LA NOSTRA PRESENZA SUL TERRITORIO

La Giornata mondiale della pace del primo giorno del nuovo anno papa Francesco l’ha dedicato alla promozione della cultura della cura. Ci viene detto: “Incoraggio tutti a diventare profeti e testimoni della cultura della cura” per contrastare assieme la cultura dell’indifferenza, dello scarto e dello scontro che oggi sembra prevalere. SI al prenderci cura! NO all’indifferenza.

Questo è il cammino che faremo assieme durante tutto il 2021anche aiutati da due nuovi “anni” che papa Francesco ci invita a celebrare; l’anno di san Giuseppe e l’anno della famiglia.

Non dimentichiamo neppure che continua l’anno della Laudato si’. Ogni settimana prepariamo una riflessione sia con file scritto come anche con file parlato.

La nostra riflessione la trovi su: https://www.comboniani.org/?page_id=24261

Ti chiedo anche di non dimenticare altri due sussidi che scrivo ogni 15 giorni.

Eccoli:

La Parola di Dio di ogni giorno:

https://www.comboniani.org/?page_id=25910

La nostra presenza sul territorio:

https://www.comboniani.org/?page_id=26031

Nei prossimi 15 giorni non avremo ancora molte possibilità di muoverci ma non ci perdiamo d’animo.

E allora? Rimaniamo in contatto e ci impegniamo a leggere il messaggio di papa Francesco sulla pace:

https://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/peace/documents/papa-francesco_20201208_messaggio-54giornatamondiale-pace2021.html

Ci impegniamo pure a conoscere i popoli sottoscrivendo almeno un abbonamento a Nigrizia e uno a PIEMME o a Combonifem.

I riferimenti li trovi in calce alla presente prima dell’Appendice.. Attendo le vostre email con gli indirizzi completi e l’indicazione dell’avvenuto versamento o bonifico.

Termino raccontandovi un aneddoto c he vi farà gioire.

A Natale nella Messa delle 11,30 del 25 dicembre ho chiesto a una coppia di sposi di prendere il bambino Gesù  dal presepe e di presentarlo mentre tutti i presenti recitavamo la professione di fede. Un momento commovente. I loro tre figli, tutti e tre presenti, hanno chiesto di leggere le intenzioni della preghiera dei fedeli. L’assemblea ha dato loro un applauso. Alla fine della celebrazione ho regalato loro una copia di PIEMME. Due giorni dopo, domenica 27 dicembre, festa della santa Famiglia di Nazaret, erano tutti r cinque presenti. I genitori hanno chiesto di leggere le letture, i figli la preghiera dei fedeli. Alla fine della Messa si sono avvicinati e hanno chiesto di sottoscrivere l’abbonamento a Nigrizia e a Piemme. “Vogliamo essere una famiglia bella che abbraccia il mondo. Una famiglia che dice SI”.

Che questo SI lo dicano tutte le nostre famiglie e che sappiamo dirlo anche ciascuno di noi.

Dal primo gennaio al 15 gennaio penso di rimanere a Troia salvo un possibile viaggio a Bari il 11 e 12 gennaio e a Trinitapoli, Manfredonia e San Giovanni Rotondo il 13 e 14. Ma tutto dipende dall’evolversi delle norme Covid 19.

I lasciamo con un’affermazione dell’amico Stefano Allievi sul Natale che abbiamo appena celebrato:

“Un po’ di raccoglimento in più, celebrazioni o meno. E per il resto, maggiore tempo condiviso, giochi in famiglia da rispolverare, parole più pesate, significato diverso ai gesti soliti, compiuti peraltro con maggiore consapevolezza, letture rinviate troppo tempo ad attenderci, qualche film, musica da ascoltare per il piacere di farlo e non come sottofondo. Meno cose, vissute meglio. No, non è detto che tutto il male venga per nuocere.

 

Un abbraccio e non dimentichiamo mai e poi mai: SIAMO MISSIONE

P. Ottavio

 

Chi lo desidera può sottoscrivere per sé o regalare a qualche persona amica uno dei seguenti abbonamenti;

Per Nigrizia l’abbonamento annuo cartaceo e digitale è di euro 35,00 e quello solo in versione digitale di euro 20,00  Per Combonifem il cartaceo per un anno è di euro 28,00 e il digitale di euro 14,00.  Per PIEMME l’abbonamento annuo è di euro 30,00 (compreso il Mondiario) e di euro 10,00 se solo online. Giungerà qualche sottoscrizione? La tua?

