1  novembre 2020

Apocalisse, 7,2-4.9-14  Una moltitudine immensa che nessuno poteva contare

(Matteo 5,1-12)

Una moltitudine di ogni nazione, popolo, tribù e lingua. Nessuno escluso. Il nostro Dio è il Dio di tutti, per tutti e con tutti. La nostra missione è annunciare a tutti ed accogliere tutti. L’universalità è il sogno di Dio, sia anche il tuo e il mio sogno.

Las bienaventuranzas son el camino de los hijos y hermanos, el camino del discipulo! Hoy es dia de fiesta, dia del triunfo de las personas que las bienaventuranzas las han vivido. Toma dos papelitos, escribe las bienaventuranzas. Un papelito ponlo en tu cartera y el otro entregalo a una persona que tu conoces.

 

Parola viva – Palabra viva

Da oggi fino al 15 novembre mediteremo il messaggio di papa Francesco per la IV GIORNATA MONDIALE DEI POVERI.  Oggi presentiamo la conclusione del Messaggio: “In questo cammino di incontro quotidiano con i poveri ci accompagna la Madre di Dio, che più di ogni altra è la Madre dei poveri. La Vergine Maria conosce da vicino le difficoltà e le sofferenze di quanti sono emarginati, perché lei stessa si è trovata a dare alla luce il Figlio di Dio in una stalla. Per la minaccia di Erode, con Giuseppe suo sposo e il piccolo Gesù è fuggita in un altro paese, e la condizione di profughi ha segnato per alcuni anni la santa Famiglia. Possa la preghiera alla Madre dei poveri accomunare questi suoi figli prediletti e quanti li servono nel nome di Cristo. E la preghiera trasformi la mano tesa in un abbraccio di condivisione e di fraternità ritrovata”. (papa Francesco)

Que tu mano abierta llegue a ser un abrazo de participacion y de nueva hermandad .

 

2 novembre 2020

Giobbe 19,1.23-27  Il mio Redentore è vivo

(Giovanni 6,37-40)

La fede di Giobbe ha il sopravvento sulle parole vuote di chi è attorno a lui. Giobbe è l’uomo ferito ma libero. È libero di fronte alla perdita di tutto. È libero di fronte alla malattia. È libero di fronte ai commenti e giudizi di commiserazione che vengono dati nei suoi confronti. E, come uomo libero, è abitato dalla speranza: “Io so che vedrò con questi miei occhi il Salvatore”.

Las promesas del Señor siempre se realizan. El te ha prometido vida y vida en plenitud? Esta vida te pertenece! La certeza de esta vida alumbre las tinieblas en medio de las cuales a veces te encuentras. Esta vida en plenitud  ha sido luz para quienes han dejado este mundo. Lo sea tambien para ti.

 

Parola viva – Palabra viva

“Tendi la tua mano al povero” (cfr Sir 7,32). La sapienza antica ha posto queste parole come un codice sacro da seguire nella vita. Esse risuonano oggi con tutta la loro carica di significato per aiutare anche noi a concentrare lo sguardo sull’essenziale e superare le barriere dell’indifferenza. La povertà assume sempre volti diversi, che richiedono attenzione ad ogni condizione particolare: in ognuna di queste possiamo incontrare il Signore Gesù, che ha rivelato di essere presente nei suoi fratelli più deboli (cfr Mt 25,40). (papa Francesco)

El pobre nunca puede ser un problema. Siempre sea para ti una oportunidad, un don. Sin los pobres tambien tu eres mas pobre.

 

3 novembre 2020

Filippesi 3,5-11  Abbiate gli stessi sentimenti che furono in Cristo

(Luca 14,15-24)

La vera via della salvezza è avere in noi gli stessi sentimenti che hanno reso bella la vita di Gesù. Gesù è l’orgoglio delle nostra vita! Tutto è spazzatura in confronto con Gesù. È Gesù la vera ricchezza del mondo.

Hay una invitacion tambien para ti. Que tu puedas decir tu disponibilidad y participar. Y dicelo a todos que para cada uno hay la misma invitacion! Vamos participando juntos al banquete de la vida!

 

Parola viva – Palabra viva

“1. Prendiamo tra le mani il Siracide, uno dei libri dell’Antico Testamento. Qui troviamo le parole di un maestro di saggezza vissuto circa duecento anni prima di Cristo. Egli andava in cerca della sapienza che rende gli uomini migliori e capaci di scrutare a fondo le vicende della vita. Lo faceva in un momento di dura prova per il popolo d’Israele, un tempo di dolore, lutto e miseria a causa del dominio di potenze straniere. Essendo un uomo di grande fede, radicato nelle tradizioni dei padri, il suo primo pensiero fu di rivolgersi a Dio per chiedere a Lui il dono della sapienza. E il Signore non gli fece mancare il suo aiuto. (papa Francesco)

El verdadero creyente no le pide al Señor liberacion sino sabiduria, capacidad de dicernir lo que construye de lo que destruye. Necesitamos sabiduria para dar manos de autenticidad, de don, de mision.

 

4 novembre 2020

Filippesi 2,12-18  Dio suscita in voi il volere

(Matteo 14,25-33)

L’iniziativa appartiene a Dio. A noi fare spazio all’iniziativa di Dio, renderci disponibili. Dire: si compia in me, si realizzi in me, fruttifichi in me la tua Parola.

Hoy nos damos cuentas de que nos encontramos en el mismo barco y que la tempestad es grande. Dichosos nosotros si no vemos solamente las olas sino tambien aquel Jesus que camina sobre las olas y aceptamos que El nos tome de la mano.

