LA NOSTRA PRESENZA SUL TERRITORIO

 

 

Abbiamo appena ricordato, il 15 marzo, san Daniele Comboni nel  190° anno dalla sua nascita. 

Ma prima condividiamo la nostra gioia per quanto abbiamo vissuto nei primi 15 giorni di marzo.

Certo, non abbiamo potuto muoverci sul territorio come avremmo voluto. Ma abbiamo incontrato tante sorelle e fratelli attraverso i contatti telefonici e via internet.

Giorni fa, mentre camminavo lungo la strada che attraversa Troia, di colpo si ferma una macchina e una persona, con un sorriso bellissimo mi dice: “grazie per i messaggi che ricevo ogni giorno. Sono messaggi che illuminano la mia vita, mi fanno sentire missionaria!”.

L’altra sorpresa di questa quaresima, nel nostro piccolo,  sono gli incontri di lettura popolare della Bibbia. Un vero dono.

A livello mondiale come dimenticare l’entusiasmante visita di papa Francesco alle comunità dell’Iraq? Che motivo di gioia e di speranza!

Il giorno 8 marzo ho condiviso un augurio verso tutte le nostre sorelle: sorelle belle, dono bello del Signore.

Un altro momento bello è stata la notizia della nomina a vescovo di Rumbek (Sud Sudan) del comboniano p. Christian Carlassare. Dal 2004, data della sua ordinazione sacerdotale, ho nel mio libro della Liturgia delle Ore la sua immaginetta ricordo. Ecco che cosa vi è scritto :

                In te io credo Padre della vita.

                In te io amo Gesù Cristo fratello universale.

                In te io spero Spirito Santo forza trasformante.

Ma ciò che più commuove è che l’immaginetta riporta il disegno del Padre misericordioso che abbraccia il figlio. L’immagine si ispira a Rembrandt ma sia il padre come il figlio hanno carnagione scura, sono africani!

Così Christian abbraccia il popolo del Sud Sudan! Auguri. (p. Christian è il vescovo più giovane del mondo. Ha 44 anni!).

Deve essere proprio contento san Daniele Comboni che nel 190° anniversario ha ricevuto il regalo di un suo figlio vescovo nella terra del Sud Sudan, terra segnata oggi da un grande impoverimento e da numerosi conflitti.

Il nostro Daniele Comboni deve essere felice per l’impegno dei suoi figli in numerose iniziative di solidarietà e di conoscenza dei popoli e tra i popoli. Visitate il sito www.comboni.org.

E noi, con cuore colmo di gioiosa riconoscenza, ci lanciamo verso la seconda metà del mese di marzo e ci prepariamo a celebrare san Giuseppe. Di lui papa Francesco dice: «Con cuore di padre: così Giuseppe ha amato Gesù».

A san Giuseppe, silenzioso e meraviglioso santo, Dio Padre ha affidato la cura e la responsabilità di Gesù e di Maria, come dice più volte il vangelo di Matteo: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto. – Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele». –  Egli si alzò, prese il bambino e sua madre e andò esule nella terra d’Egitto e poi tornò nella terra d’Israele.

Oggi a noi. come un giorno a Giuseppe. sono affidati i tesori più grandi della nostra fede: Gesù e  Maria.

E noi ci chiediamo se come Giuseppe sappiamo alzarci e proteggere e amare  con tutte le nostre forze Gesù e Maria. Imploriamo l’ intercessione di san Giuseppe e imitiamo il suo amore, il suo coraggio, la sua tenerezza e il suo slancio. SIAMO MISSIONE!

Anche in questa seconda quindicina di marzo portiamo avanti le solite iniziative

Il 16 noi tre comboniani ottantenni e ultra della comunità di Troia, p. Angelo, p. Anastasio e p. Ottavio faremo il richiamo della vaccinazione anti Covid.

Il 24 celebreremo la giornata dei missionari martiri con un incontro alle 18,00 nella cattedrale di Troia.

Siamo in piena Quaresima e forzati a rimanere in casa dalla situazione di pandemia. Trasformiamola in una opportunità per meditare la Parola del Signore e per pregare

Rimaniamo in contatto e aiutiamoci a vicenda a camminare verso la Pasqua di risurrezione!

E se a Troia ci sono molte case, molti locali, in vendita o affitto, noi non mettiamo sulle nostre vite i cartellini VENDESI o AFFITTASI ma solo un cartellino con la scritta: DONO. (Scherzi a parte qui a Troia dai numeri civici 15 al 250 di Corso Regina Margherita ho contato 9 cartellini con la scritta VENDESI e 5 con la scritta AFFITTASI!!!).

 

Aiutateci ad aiutare. Potete aiutarci attraverso un bonifico o un versamento sul ccp.Ecco gli estremi:

IT52G0306909606100000105858 INTESA SANPAOLO;

conto corrente postale n. 12031712 Missionari Comboniani – Troia  FG

Ma soprattutto sottoscrivete l’abbonamento a NIGRIZIA e a PIEMME. Per informazioni inviateci un messaggino o telefonateci al 3482991393,  oppure  inviateci una email:  oraimondo.41@gmail.com

Con affetto e riconoscenza.

