Ottobre missionario: Missione è annunciare nuove speranze

L’Apostolo Paolo, scrivendo a Timoteo,e ricorda la responsabilità missionaria di ogni Cristiano: “Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna, perché verrà giorno in cui non si sopporterà più la sana dottrina e gli uomini si circonderanno di maestri falsi, rifiutando la verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, compi la tua opera di annunciatore del vangelo, adempi il tuo ministero” (2 Tim4, 2-5).

Papa Francesco,come i suoi predecessori, ripetutamente ci ricorda che stiamo vivendo questi tempi difficili e insiste su alcuni aspetti e sfide della nostra società per il Vangelo, per la Chiesa e per i Cristiani. Spesso Papa Francesco alza la voce e ribadisce che “Osservando le situazioni nelle quali vive la grande maggioranza dei popoli, non possiamo rimanere indifferenti: Il nostro mondo è sempre più dominato da un ordine economico che ha messo in atto un impoverimento violento e brutale in molte parti del mondo, causando fame, guerre, migrazioni disumane e la distruzione dell’ habitat”. Secondo il Papa, stiamo anche davanti a quella cultura della morte che sta seminando vittime in numerose zone del pianeta. E’ una cultura della morte che non tiene conto della sacralità della vita e che favorisce l’aggravarsi dell’odio, dei conflitti assurdi e delle vendette.

Dio non è assente

Eppure, in questo mondo così travagliato Dio è presente e accompagna la storia umana; e noi Cristiani dobbiamo guardare al futuro con fiducia evangelica. Il Dio della storia ci invita a dare una risposta generosa e di entusiasmo missionario. Egli non ha abbandonato il mondo e continua ad ascoltare il grido dei più bisognosi. Egli conti­nua a chiamare e inviare uomini e donne per seminare speranza nel cuore dei più poveri e dimenticati. Essere missionari, allora,è credere nella nostra vocazione di annunciatori di Cristo; cioè uscire dalla propria terra, dalla propria gente, per andare là dove la Chiesa non è ancora presente come comunità di vita e di fratellanza. Bisogna anche affermare che il missionario non parte solo, ma è accompagnato da tutti coloro che, rimanendo nel proprio ambiente, vivono e testimoniano la fede cristiana. Missionario è chi resta ed accompagna chi parte. A questo punto è doveroso ringraziare Dio per lo spirito missionario di quelle diocesi generose e in cammino verso le missioni. Centinaia di donne e uomini, consacrati e laici,come Abramo, hanno lasciato la loro amata terra per raggiungere i paesi di missione. Sono partiti in nome delle chiese locali, che li hanno inviati, incoraggiarti, amati e sostenuti. E’ poi bello e giusto ringraziare quell’esercito di Cristiani, donne e uomini, che, pur restando nella loro parrocchia, sono sempre missionariamente in uscita”; e con cuore generoso e preghiera missionaria, accompagnano coloro che partono e coloro che da anni lavorano in terre di missione.

Evangelizzare è far circolare l’amore

Nei Vangeli, leggiamo che Gesù ha scelto e preparato i suoi dodici apostoli per inviarli in missione, “a tutte le genti e ai crocicchi di tutte le strade”. Partendo, essi dovranno essere sempre pronti a ridonare quanto hanno ricevuto. La generosità missionaria porta a mettere al servizio del Regno di Dio il dono di sé stessi, del proprio tempo, dei propri talenti, delle proprie virtù e fede. Come credenti e discepoli di Cristo noi riceviamo il dono della fede e della Parola di Dio; riceviamo i sacramenti e una nuova vita nello Spirito. Tuttavia noi completiamo il circuito della grazia di Dio solo quando andiamo a condividere queste stesse benedizioni con coloro che ancora non le hanno ricevute. Missione, allora, è far circolare l’amore, quell’amore col quale Dio ci ha toccato e conquistato. Missione è avventurarsi a coltivare gli stessi sentimenti di Cristo Gesù, e credere con Lui che ogni persona che incontriamo è fratello e sorella, lottando così, contro quella cultura dello scarto che viene celebrata sull’altare dell’egoismo umano e dell’indifferenza, che paralizza il cuore di molti.

 P. Teresino Serra