 

Parola viva – Palabra viva

“Fin dalle prime pagine del libro, il Siracide espone i suoi consigli su molte concrete situazioni di vita, e la povertà è una di queste. Egli insiste sul fatto che nel disagio bisogna avere fiducia in Dio: «Non ti smarrire nel tempo della prova. Stai unito a lui senza separartene, perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni. Accetta quanto ti capita e sii paziente nelle vicende dolorose, perché l’oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Nelle malattie e nella povertà confida in lui. Affidati a lui ed egli ti aiuterà, raddrizza le tue vie e spera in lui. Voi che temete il Signore, aspettate la sua misericordia e non deviate, per non cadere» (2,2-7). (papa Francesco)

La rama que permanece unida al tronco del arbol no se seca, no cae. Esta rama eres tu, soy yo, somnos nosotros. Vamos pidiendo de permanecer siempre unidos a Jesus. El es mi Señor! Mi salvador!

5 novembre 2020

Filippesi 3,3-8  Queste cose le ho considerate una pèrdita a motivo di Cristo   

(Luca 15,1-10)

Il tesoro è Gesù. Gesù è la pienezza. Sei innamorato o innamorata di Gesù? Sai che Gesù è innamorato di te? Non ti toglie le tue debolezze ma non permette che mai le tue debolezze siano l’ultima parola. Gesù c’è e sempre si fa presente lì dove tu sei. È bello Gesù!

No te pierdas en pequeñezes. Permitele a Jesus de reinar en tu vida. No lo ponga a un lado. Permitele de estar al centro de lo que eres y de lo que tienes, de tu presente y de tu futuro. Y sabes como es posible? Poniendote en camino y buscando a quienes se han perdido!

 

Parola viva – Palabra viva

“2. Pagina dopo pagina, scopriamo un prezioso compendio di suggerimenti sul modo di agire alla luce di un’intima relazione con Dio, creatore e amante del creato, giusto e provvidente verso tutti i suoi figli. Il costante riferimento a Dio, tuttavia, non distoglie dal guardare all’uomo concreto, al contrario, le due cose sono strettamente connesse. Lo dimostra chiaramente il brano da cui è tratto il titolo di questo Messaggio (cfr 7,29-36). La preghiera a Dio e la solidarietà con i poveri e i sofferenti sono inseparabili. Per celebrare un culto che sia gradito al Signore, è necessario riconoscere che ogni persona, anche quella più indigente e disprezzata, porta impressa in sé l’immagine di Dio. Da tale attenzione deriva il dono della benedizione divina, attirata dalla generosità praticata nei confronti del povero. Pertanto, il tempo da dedicare alla preghiera non può mai diventare un alibi per trascurare il prossimo in difficoltà. È vero il contrario: la benedizione del Signore scende su di noi e la preghiera raggiunge il suo scopo quando sono accompagnate dal servizio ai poveri. (papa Francesco)

No es posible separar el amor hacia Dios y hacia los demas. Si no amas al otro no puedes tampoco amar a Dios.

 

6 novembre 2020

Filippesi 3,17-4,1  Molti si comportano da nemici della croce

(Luca 16,1-8)

Nemico della croce è chi non vive il SI a Dio e il SI alle persone e alla creazione. Nemico della croce sono io quando metto al centro le mie ragioni a scapito del sogno di Dio. Quando non cerca prima di tutto il regno di Dio e la sua giustizia…

Quien ama, quien vive como discipulo, es administrador fiel! Todo ha sido puesto en nuestras manos. Dichosos nosotros si aprendemos a administrarlo todo con sabiduria.

 

Parola viva – Palabra viva

  1. Quanto è attuale questo antico insegnamento anche per noi! Infatti la Parola di Dio oltrepassa lo spazio, il tempo, le religioni e le culture. La generosità che sostiene il debole, consola l’afflitto, lenisce le sofferenze, restituisce dignità a chi ne è privato, è condizione di una vita pienamente umana. La scelta di dedicare attenzione ai poveri, ai loro tanti e diversi bisogni, non può essere condizionata dal tempo a disposizione o da interessi privati, né da progetti pastorali o sociali disincarnati. Non si può soffocare la forza della grazia di Dio per la tendenza narcisistica di mettere sempre sé stessi al primo posto. Tenere lo sguardo rivolto al povero è difficile, ma quanto mai necessario per imprimere alla nostra vita personale e sociale la giusta direzione. Non si tratta di spendere tante parole, ma piuttosto di impegnare concretamente la vita, mossi dalla carità divina. Ogni anno, con la Giornata Mondiale dei Poveri, ritorno su questa realtà fondamentale per la vita della Chiesa, perché i poveri sono e saranno sempre con noi (cfr Gv12,8) per aiutarci ad accogliere la compagnia di Cristo nell’esistenza quotidiana. (papa Francesco)

La justa direccion, el justo camino, los encontramos cuando sabemos tener nuestra mirada revuelta hacia el pobre. Si abrimos nuestra casa al mundo, el mundo llegarà a ser la nuestra casa.

 

7 novembre 2020

Filippesi 4,10-19  Tutto posso in colui che mi dà forza

(Luca 16,9-15)

“Tutto posso in colui che mi da forza”  è una affermazione meravigliosa che ci incoraggia. I missionari, a partire da san Daniele Comboni fino ai missionari di oggi, sono testimoni  che con la forza di Dio e la nostra decisione tutto è possibile.

En la fidelidad a nuestra vocacion de discipulos de Jesus tendremos la capacidad de administrar vida y bienes materiales, tambien el dinero, con justicia y para el bien de todos.

