Omelia messa funebre

OMELIA: ‘RICORDANDO P. MARIO CASELLA’

 P. Giovanni Taneburgo

Gb 19,1.23-27 Sal 27 (27) Gv 6,37-40

 

Prendendo ispirazione dalla Parola di Dio che abbiamo ascoltato e considerando alcuni aspetti della personalità sacerdotale e missionaria di Padre Mario, ho pensato di meditare un pò con voi sui messaggi che mi sembrano essere l’eredità da lui lasciataci per continuare a ispirarci nel nostro cammino di vita.

Sono convinto che fare ciò sia il miglior modo per ricordarlo in questa celebrazione.

 

P. Mario era un vero innamorato della Parola di Dio. Mentre la meditava e la proclamava, desiderava renderla carne nella sua vita di ogni giorno. Durante i numerosi Esercizi Spirituali che era chiamato ad animare insisteva spesso sui seguenti punti:

 

La Parola di Dio è una Parola viva. Ascoltando la Parola, noi non ascoltiamo una parola pronunciata tanti secoli fa e ora stampata su fredda carta. No, è Dio stesso che parla. Per questo P. Mario invitava spesso ad un ascolto attento e impegnato.

La parola di Dio è efficace. Se l’accogliamo con fede, essa porta in noi il frutto per cui Dio l’ha inviata. P. Mario insisteva sull’importanza dell’apertura di mente e di cuore per dare spazio alla trasformazione delle persone operata dalla Parola.

La Parola di Dio è sfidante. Ecco allora la necessità, così diceva, di accogliere Dio e la sua logica che è diversa dalla nostra logica e tante volte è opposta a essa.

 

P. Mario ci dice: ‘Amate la Parola di Dio’.

Ringraziamolo insieme per questo messaggio così importante in un tempo quando quella Parola è da molti ignorata o falsificata. Chiediamo pure la grazia che il nostro atteggiamento nei confronti della Parola di Dio sia somigliante al suo.

 

P. Mario era un amante della vita non con una esuberanza chiassosa ma con pacatezza e senso di equilibrio. Desidero fare con voi una preghiera che ho già fatto diverse volte per P. Mario da mercoledì scorso a oggi. Vedete, apprezzo la preghiera tradizionale per i defunti, la preghiera del ‘l’Eterno Riposo’; ma già da diversi anni l’ho cambiata un po’ nella mia preghiera personale e di tanto in tanto la propongo col cambiamento anche agli altri, come faccio con voi adesso: ‘Pienezza di vita dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua; vivano per sempre. Amen!’ Credo che P. Mario abbia apprezzato e apprezzi questa preghiera: che il Signore dia a lui e a tutti i nostri cari defunti pienezza di vita per sempre.

Per intercessione di P. Mario, il Signore ci dia la grazia di essere persone ricche della vitalità evangelica perché anche per mezzo della nostra azione, possa trionfare la vita.

Ecco il secondo messaggio che padre Mario ci dà: ‘Amate la vita, difendete la vita, promuovete la vita!’

 

P. Mario si sentiva veramente seguace del Comboni, membro della Famiglia Comboniana: vedevo in lui un senso spiccato della missione che Dio gli aveva affidato, nello spirito di San Daniele e di Geremia: “La parola del Signore mi fu rivolta in questi termini: ‘Prima che io ti formassi nel grembo, ti ho conosciuto e prima che tu uscissi dal seno, ti ho consacrato; profeta delle genti ti ho costituito’.

Vedevo in P. Mario il coraggio missionario anche in situazioni difficili come quelle della nazione in cui spese tanti anni, l’Uganda; come quelle della sua salute fisica. Alcuni mesi fa chiese ai superiori di poter tornare in Africa. Fece questa richiesta con una certa forza, ma senza fanatismo. Parlò anche con me di questo grande desiderio che nutriva nel cuore. Quando gli dissi che forse non sarebbe potuto più tornare in Uganda e che la sua chiamata molto probabilmente sarebbe stata quella di vivere la missione mediante la preghiera e l’offerta della sofferenza, fece un cenno con la testa per esprimere un sì sofferto; un sì di coraggio, evitando ogni testardaggine.

In tutto questo contesto, P. Mario non era un colosso d’uomo esuberante. Era umile e per questo la sua fiducia per l’adempimento della missione a lui affidata, non era nelle sue forze, ma era nell’energia della Spirito di Dio. Era un uomo carismatico e credo che pregasse spesso per una nuova Pentecoste nella Chiesa e nel mondo.

 

Ecco allora un altro messaggio che P. Mario ci ha lasciato in eredità: ‘Essere fedeli alla missione sino alla fine, ponendo la fiducia non tanto nelle nostre forze, quanto nell’energia dello Spirito che Dio ci dona nella sua Chiesa.

 

Accenno a un ultimo punto; un punto su cui P. Mario insisteva per sé e per li altri, soprattutto nel contesto degli Esercizi Spirituali: la bellezza e la necessità di fondare la vita su valori solidi e quindi non negoziabili, con lo sguardo fisso sul Regno Eterno, sperando al di là della morte. P. Mario ci dice: ‘Costruite la vostra vita sulla roccia che è Cristo. Lasciate stare il costruire sulla sabbia’.

 

E’ l’ultimo messaggio che ho inteso presentare come messaggio lasciato da P. Mario a noi che siamo in un mondo dove per tanti tutto è diventato fluido a causa della ‘mentalità dell’usa e getta’.

 

Qualcuno potrebbe pensare che con tutto ciò che ho detto, abbia voluto canonizzare P. Mario senza averne l’autorità. Non era mia intenzione. Ho soltanto voluto ringraziare il Signore per il dono di questo grande confratello-missionario e per i messaggi che ci ha lasciato in eredità.

 

Ho fiducia che Gesù buon Pastore, nel suo Amore Misericordioso e per intercessione della Madonna di cui era tanto devoto e di San Daniele Comboni, lo abbia già accolto tra le sue braccia per dargli il dono della pienezza di vita per sempre. Amen!