Inviateci l’indirizzo completo e fate il versamento su uno di questi due conti: Eccoli i riferimenti: IT52G0306909606100000105858 INTESA SANPAOLO; oppure: CCP 12031712 Missionari Comboniani – Troia  FG

Per ulteriori informazioni invia un messaggio o telefona 3482991393,  oppure una email:  oraimondo.41@gmail.com

 

 

APPENDICI

Ho preparato per voi una sintesi del messaggio di papa Francesco. Ecco la sintesi con alla fine una preghiera e il Te Deum in italiano.

 

SI

ALLA CULTURA DELLA CURA COME PERCORSO DI PACE

NO

ALLA CULTURA DELLO SCONTRO  – DELLO SCARTO   –  DELL’INDIFFERENZA

 

Papa Francesco ci saluta:  “Alle soglie del nuovo anno, desidero porgere i miei più rispettosi saluti ai Capi di Stato e di Governo, ai leader spirituali e ai fedeli delle varie religioni, agli uomini e alle donne di buona volontà”.

 

Dio Creatore, origine della vocazione umana alla cura

Nel racconto biblico della creazione, Dio affida il giardino “piantato nell’Eden” (cfr Gen 2,8) alle mani di Adamo con l’incarico di “coltivarlo e custodirlo” (cfr Gen 2,15).

I verbi “coltivare” e “custodire” descrivono il rapporto di Adamo con la sua casa-giardino e indicano pure la fiducia che Dio ripone in lui facendolo signore e custode dell’intera creazione.

 

Dio Creatore, modello della cura

La Sacra Scrittura presenta Dio, oltre che come Creatore, come Colui che si prende cura delle sue creature, in particolare di Adamo, di Eva e dei loro figli. Lo stesso Caino, benché su di lui ricada la maledizione a motivo del crimine che ha compiuto, riceve in dono dal Creatore un segno di protezione, affinché la sua vita sia salvaguardata (cfr Gen 4,15). Questo fatto, conferma la dignità inviolabile della persona, creata ad immagine e somiglianza di Dio…

loro una nuova prospettiva di vita, così che non vi fosse alcun bisognoso nel popolo (cfr Dt 15,4).

Nella storia del popolo di Israele i profeti alzano la loro voce a favore della giustizia per i poveri, i quali, per la loro vulnerabilità e mancanza di potere, sono ascoltati solo da Dio, che si prende cura di loro (cfr Sal 34,7; 113,7-8).

  1. La cura nel ministero di Gesù

La vita e il ministero di Gesù incarnano l’apice della rivelazione dell’amore del Padre per l’umanità (Gv 3,16). Nella sinagoga di Nazaret, Gesù si è manifestato come Colui che il Signore ha consacrato e «mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi» (Lc 4,18).

Al culmine della sua missione, Gesù suggella la sua cura per noi offrendosi sulla croce e liberandoci così dalla schiavitù del peccato e della morte. Così, con il dono della sua vita e il suo sacrificio, Egli ci ha aperto la via dell’amore e dice a ciascuno: “Seguimi. Anche tu fa’ così” (cfr Lc 10,37).

 

  1. La cultura della cura nella vita dei seguaci di Gesù  

Le opere di misericordia spirituale e corporale costituiscono il nucleo del servizio di carità della Chiesa primitiva. I cristiani della prima generazione praticavano la condivisione perché nessuno tra loro fosse bisognoso (cfr At 4,34-35) e si sforzavano di rendere la comunità una casa accogliente, aperta ad ogni situazione umana, disposta a farsi carico dei più fragili. Divenne così abituale fare offerte volontarie per sfamare i poveri, seppellire i morti e nutrire gli orfani, gli anziani e le vittime di disastri, come i naufraghi. Furono eretti numerosi istituti a sollievo dell’umanità sofferente: ospedali, ricoveri per i poveri, orfanotrofi e brefotrofi, ospizi, ecc.». (Pensiamo qui a Troia…)

 

I principi della dottrina sociale della Chiesa: base della cultura della cura

La diakonia delle origini, arricchita dalla riflessione dei Padri e animata, attraverso i secoli, dalla carità operosa… è divenuta

* La cura come promozione della dignità e dei diritti della persona.

* La cura del bene comune.

* La cura mediante la solidarietà….

* La cura e la salvaguardia del creato.