 

Parola viva – Palabra viva

  1. Sempre l’incontro con una persona in condizione di povertà ci provoca e ci interroga. Come possiamo contribuire ad eliminare o almeno alleviare la sua emarginazione e la sua sofferenza? Come possiamo aiutarla nella sua povertà spirituale? La comunità cristiana è chiamata a coinvolgersi in questa esperienza di condivisione, nella consapevolezza che non le è lecito delegarla ad altri. E per essere di sostegno ai poveri è fondamentale vivere la povertà evangelica in prima persona. Non possiamo sentirci “a posto” quando un membro della famiglia umana è relegato nelle retrovie e diventa un’ombra. Il grido silenzioso dei tanti poveri deve trovare il popolo di Dio in prima linea, sempre e dovunque, per dare loro voce, per difenderli e solidarizzare con essi davanti a tanta ipocrisia e tante promesse disattese, e per invitarli a partecipare alla vita della comunità. È vero, la Chiesa non ha soluzioni complessive da proporre, ma offre, con la grazia di Cristo, la sua testimonianza e gesti di condivisione. Essa, inoltre, si sente in dovere di presentare le istanze di quanti non hanno il necessario per vivere. Ricordare a tutti il grande valore del bene comune è per il popolo cristiano un impegno di vita, che si attua nel tentativo di non dimenticare nessuno di coloro la cui umanità è violata nei bisogni fondamentali. (papa Francesco)

Ser voz de los que voce no tienen por ser pobres y marginados: esta es nuestra mision en el mundo. Es preciso darnos cuentas de que en el mundo hay millones de empobrecidos y que cada dia son siempre mas. No podemos callar.

 

8 novembre 2020

Sapienza 6,12-16 La sapienza è radiosa

(Matteo 25,1-13)

Mi permetti di giocare con le parole? Ho hai sapore o sei insipido. E che cosa dà sapore alla mia vita? Dà sapore tutto ciò che è armonia. Dà sapore il vivere in profondità la propria vita. Dà sapore il vivere nell’apertura al nuovo, al diverso, all’altro.

Jesus llama descuidados los discipulos en cuya vida no hay capacidad de reflexionar y tomar decisiones. El arbol sin raices se seca si no llueve. Cae si tira viento!

 

Parola viva – Palabra viva

  1. Tendere la mano fa scoprire, prima di tutto a chi lo fa, che dentro di noi esiste la capacità di compiere gesti che danno senso alla vita. Quante mani tese si vedono ogni giorno! Purtroppo, accade sempre più spesso che la fretta trascina in un vortice di indifferenza, al punto che non si sa più riconoscere il tanto bene che quotidianamente viene compiuto nel silenzio e con grande generosità. Accade così che, solo quando succedono fatti che sconvolgono il corso della nostra vita, gli occhi diventano capaci di scorgere la bontà dei santi “della porta accanto”, «di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio»(Esort. ap. Gaudete et exsultate, 7), ma di cui nessuno parla. Le cattive notizie abbondano sulle pagine dei giornali, nei siti internet e sugli schermi televisivi, tanto da far pensare che il male regni sovrano. Non è così. Certo, non mancano la cattiveria e la violenza, il sopruso e la corruzione, ma la vita è intessuta di atti di rispetto e di generosità che non solo compensano il male, ma spingono ad andare oltre e ad essere pieni di speranza. (papa Francesco)

No pienses solamente o primero en los discipulos descuidados piensa y alegrate por la cantidad de discipulos precavidos. Y pide que lo seas tambien tu y tambien yo. Vamos ayudandonos a ser precavidos!

 

9 novembre 2020

1 Re 8,22-23.27-30  Signore, non c’è un Dio come te

(Giovanni 4,19-24)

Salomone inaugura il tempio e rivolge a Dio una preghiera personale, una preghiera che nasce dal cuore e tocca il cuore. Prega con le braccia aperte lanciate verso l’alto, verso il cielo. La preghiera del discepolo di Gesù molto di più di quella di Salomone unisce terra e cielo, oriente e occidente. La tua preghiera sia una preghiera universale!

Y con Jesus ya vamos mas allà de un templo. Con Jesus la oracion debe ser hecha en espiritu y verdad. Es la oracion del hijo que levanta los brazos hacia el Dios Abbà. Nuestra oracion es sonrisa entre hijo y papà o, come decimos en modo hermoso en Mexico, es la sonrisa entre hijo y Papacito.

 

Parola viva – Palabra viva

“6. Tendere la mano è un segno: un segno che richiama immediatamente alla prossimità, alla solidarietà, all’amore. In questi mesi, nei quali il mondo intero è stato come sopraffatto da un virus che ha portato dolore e morte, sconforto e smarrimento, quante mani tese abbiamo potuto vedere! La mano tesa del medico che si preoccupa di ogni paziente cercando di trovare il rimedio giusto. La mano tesa dell’infermiera e dell’infermiere che, ben oltre i loro orari di lavoro, rimangono ad accudire i malati. La mano tesa di chi lavora nell’amministrazione e procura i mezzi per salvare quante più vite possibile. La mano tesa del farmacista esposto a tante richieste in un rischioso contatto con la gente. La mano tesa del sacerdote che benedice con lo strazio nel cuore. La mano tesa del volontario che soccorre chi vive per strada e quanti, pur avendo un tetto, non hanno da mangiare. La mano tesa di uomini e donne che lavorano per offrire servizi essenziali e sicurezza. E altre mani tese potremmo ancora descrivere fino a comporre una litania di opere di bene. Tutte queste mani hanno sfidato il contagio e la paura pur di dare sostegno e consolazione. (papa Francesco)

Tus brazos no puedes levantarlos simplmente hacia arriba. Tus brazos son brazos llamados a abrirse hacia abajo, hacia el pobre. Nosotros y el pobre tenemos el mismo Papacito, el Dios Abbà.

