gli occhiali e una bella barbetta, e non capivo più se si chiamasse santa Lucia o san Fulvio. Al mattino aprendo le nostre porte trovavamo una calza riempita con mandorlato, caramelle, cioccolatini, fichi secchi, arachidi, mandarini, pasta per fissare le dentiere e via dicendo. Benché spesso ce lo meritassimo non c’era mai il famoso “carbone”. Belle delicatezze che forse ancora oggi rimpiangiamo. Bambini si nasce e si resta fino alla fine… Altrimenti: “Non entrerete nel Regno dei Cieli”.

Continuando con le scoperte non tanto “archeologiche” troviamo che esiste un Santa Claus. Che è imparentato con san Nicolò e che visto il “santa” e non il “san” non si sa bene se sia un maschietto o una femminuccia. Per chiarire l’equivoco c’è chi lo chiama Babbo Natale. Lui usa ancora mezzi speciali come la slitta trainata da renne che è un prototipo del volo senza ali e senza motori. In giro per il mondo, di Babbi Natale ce ne sono talmente tanti e colorati da riempire diversi stadi anche se dicono che in realtà dovrebbe essercene uno solo DOC. Gli altri sono imitazioni, alcune piuttosto mal riuscite. Li trovi in ogni angolo di strada, in giro per le famiglie, e non mancano nei grandi magazzini “super e iper”. Chissà se si possono noleggiare su Amazon o su e-bay. Non mancano le Mamme Nataline, truccate da Babbo Natale, che da buone mamme sono più generose.

Per i regali viene chiamato in ballo anche il povero Gesù Bambino, talmente povero che è nato in una grotta “al freddo e al gelo”, riscaldato solo dall’Amore della mamma Maria, di San Giuseppe, dal alito di un bue e un asino, e dal calore dei pastori che si portavano addosso il profumo del loro gregge. Per fortuna, la tradizione dice che sono arrivati i Tre Maghi dal levante a portare dei regali significativi. E visto la loro generosità sono stati inclusi tra i fornitori di regali per bambini.

I bambini del mondo benestante si trovano con tanti di quei regali che non sanno più da che parte girarsi e quale smontare per primo. L’abbinamento Natale-regali fa da padrone non solo nei piccoli ma anche nei genitori e parenti. E i bambini dopo le feste, stanchi dei regali li “ripostigliano malconci” nei ripostigli, aspettando i regali del prossimo Natale.

Se scendiamo dal Nord al Sud le cose cambiano radicalmente.

I bambini della nostra parrocchia a Isiro, l’hanno capito bene che il “regalo” più bello e desiderato di Natale è Gesù Bambino. Non aspettano regali ma sono loro che li portano in particolare il vent’otto dicembre festa dei Santi Innocenti, che è una delle ricorrenze più sentite dai piccoli. Dopo la S. Messa mattutina, i piccoli dai cinque agli otto anni, arrivano a gruppi dai vari quartieri della parrocchia accompagnati dalle mamme e nonne catechiste. Lungo la strada ci mettono tutta la loro foga nel esprimere la gioia con i canti natalizi, attirando l’attenzione e simpatia di tutta la gente. Ogni gruppo porta il suo semplicissimo presepietto. Lo hanno costruito con materiale povero: delle strisce di legno “kombokombo” leggero e tenero, dei cartoni, con le statuine di creta. Sono orgogliosi dei risultati ottenuti sicuri che farà bella figura vicino al grande presepio costruito dai giovani in chiesa. Portano in dono legna, sapone e altre cosette come dono per i poveri della parrocchia.

Sul sagrato della chiesa è festa. A gruppetti cantano la loro gioia, poi entrano in chiesa accolti dal parroco. Dopo aver messo il loro presepe vicino all’altare, animati dalle mamme cantano tutto il loro repertorio natalizio mettendoci quella vivacità che solo loro sono capaci di esprimere. Roba da far tremare le pareti della chiesa. Per loro è una occasione per rivivere il Natale con gioia e entusiasmo. Il Padre con una breve e semplice omelia li richiama al senso del Natale e all’amore che Gesù Bambino ha per ognuno di loro. All’uscita di chiesa il parroco e le mamme danno ad ognuno qualche caramella. Se le sono meritate e ne sono contenti. Non aspettano giocattoli e ninnoli dai santi dei regali natalizi che non si aggirano da queste parti. Ai giocattoli pensano loro a farseli. Un barattolo, una bottigliette a cui applicano ruote tagliate da suole di infradito vecchie e la bella macchinetta è fatta. Le bambine si ingegnano a farsi le bambole con stracci e fili di rafia per i capelli.

Qui veramente basta molto poco per rendere felici i bambini. Suor Annamaria che era in Italia per cure e vacanze ha parlato ai bambini del suo paese Bagolino nel bresciano, raccontando come i bambini di Isiro vivono le feste natalizie e di queste semplici realtà. Sappiamo che i bambini sanno essere generosi e anche sanno commuovere i loro genitori. Cosi i bambini di Bagolino si sono fatti promotori di una raccolta per questi loro amici lontani. Suor Annamaria si è meravigliata del frutto della loro generosità e di quanto è stato raccolto. Così quest’anno, per la festa dei Santi Innocenti. mille e cento bambini dai quattro agli otto anni, della nostra parrocchia di Isiro dopo che P. Lorenzo ha benedetto loro e le loro capanne e dopo che le hanno deposte ai pedi del grande presepio fatto dai giovani in chiesa sprigionando gioia, hanno ricevuto ognuno un sacchettino con le caramelle.

Ma i bambini della nostra parrocchia a Isiro, come gli amici di Bagolino sanno essere generosi verso le persone povere, e verso gli altri bambini meno fortunati, condividendo tutto anche le caramelle del prezioso sacchetto.