  1. Ottavio

APPENDICI

Omelia del vescovo MARIO DELPINI AL FUNERALE  MARIO ATTANASIO

Viene poi il momento in cui ciascuno sta solo, alla presenza del Signore.
Finiscono i clamori, tacciono le parole, la gente radunata si disperde e ciascuno sta, solo, alla presenza del Signore.
Sono dimenticate le imprese, risultano insignificanti gli onori, i titoli, i riconoscimenti e ciascuno sta, solo, alla presenza del Signore.
Perde interesse la cronaca, le parole buone e le parole amare, la retorica e le celebrazioni e ciascuno sta, solo, alla presenza del Signore.
La pagina del Vangelo descrive quello che mi potrà dire il Signore, quello che io potrò dire al Signore, quando, come tutti, starò, starò solo alla presenza del Signore.
Il Signore dirà: “Da dove vieni, Luca, fratello?”.
E Luca risponderà: “Vengo da una terra in cui la vita non conta niente; vengo da una terra dove si muore e non importa a nessuno, dove si uccide e non importa a nessuno, dove si fa il bene e non importa a nessuno. Vengo da una terra in cui la vita di un uomo non conta niente e si può far soffrire senza motivo e senza chiedere scusa!”.
Il Signore dirà: “Non dire così, Luca, fratello mio. Io scrivo sul libro della vita il tuo nome come il nome di un fratello che amo, di un fratello che mi è caro, che desidero incontrare per condividere la vita e la gioia di Dio! non dire così fratello. Io ti benedico per ogni bicchiere d’acqua, per ogni pane condiviso, per ospitalità che hai offerto. Vieni benedetto del Padre mio e ricevi in eredità il regno preparato per te fin dalla creazione del mondo”.

Il Signore dirà: “Perché ti volgi indietro, Luca, fratello mio?”.
E Luca risponderà: “Mi volgo indietro perché considero quello che resta da fare, considero l’incompiuto che attende il compimento, le promesse che avrei dovuto onorare, la missione che avrei dovuto compiere. Ecco: troppo breve la vita. Ecco, troppe attese sospese! Perciò mi volgo indietro!”.
E il Signore dirà: “Non volgerti indietro, Luca, fratello mio. Troppo breve è stata la tua vita, come troppo breve è stata la mia vita. Eppure dall’alto della croce si può gridare: “È compiuto!”, come nel momento estremo si può offrire il dono più prezioso, senza che il tempo lo consumi. Perciò non volgerti indietro, Luca, fratello mio; entra nella vita di Dio: tu sarai giovane per sempre!”

E il Signore dirà ancora: “Perché sei ferito, Luca, fratello mio?”
E Luca risponderà: “Sono ferito perché così gli uomini trattano coloro che li amano e coloro che li servono: mi rendono male per bene e odio in cambio di amore (Sal 108,5). Sono ferito perché ci sono paesi dove la speranza è proibita, dove l’impresa di aggiustare il mondo è dichiarata fallita, dove la gente che conta continua a combinare i suoi affari e la gente che non conta continua a ferire e ad essere ferita. Ecco perché sono ferito, perché ecco come sono i malvagi: sempre al sicuro, ammassano ricchezze (Sal 73,12) e contro il giusto tramano insidie (cfrSal 37,12) e non c’è chi faccia giustizia!”.
E il Signore dirà: “Non dire così, Luca, fratello mio. Guarda le mie ferite, le ho ricevute dai miei fratelli; e guarda il mio cuore: dal mio fianco esce sangue e acqua; se il chicco di grano, caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore porta molto frutto (Gv 12,24). Ho seminato nella storia un seme di amore che produce frutti di amore, e chi rimane nell’amore rimane in me e io in lui.
La gente che conta e ammassa ricchezze è destinata a morire e per loro sarà pronunciato il giudizio: via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli (Mt 25,41).
Ma i miti erediteranno la terra, i giusti sono benedetti e benedetta la loro discendenza”.

E il Signore dirà ancora: “Perché piangi, Luca, fratello mio?”
E Luca risponderà: “Piango perché piangono le persone che amo; piango perché restano giovani vite che hanno bisogno di abbracci e di baci, di coccole e di parole vere e forti e non sarò là per asciugare le loro lacrime e condividere le loro gioie; piango perché dopo il clamore scenderà il silenzio, dopo la notorietà arriverà l’oblio: chi si prenderà cura delle giovani vite che io non vedrò camminare nella vita”.
E il Signore dirà: “Non dire così, Luca, fratello mio. Io manderò lo Spirito Consolatore, Spirito di sapienza e di fortezza, Spirito di verità e di amore e si stringeranno in vincoli d’affetto invincibile coloro che ti sono cari e nessuno sarà abbandonato e io stesso tergerò ogni lacrima dai loro occhi, e i vincoli di sangue, i vincoli di affetto, i vincoli di amicizia saranno più intensi e più veri, più liberi e più lieti. La tua partenza non diventerà una assenza, la tua presenza nella gioia del Padre non sarà una distanza. Non piangere più, Luca, fratello mio!”.