 

10 novembre 2020

Tito 2,1-8.11-14  Viviamo nell’attesa della beata speranza

(Luca 17,7-10)

Grazie al discepolo Tito e alla sua comunità. Ci dicono che ciò che dà senso alla nostra vita è la speranza della vita in pienezza, la certezza che Dio ci attende con le braccia aperte come il padre del figlio che se ne era andato da casa.

La espera de la vida en plenitud la vivimos sirviendo con humildad y amor. En el servir encontramos la oportunidad de continuar la obra de la creacion. La oportunidad de decirles a todos y a nosotros mismos la alegria de ser colaboradores de la obra que Dios ha iniziado con amor.

 

Parola viva – Palabra viva

  1. Questa pandemia è giunta all’improvviso e ci ha colto impreparati, lasciando un grande senso di disorientamento e impotenza. La mano tesa verso il povero, tuttavia, non è giunta improvvisa. Essa, piuttosto, offre la testimonianza di come ci si prepara a riconoscere il povero per sostenerlo nel tempo della necessità. Non ci si improvvisa strumenti di misericordia. È necessario un allenamento quotidiano, che parte dalla consapevolezza di quanto noi per primi abbiamo bisogno di una mano tesa verso di noi. Questo momento che stiamo vivendo ha messo in crisi tante certezze. Ci sentiamo più poveri e più deboli perché abbiamo sperimentato il senso del limite e la restrizione della libertà. La perdita del lavoro, degli affetti più cari, come la mancanza delle consuete relazioni interpersonali hanno di colpo spalancato orizzonti che non eravamo più abituati a osservare. Le nostre ricchezze spirituali e materiali sono state messe in discussione e abbiamo scoperto di avere paura. Chiusi nel silenzio delle nostre case, abbiamo riscoperto quanto sia importante la semplicità e il tenere gli occhi fissi sull’essenziale. (papa Francesco)

Se acerca el domingo de la IV Jornada Mundial de los Pobres que este año vivimos en el medio de la pandemia Covid. Estamos descubiendo todos nosotros nuestra pobreza, nuestra fragilidad encerrados en el silencio de nuestras habitaciones. Lograremos dar un sentido profundo a esta nuestra pobreza?

 

11 novembre 2020

Tito 3,1-7  La bontà del Signore ci ha salvati

(Luca 17,11-19)

Nessuno si salva ma tutti siamo salvati. Tutto è dono e dono gratuito. Lode e benedizione al nostro Dio il Dio della gratuità, il Dio che è dono, il Dio che ama noi più di quanto ami se stesso. Non comprendo e ho bisogno di chiedere un cuore semplice, un cuore di fanciullo, un cuore da povero..

Y precisamente el pobre, el leproso de Samaria, reconoce que lo ha sanado la ternura de Jesus. Hoy bendito sea el Señor si tu corazon se conmueve frente al Dios que nos sana. Los hombres condenamos, Dios perdona y sana.

 

Parola viva – Palabra viva

Abbiamo maturato l’esigenza di una nuova fraternità, capace di aiuto reciproco e di stima vicendevole. Questo è un tempo favorevole per «sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilità verso gli altri e verso il mondo […]. Già troppo a lungo siamo stati nel degrado morale, prendendoci gioco dell’etica, della bontà, della fede, dell’onestà […]. Tale distruzione di ogni fondamento della vita sociale finisce col metterci l’uno contro l’altro per difendere i propri interessi, provoca il sorgere di nuove forme di violenza e crudeltà e impedisce lo sviluppo di una vera cultura della cura dell’ambiente» (Lett. enc. Laudato si’, 229). Insomma, le gravi crisi economiche, finanziarie e politiche non cesseranno fino a quando permetteremo che rimanga in letargo la responsabilità che ognuno deve sentire verso il prossimo ed ogni persona. (papa Francesco)

Nueva hermandad sintiendonos responsables los unos de los otros. Esta es nuestra vocacion. Somos mision. Somos hombres y mujeres que necesitan de los demas, que viven su propia responsabilidad para con los demas.

 

12 Novembre 2020

Filemone 1,7-20  Accoglilo come fratello

(Luca 17,20-25)

Il nostro Dio propone, mai impone. L’amore propone, l’amore non impone. Paolo come discepolo di Gesù propone a Filemone di accogliere Onesimo come fratello e non più come schiavo. E se ci apriamo alle proposte di Dio, che non si stanca di parlarci, faremo scelte di novità, scelte di vita.

Si el Reino de Dios, su sueño de vida en plenitud, se encuentra “en medio de ustedes”. Tu no lo busques lejos, descubrelo cerca!

