Trentanovesimo incontro

 

ALCUNE LINEE DI ORIENTAMENTO E DI AZIONE

Siamo nel capitolo quinto. Dal numero 163 al numero 201.

 

Obiettivo: cogliere l’importanza di aprire e favorire spazi di riflessione e di azione sui temi importanti per la vita dell’umanità e del pianeta.

 Trentanovesimo incontro  – 8 marzo  –  Lettura del testo

 

Presentiamo un estratto del quinto capitolo:

[…] «Fare in modo che le soluzioni siano proposte a partire da una prospettiva globale e non solo in difesa degli interessi di alcuni Paesi. L’interdipendenza ci obbliga a pensare a un solo mondo, ad un progetto comune». (164)

 «Sappiamo che la tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinanti – specie il carbone, ma anche il petrolio e, in misura minore, il gas –, deve essere sostituita progressivamente e senza indugio (165) […] L’obiettivo di stabilizzare le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera per invertire la tendenza al riscaldamento globale (167) […] La riduzione dei gas serra richiede onestà, coraggio e responsabilità, soprattutto da parte dei Paesi più potenti e più inquinanti ». (169)

 «Per i Paesi poveri le priorità devono essere lo sradicamento della miseria e lo sviluppo sociale dei loro abitanti; al tempo stesso devono prendere in esame il livello scandaloso di consumo di alcuni settori privilegiati della loro popolazione e contrastare meglio la corruzione». (172) […] «Abbiamo bisogno di un accordo sui regimi di overnance per tutta la gamma dei cosiddetti beni comuni globali». (174)

 [È importante] “una maggiore responsabilità, un forte senso comunitario, una speciale capacità di cura e una creatività più generosa, un profondo amore per la propria terra, come pure il pensare a quello che si lascia ai figli e ai nipoti. […] La società, attraverso organismi non governativi e associazioni intermedie, deve obbligare i governi a sviluppare normative, procedure e controlli più rigorosi. Se i cittadini non controllano il potere politico – nazionale, regionale e municipale – neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali ». (179)

 «Dobbiamo convincerci che rallentare un determinato ritmo di produzione e di consumo può dare luogo a un’altra modalità di progresso e di sviluppo». (191)

«La maggior parte degli abitanti del pianeta si dichiarano credenti, e questo dovrebbe spingere le religioni ad entrare in un dialogo tra loro orientato alla cura della natura, alla difesa dei poveri, alla costruzione di una rete di rispetto e di fraternità». (201)

 

Parliamone: • Le linee di azione che provengono dall’enciclica, le consideriamo realmente linee di crescita verso la pienezza della maturazione di fede che professiamo?

 Approfondiamo. https://www.youtube.com/watch?v=EEsngjF3gWM

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