 

La bussola per una rotta comune

La bussola dei principi sociali, necessaria a promuovere la cultura della cura, è indicativa anche per le relazioni tra le Nazioni, che dovrebbero essere ispirate alla fratellanza, al rispetto reciproco, alla solidarietà e all’osservanza del diritto internazionale. A tale proposito, vanno ribadite la tutela e la promozione dei diritti umani fondamentali, che sono inalienabili, universali e indivisibili.

Va richiamato anche il rispetto del diritto umanitario, soprattutto in questa fase in cui conflitti e guerre si susseguono senza interruzione. Le persone sono costrette a fuggire, lasciando dietro di sé non solo le proprie case, ma anche la storia familiare e le radici culturali.

Dobbiamo fermarci e chiederci: cosa ha portato alla normalizzazione del conflitto nel mondo? E, soprattutto, come convertire il nostro cuore e cambiare la nostra mentalità per cercare la pace nella solidarietà e nella fraternità?

 

Per educare alla cultura della cura

La promozione della cultura della cura richiede un processo educativo

– L’educazione alla cura nasce nella famiglia, nucleo naturale e fondamentale  della società, dove s’impara a vivere in relazione e nel rispetto reciproco.

– Sempre in collaborazione con la famiglia, altri soggetti preposti all’educazione sono la scuola e l’università, e analogamente, per certi aspetti, i soggetti della comunicazione sociale.

– Le religioni in generale, e i leader religiosi in particolare, possono svolgere un ruolo insostituibile nel trasmettere ai fedeli e alla società i valori della solidarietà, del rispetto delle differenze, dell’accoglienza e della cura dei fratelli più fragili.

– A quanti sono impegnati al servizio delle popolazioni, nelle organizzazioni internazionali, governative e non governative, aventi una missione educativa, e a tutti coloro che, a vario titolo, operano nel campo dell’educazione e della ricerca, rinnovo il mio incoraggiamento, affinché si possa giungere al traguardo di un’educazione «più aperta ed inclusiva, capace di ascolto paziente, di dialogo costruttivo e di mutua comprensione».

 

Non c’è pace senza la cultura della cura

La cultura della cura, quale impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti, quale disposizione ad interessarsi, a prestare attenzione, alla compassione, alla riconciliazione e alla guarigione, al rispetto mutuo e all’accoglienza reciproca, costituisce una via privilegiata per la costruzione della pace. «In molte parti del mondo occorrono percorsi di pace che conducano a rimarginare le ferite, c’è bisogno di artigiani di pace disposti ad avviare processi di guarigione e di rinnovato incontro con ingegno e audacia».

In questo tempo, nel quale la barca dell’umanità, procede faticosamente in cerca di un orizzonte più calmo e sereno, il timone della dignità della persona e la “bussola” dei diritti umani, ci permettono di navigare verso il futuro.

 

Come cristiani, teniamo lo sguardo rivolto alla Vergine Maria, Stella del mare e Madre della speranza.

Preghiamo unendoci lo al mondo dell’Oriente:


“O Padre buono, Padre amoroso,
per la tua misericordia fa’ che viviamo la nostra vita in pace e felicità.
Concedici di fare ciò che è giusto, secondo la tua volontà.
Dacci luce e comprensione perché possiamo conoscere ciò che ti piace.
Ci prostriamo davanti a te, meraviglioso Signore. Perdonaci i nostri peccati.
Fa’ che amiamo coloro ai quali ci chiami ad  annunciare il tuo nome.
Possa il tuo nome diventare sempre più grande nel mondo intero
e possano tutti gli uomini vivere nella tua grazia.         (Guru Gobind Singh)

 

E ora cantiamo:

 

Noi ti lodiamo, Dio * ti proclamiamo  Signore.
O eterno Padre, * tutta la terra ti adora.

A te cantano gli angeli * e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo * il Signore Dio dell’universo.

I cieli e la terra * sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli * e la candida schiera dei martiri;

le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; * la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico figlio, * e lo Spirito Santo Paraclito.

O Cristo, re della gloria, * eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre * per la salvezza dell’uomo.

Vincitore della morte, * hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. * Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.

Soccorri i tuoi figli, Signore, * che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria * nell’assemblea dei santi.

Salva il tuo popolo, Signore, * guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, * lodiamo il tuo nome per sempre.

Degnati oggi, Signore, * di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: * in te abbiamo sperato.

Pietà di noi, Signore, * pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, * non saremo confusi in eterno.