 

Parola viva – Palabra viva

  1. “Tendi la mano al povero”, dunque, è un invito alla responsabilità come impegno diretto di chiunque si sente partecipe della stessa sorte. È un incitamento a farsi carico dei pesi dei più deboli, come ricorda San Paolo: «Mediante l’amore siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: Amerai il tuo prossimo come te stesso. […] Portate i pesi gli uni degli altri» (Gal5,13-14; 6,2). L’Apostolo insegna che la libertà che ci è stata donata con la morte e risurrezione di Gesù Cristo è per ciascuno di noi una responsabilità per mettersi al servizio degli altri, soprattutto dei più deboli. Non si tratta di un’esortazione facoltativa, ma di una condizione dell’autenticità della fede che professiamo.Il libro del Siracide ritorna in nostro aiuto: suggerisce azioni concrete per sostenere i più deboli e usa anche alcune immagini suggestive. Dapprima prende in considerazione la debolezza di quanti sono tristi: «Non evitare coloro che piangono» (7,34). Il periodo della pandemia ci ha costretti a un forzato isolamento, impedendoci perfino di poter consolare e stare vicino ad amici e conoscenti afflitti per la perdita dei loro cari. E ancora afferma l’autore sacro: «Non esitare a visitare un malato»(7,35). Abbiamo sperimentato l’impossibilità di stare accanto a chi soffre, e al tempo stesso abbiamo preso coscienza della fragilità della nostra esistenza. Insomma, la Parola di Dio non ci lascia mai tranquilli e continua a stimolarci al bene. (papa Francesco)

Vamos cargando lo que agobia al hermano. El amor es tomar sobre nuestras espaldas los problemas y los desafios de los demas, del lugar en donde vivimos y del mundo todo.

 

13 novembre 2020

2 Giovanni 1,3-9  Chi rimane nella dottrina, possiede il Padre e il Figlio

(Luca 17,26-37)

Ciò che Gesù ci ha lasciato, la sua dottrina, è l’amore. Amatevi come io vi ho amato. Amare è fare spazio all’altro. Amare è dire all’altro che senza di lui non vivo. Amare è vivere dicendo all’altro: tu sei la mia vita.

Mas que pensar en lo que acontecerà, vamos descubriendo y viviendo la presencia del reino de Dios ahora, una presencia casi insignificante come la semilla de mostaza.

 

Parola viva – Palabra viva

“9. “Tendi la mano al povero” fa risaltare, per contrasto, l’atteggiamento di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla povertà, di cui spesso sono anch’essi complici. L’indifferenza e il cinismo sono il loro cibo quotidiano. Che differenza rispetto alle mani generose che abbiamo descritto! Ci sono, infatti, mani tese per sfiorare velocemente la tastiera di un computer e spostare somme di denaro da una parte all’altra del mondo, decretando la ricchezza di ristrette oligarchie e la miseria di moltitudini o il fallimento di intere nazioni. Ci sono mani tese ad accumulare denaro  con la vendita di armi che altre mani, anche di bambini, useranno per seminare morte e povertà. Ci sono mani tese che nell’ombra scambiano dosi di morte per arricchirsi e vivere nel lusso e nella sregolatezza effimera. Ci sono mani tese che sottobanco scambiano favori illegali per un guadagno facile e corrotto. E ci sono anche mani tese che nel perbenismo ipocrita stabiliscono leggi che loro stessi non osservano. (papa Francesco)

Abre tus manos al pobre. Tus manos no sean manos abiertas para tomar. Sean manos abiertas para donar.

 

14 novembre 2020

3 Giovanni 1,5-8  Diventare collaboratori della verità

(Luca 18,1-8)

Tutto ciò che facciamo in favore dei fratelli, qualsiasi sia la loro provenienza, è degno di lode. Solo se so accogliere mi realizzo come discepolo di Gesù e avrò la gioia di essere accolto. Sento ogni giorno la forza di questa verità e lodo e benedico il  Signore per le mie sorelle e fratelli di Messico che ho accolto e mi hanno accolto.

Nuestro Dios nunca dice: mañana. Hoy El nos escucha, El hoy nos bendice, El hoy nos salva,  El hoy nos envia al mundo. Hoy. Un hoy que nunca se acaba.

 

Parola viva – Palabra viva

“In questo panorama, «gli esclusi continuano ad aspettare. Per poter sostenere uno stile di vita che esclude gli altri, o per potersi entusiasmare con questo ideale egoistico, si è sviluppata una globalizzazione dell’indifferenza. Quasi senza accorgercene, diventiamo incapaci di provare compassione dinanzi al grido di dolore degli altri, non piangiamo più davanti al dramma degli altri né ci interessa curarci di loro, come se tutto fosse una responsabilità a noi estranea che non ci compete» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 54). Non potremo essere contenti fino a quando queste mani che seminano morte non saranno trasformate in strumenti di giustizia e di pace per il mondo intero. (papa Francesco)

Es hermoso el mensaje de papa Francisco que nos dice: no podremos ser felices hasta que nuestras manos no se abran y lleguen a ser justicia y paz para el mundo entero.

 

15 novembre 2020

Proverbi 31,10-13.19-20.30-31  Apre la mano al misero

(Matteo 25,14-15.19-21)

Apri la mano. Aprila per condividere, per sostenere, per accarezzare. Aprila la tua mano perché nessuno si senta solo. Aprila non per prendere ma per dare. E oggi, giornata mondiale del povero rileggi i brani del messaggio di papa Francesco, messaggi che ti ho presentato in questi primi 15 giorni di novembre.

Es hermoso nuestro Dios que nos quiere participes de su obra, de su creacion. Dios continua a ser creador. Nosotros queremos colaborar para que todo sea mas bello y lo sea para todos.

