NON MALTRATTARE LO STRANIERO, PERCHE’ DIO LO AMA (Es 22:21)

GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO 2021

Insieme possiamo fare la differenza – Together we can do anything”

Domenica, 20 giugno 2021, si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato; è un appuntamento annuale che l’Assemblea Generale dell’ONU ha istituito per celebrare la forza e il coraggio di oltre 80 milioni di persone in fuga dalla violenza e dalle guerre.

RIFUGIATI E PAPA FRANCESCO

Speranza, fiducia e fratellanza sono le parole che spesso Papa Francesco ha ripetuto, dall’inizio del suo magistero, parlando del dramma dei suoi fratelli rifugiati e profughi. Anche quest’anno il Papa ha detto: “Vi incoraggio e vi chiedo di incontrare Gesù nel povero, nello scartato, nel rifugiato. Non lasciamo che la paura ci impedisca di accogliere il prossimo bisognoso! La dignità della persona non dipende dal suo essere cittadino, migrante o rifugiato. Salvare la vita di chi scappa dalla guerra e dalla miseria è un atto di umanità, è un dovere cristiano”. Papa Francesco, poi, con diverse parole ha ricordato sempre che i rifugiati portano con sé, nella fuga, un bagaglio di competenze, coraggio e determinazione che possono arricchire le comunità ospitanti, diventando risorse preziose per la società e per il bene comune. Papa Francesco ha toccato con mano il dramma dei migranti. Ha ascoltato a Lampedusa i racconti di chi ha messo in gioco la propria vita per avere una porta aperta verso il futuro. Lo stesso ha fatto a Lesbo, asciugando le lacrime di uomini e donne lontani dalla propria famiglia, e insegnando che i rifugiati non sono degli esclusi ma dei fratelli. “Il cristiano dà posto a tutti, lascia venire tutti”. Purtroppo, con tristezza e dolore, il Papa ha anche affermato che ” il Mediterraneo è diventato il cimitero più grande d’Europa”.

MESSAGGIO A OGNI MIGRANTE

Carissima sorella e fratello errante, ti scrivo questo messaggio con tristezza nel cuore, pensando a quanto dovrai soffrire; sperando di non cadere mai nella indifferenza; e chiedendoti perdono per non aver mai fatto abbastanza per te. Il barcone che ti tiene schiavo e prigioniero si sta avvicinando alle nostre coste. Vorrei augurarti il benvenuto alle terre Italiane, ma so che dovrai ancora affrontare tante umiliazioni. Ti accolgo con una notizia: i nostri politici stanno parlando di te e i tuoi compagni di viaggio, vivi, morti e dispersi. Molti dei nostri politici urlano e propongono leggi e decisioni inutili e impossibili. Sono leggi che non ti daranno quella libertà che stai sognando. Non so se chiamarti errante, migrante o schiavo; schiavo dei pregiudizi, schiavo del razzismo, schiavo del nostro egoismo e dei nostri sistemi economici e politici. Caro fratello vagabondo, sei arrivato alla terra che sognavi. Almeno tu sei arrivato. Chissà quanti compagni e compagne di viaggio hai visto inghiottite dalle sabbie infuocate del deserto o dalle acque salate del mare. Non sapremo mai in quanti siete partiti. Contiamo solo chi arriva. Molti cercavano vita e hanno trovato morte. Sei arrivato nella terra europea, un’Europa ricca ai tuoi occhi. Questa terra sta diventando ormai ricca di egoismo e povera di umanità. Le nazioni del tuo continente sono ricche e fanno ricchi noi. Molto dell’oro, diamanti, petrolio, che vedrai nei nostri paesi, provengono dalle tue terre. Poi, quando ci occorre un mondezzaio dove scaricare residui tossici, materiale pericoloso e macchinari vecchi o scartati, pensiamo alle vostre nazioni. Noi, in cambio, vi vendiamo buone armi per potervi distruggere tra di voi. Caro fratello errante, resisti ancora. Forse troverai una delle tante persone che ti daranno una mano. In Italia c’è gente che sa condividere il pane con poveri come te. C’è gente che ha sofferto e capisce la tua sofferenza. Coraggio, qui non ci sono le torture libiche o degli schiavisti di turno. Subirai altre torture, sarai schiavo della insicurezza e della paura, come la paura di essere riportato indietro e maltrattato , la paura di trovarti senza documenti, il terrore di passare mesi rinchiuso nei centri di accoglienza. E poi, magari, diventare schiavo nei nostri campi nel tempo dei raccolti; come succedeva secoli fa quando i tuoi antenati venivano incatenati e deportati nelle Americhe come schiavi per le coltivazioni di caffè e di cotone. Poi ci sono le schiavitù delle giovani donne condannate a soddisfare i vizi e le voglie animalesche del maschio bianco. Magari sei un Cristiano o un cattolico, caro fratello migrante. I missionari ti hanno parlato del Dio buono, dell’amore, della misericordia , della compassione e della accoglienza. E ti accorgi che qui non si vive quello che ti hanno predicato. Mentre tu chiedi un bicchiere di acqua, sognando libertà e aspettando da giorni sulla tua nave, in attesa di poter mettere piede su terra ferma, in tanti parlamenti europei si parla. Nei parlamenti parlano di voi e cambiano idea a seconda della convenienza. Con voi o contro di voi… dipende da quanti voti si guadagnano, e da quanti soldi si possono mettere in tasca. Tu ora mi domanderai cosa faccio per te, per voi. Se faccio poco ho sempre un debito con voi. Se faccio molto, quel molto è sempre poco. Aspetto il tuo barcone, aspetto te e spero di stare sempre al tuo fianco.

L’UOMO, ETERNO CAMMINANTE

Ritorno al pensiero e al cuore di Papa Francesco: il papa che vi ama e vi difende. Lui ci ricorda che l’uomo è sempre stato una camminante, un migrante, un fuggente dalle guerre, dalla fame e dalla morte. Come succede ora. Nella Bibbia, libro preferito da Papa Francesco, ci sono frasi che riassumono la storia dell’uomo che migra e fugge continuamente: “Il Dio grande e forte ama lo straniero dandogli pane e vestiti. Amate, dunque, lo straniero perché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto.” (Deut. 10:17) “Avrete una stessa legge per il forestiero e per il nativo del paese” (Lev. 24:22) “Vi sarà un solo statuto per tutta l’assemblea, per lo straniero che risiede con voi; sarà uno statuto perpetuo, per tutte le vostre generazioni; come siete voi, così sarà lo straniero davanti all’Eterno (Num. 15:15-16). Il Papa, caro fratello rifugiato, è uomo di spiritualità biblica e non farà mai silenzio davanti alle cattiverie razziste, sarà sempre al vostro fianco, ascolterà il grido del vostro dolore, e sarà un buon cireneo nella via crucis delle vostre sofferenze e umiliazioni.

P. Teresino Serra