 

Parola viva – Palabra viva

  1. «In tutte le tue azioni, ricordati della tua fine»(Sir 7,36). È l’espressione con cui il Siracide conclude questa sua riflessione. Il testo si presta a una duplice interpretazione. La prima fa emergere che abbiamo bisogno di tenere sempre presente la fine della nostra esistenza. Ricordarsi il destino comune può essere di aiuto per condurre una vita all’insegna dell’attenzione a chi è più povero e non ha avuto le stesse nostre possibilità. Esiste anche una seconda interpretazione, che evidenzia piuttosto il fine, lo scopo verso cui ognuno tende. È il fine della nostra vita che richiede un progetto da realizzare e un cammino da compiere senza stancarsi. Ebbene, il fine di ogni nostra azione non può essere altro che l’amore. È questo lo scopo verso cui siamo incamminati e nulla ci deve distogliere da esso. Questo amore è condivisione, dedizione e servizio, ma comincia dalla scoperta di essere noi per primi amati e risvegliati all’amore. Questo fine appare nel momento in cui il bambino si incontra con il sorriso della mamma e si sente amato per il fatto stesso di esistere. Anche un sorriso che condividiamo con il povero è sorgente di amore e permette di vivere nella gioia. La mano tesa, allora, possa sempre arricchirsi del sorriso di chi non fa pesare la propria presenza e l’aiuto che offre, ma gioisce solo di vivere lo stile dei discepoli di Cristo. (papa Francesco)

Hoy acabamos de presentar el mensaje de papa Francisco para el dia mundial de los pobres. En este momento no puedo ver tu rostro pero puedo sognarte como persona con las manos abiertas no para recibir sino para donar. Felicidades.

 

16 novembre 2020

Apocalisse, 1,1.5;2,12-5 Ricorda da dove sei caduto e convertiti

(Luca 18,35-43)

“Non ho gioia più grande di questa: sapere che i miei figli camminano nella verità”. Lo dice, rivolgendosi a Gaio, Giovanni all’inizio della sua terza lettera. Vogliamo dirlo noi a quanti ci sono stati affidati. Sogniamo che possa dirlo ogni papà e ogni mamma. Il libro dell’Apocalisse, l’ultimo libro della Bibbia, è un inno al Dio Abbà e all’Agnello, Gesù, che ci amano e ci donano il loro Spirito perché tutta la nostra vita sia un camminare nella verità.

Jesus a aquel hombre ciego le pregunda: “Que quieres que yo haga en tu favor?”. Tambien nosotros vamos contestandole: “Señor que yo pueda ver de nuevo!”. La sanacion como la conversion es don. Vamos pidiendolo este don.

 

Parola viva – Palabra viva

“87. Un essere umano è fatto in modo tale che non si realizza, non si sviluppa e non può trovare la propria pienezza «se non attraverso un dono sincero di sé».[62] E ugualmente non giunge a riconoscere a fondo la propria verità se non nell’incontro con gli altri: «Non comunico effettivamente con me stesso se non nella misura in cui comunico con l’altro».[63] Questo spiega perché nessuno può sperimentare il valore della vita senza volti concreti da amare. Qui sta un segreto dell’autentica esistenza umana, perché «la vita sussiste dove c’è legame, comunione, fratellanza; ed è una vita più forte della morte quando è costruita su relazioni vere e legami di fedeltà. Al contrario, non c’è vita dove si ha la pretesa di appartenere solo a sé stessi e di vivere come isole: in questi atteggiamenti prevale la morte».[64]

Tu te realizas simplemente a traves del don de ti mismo. Y solamente encontrando al otro puedes conocerte a ti mismo. Donde cada quien piensa simplemente en si mismo y se aisla, allì hay muerte.

 

17 novembre 2020

Apocalisse 3,1-6.14-22  Io verrò da lui

(Luca 19,1-10)

Quella di Sardi e quella di Laodicea sono due comunità  le cui scelte di vita lasciano a desiderare, due comunità “tiepide”. Due comunità dove non trionfa il NO ma neppure si vive il SI. Forse due comunità dove si fa l’occhiolino a ciò che ci presernta il mondo nella sua strada fatta di dominio, di accumulo e di prestigio. Due comunità che non vivono per servire, per condividere e per il dono di se stessi senza escludere nessuno.

Jesus entra en la casa de Zaqueo solo despues de que el mismo Zaqueo le abre las puertas. Jesus desea entrar en tu vida pero lo hace solo despues de que tu le abres tu pensamiento, tu corazon, tus manos, s decir, tu capacidad de conocer, de amar y de actuar..

 

Parola viva – Palabra viva

“88. Dall’intimo di ogni cuore, l’amore crea legami e allarga l’esistenza quando fa uscire la persona da sé stessa verso l’altro.[65] Siamo fatti per l’amore e c’è in ognuno di noi «una specie di legge di “estasi”: uscire da se stessi per trovare negli altri un accrescimento di essere».[66] Perciò «in ogni caso l’uomo deve pure decidersi una volta ad uscire d’un balzo da se stesso».[67]

Tambien tu estas hecho para amar. El amor es la ley de tu ser. Brinca afuera de ti mismo y vivràs.

 

 

18 novembre 2020

Atti 28,11-16.30-31 Annunciando con tutta franchezza

(Matteo 14,22-33)

Paolo dopo un viaggio lungo e pieno di imprevisti, un po’ come la vita di ciascuno di noi, giunge a Roma. Prende una casa in affitto e “con tutta franchezza annuncia” Gesù. Al centro del cuore di Paolo non ci sono i problemi, le difficoltà, le situazioni non previste. Al centro c’è Gesù amato, ascoltato, vissuto e annunciato.

Todavia una vez la tempestad! Y todavia una vez mira a aquel Jesus al que tampoco la tempestad le impide de caminar. Lo que nos impide caminar no son las tempestades sino el no fijar la mirada en Jesus.

 

Parola viva – Palabra viva

“89. D’altra parte, non posso ridurre la mia vita alla relazione con un piccolo gruppo e nemmeno alla mia famiglia, perché è impossibile capire me stesso senza un tessuto più ampio di relazioni: non solo quello attuale ma anche quello che mi precede e che è andato configurandomi nel corso della mia vita. La mia relazione con una persona che stimo non può ignorare che quella persona non vive solo per la sua relazione con me, né io vivo soltanto rapportandomi con lei. La nostra relazione, se è sana e autentica, ci apre agli altri che ci fanno crescere e ci arricchiscono.

Ni tu ni el otro se realiza si no se relaciona con el mundo entero. No es suficiente relacionarnos con los que conocemos. Es preciso relacionarnos con el mundo entero: culturas y religiones.

 

19 novembre 2020

Apocalisse 5,1-10 L’Agnello è stato immolato

(Luca 19.41-44)

Nel nuovo messale, il sacerdote  ai fedeli prima della comunione, dirà: “Beati gli invitati alla cena dell’Agnello”. Gesù, l’agnello immolato che si dona, è il solo a poter prendere il libro della storia e della tua storia, il solo che può aprirlo. Che cosa serve un libro che rimane chiuso? La tua vita, la vita del mondo, se rimane chiusa? Se nessuno, né tu stesso, puoi leggerla?

Destrucciòn y muerte no vienen de Dios. Son el fruto de nuestra incapacidad de reconocer y acoger la presencia de Dios y sus designios.  

 

Parola viva – Palabra viva

“89 (segue) Il più nobile senso sociale oggi facilmente rimane annullato dietro intimismi egoistici con l’apparenza di relazioni intense. Invece, l’amore che è autentico, che aiuta a crescere, e le forme più nobili di amicizia abitano cuori che si lasciano completare. Il legame di coppia e di amicizia è orientato ad aprire il cuore attorno a sé, a renderci capaci di uscire da noi stessi fino ad accogliere tutti. I gruppi chiusi e le coppie autoreferenziali, che si costituiscono come un “noi” contrapposto al mondo intero, di solito sono forme idealizzate di egoismo e di mera autoprotezione.

Salir de uno mismo, acoger al otro,  son estas las manifestaciones del verdadero amor.

 

20 novembre 2020

Apocalisse 10,8-11 Prendi il libro e divoralo

(Luca 19,45-48)

Prendiamolo il libro, prendiamolo e mangiamolo e non  meravigliamoci se lo sentiremo dolce appena lo mastichiamo e amaro nella misura in cui lo viviamo. Ogni nascita si realizza nella dolcezza dell’abbraccio e nel dolore del parto. Dolcezza e dolore che tu e oguno di noi,. come discepoli, accettiamo per essere profeti per tutti i popoli. Siamo missione! Siamo profeti!

Quieres ser profeta llevando al mundo la bella noticia del evangelio? Es preciso que tu no te busques a ti mismo, que nunca te aproveches de los demas, que nunca mas busques que los demas digan bien de ti.

 

Parola viva – Palabra viva

“90. Non è un caso che molte piccole popolazioni sopravvissute in zone desertiche abbiano sviluppato una generosa capacità di accoglienza nei confronti dei pellegrini di passaggio, dando così un segno esemplare del sacro dovere dell’ospitalità. Lo hanno vissuto anche le comunità monastiche medievali, come si riscontra nella Regola di San Benedetto. Benché potesse disturbare l’ordine e il silenzio dei monasteri, Benedetto esigeva che i poveri e i pellegrini fossero trattati «con tutto il riguardo e la premura possibili».[68] L’ospitalità è un modo concreto di non privarsi di questa sfida e di questo dono che è l’incontro con l’umanità al di là del proprio gruppo. Quelle persone riconoscevano che tutti i valori che potevano coltivare dovevano essere accompagnati da questa capacità di trascendersi in un’apertura agli altri.

El otro siempre debe ser puesto en el primer lugar. Nosotros no somos las personas que defienden normas e instituciones. Somos los que defienden y ponen en primer lugar a las personas.

 

21 novembre 2020

Apocalisse 11,4-12 Questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra

(Luca 20,27-40)

I due ulivi potrebbero essere Pietro e Paolo come nel profeta Zaccaria erano Giosuè e Zorobabele capi del popolo. Ciò che è importante è non dimenticare mai che trionfa la vita, che il soffio di Dio ridà vita a chi è stato ucciso a causa della propria fede. L’ultima parola è sempre di Dio, del Dio della vita! Siamo eternità. Siamo vita che nessuno può distruggere.

Nuestro Dios es el Dios de los que viven. La muerte no es nunca la ultima palabra. Si Dios nos hizo a su imagen y semejanza, tenemos en nosotros la semilla de la eternidad.

 

Parola viva – Palabra viva

“91. Le persone possono sviluppare alcuni atteggiamenti che presentano come valori morali: fortezza, sobrietà, laboriosità e altre virtù. Ma per orientare adeguatamente gli atti delle varie virtù morali, bisogna considerare anche in quale misura essi realizzino un dinamismo di apertura e di unione verso altre persone. Tale dinamismo è la carità che Dio infonde. Altrimenti, avremo forse solo un’apparenza di virtù, e queste saranno incapaci di costruire la vita in comune. Perciò San Tommaso d’Aquino – citando Sant’Agostino – diceva che la temperanza di una persona avara non è neppure virtuosa.[69] San Bonaventura, con altre parole, spiegava che le altre virtù, senza la carità, a rigore non adempiono i comandamenti «come Dio li intende».[70]

Lo que transforma algo bello en una virtud es la orientacion hacia el otro. Solo el amor lo transforma todo en algo positivo. Un ejemplo? Reflexiona y piensa que diferencia hay entre lo que haces para tener mas y lo que haces para compartir.

 

22 novembre 2020

Ezechiele 34,11-12.15-17 Io cercherò le mie pecore

(Matteo 25,31-40)

È bello il pastore che sa osservare con un’attenzione “attenta e scrupolosa”  in vista del bene di ciascuna pecora. Il nostro Dio non è il Dio di tutti: è il Dio di ciascuno! Il Dio che ti conosce per nome e che vuole il tuo bene! Vuole il tuo bene oggi e nell’eternità. Loda e benedici con gioia.

Nuestra vida se realiza sirviendo, compartiendo y dando su propia vida para que la vida sea vida para todos. Jesus, el Señor del tiempo y de la eternidad, no nos pide lo que cada uno de nosotros hizo con Dios. Nos pide lo que hicimos con los demas, herrmanos y hermanas. Es el Dios que ama a sus criaturas, los hombres, mas que a si mismo.

 

Parola viva – Palabra viva

“92. La statura spirituale di un’esistenza umana è definita dall’amore, che in ultima analisi è «il criterio per la decisione definitiva sul valore o il disvalore di una vita umana».[71] Tuttavia, ci sono credenti che pensano che la loro grandezza consista nell’imporre le proprie ideologie agli altri, o nella difesa violenta della verità, o in grandi dimostrazioni di forza. Tutti noi credenti dobbiamo riconoscere questo: al primo posto c’è l’amore, ciò che mai dev’essere messo a rischio è l’amore, il pericolo più grande è non amare (cfr 1 Cor 13,1-13).

Nuestra grandeza es el amor. El amor siempre en el primer lugar. El peligro mas grande es no amar. La vida de cada uno de nosotros se mide con el amor.

 

23 novembre 2020

Apocalisse 14,1-3.4-5 Recavano scritto sulla fronte il nome di Cristo

(Luca 21,1-4)

Un nome scritto sulla fronte è visibile da tutti. Sulla tua fronte ci deve essere scritto il nome dell’Agnello, Gesù, e il nome del Padre, il Dio della vita. I centroquarantaquattromila sono “vergini” ossia persone che non hanno ceduto all’idolatria, agli idoli. Non si tratta di sposati o no ma di legami con l’idolatria. Chiediamoci: quali sono oggi gli idoli più pericolosi che ci impediscono di seguire l’Agnello.

Es hermoso Jesus! Es esta la ultima vez que lo encontramos en el templo y Jesus fija su mirada sobre aquella viuda! Los pobres son para Jesus la verdadera riqueza, los verdaderos maestros que nos enseñan a vivir.  Y para ti quienes son los pobres? Que te estan enseñando?

 

Parola viva – Palabra viva

“93. Cercando di precisare in che cosa consista l’esperienza di amare, che Dio rende possibile con la sua grazia, San Tommaso d’Aquino la spiegava come un movimento che pone l’attenzione sull’altro «considerandolo come un’unica cosa con sé stesso».[72] L’attenzione affettiva che si presta all’altro provoca un orientamento a ricercare gratuitamente il suo bene. Tutto ciò parte da una stima, da un apprezzamento, che in definitiva è quello che sta dietro la parola “carità”: l’essere amato è per me “caro”, vale a dire che lo considero di grande valore.[73] E «dall’amore per cui a uno è gradita una data persona derivano le gratificazioni verso di essa».[74]

El amor te lleva a ver al otro come tu te ve a ti mismo. Por lo tanto el amor nos lleva a ver al otro como un valor grande. Podriamos decir que el amor te hace ver al otro como “perla de gran valor”.

 

24 novembre 2020

Apocalisse 14,14-19 È giunta l’ora di mietere

(Luca 21,5-11)

Se non c’è mietitura, se non c’è vendemmia, il grano non diventerà pane, l’uva non diventerà vino. Lasciamoci mietere, lasciamoci vendemmiare perché la nostra vita si realizzi.

Tambien Jerusalem serà destruida, se acabarà como todo lo que nuestras manos construyen. Se acaban construcciones y estilos de vida pero hay algo quer no se acaba. Y desde ahora vamos escuchando la invitacion a levantar la cabeza.

 

Parola viva – Palabra viva

  1. L’amore implica dunque qualcosa di più che una serie di azioni benefiche. Le azioni derivano da un’unione che inclina sempre più verso l’altro considerandolo prezioso, degno, gradito e bello, al di là delle apparenze fisiche o morali. L’amore all’altro per quello che è ci spinge a cercare il meglio per la sua vita. Solo coltivando questo modo di relazionarci renderemo possibile l’amicizia sociale che non esclude nessuno e la fraternità aperta a tutti.

Amamos al otro por lo que el otro es, no por lo que sabe o lo que hace. Y amamos al otro sin escluir a nadie. Solo asì nuestro amor serà verdadero: amor para con las personas, amor para con todos.

 

25 novembre 2020

Apocalisse 15,1-4 Cantano il cantico di Mosè

(Luca 21,12-19)

Avvicinandosi la fine dell’anno liturgico siamo chiamati ad allargare i nostri orizzonti e a crescere nella certezza che la nostra vocazione è la vita in pienezza. È bello vedere la moltitudine su un mare di cristallo: tutto sarà trasparente, nulla sarà nascosto. Ma è bello ascoltare la stessa moltitudine che canta il canto della liberazione. La vita viviamola nella trasparenza e nel canto.

Por fin encontramos el mensaje que necesitamos: la certeza que nada puede hacernos daño. La certeza que, a traves de nuestra perseverancia y fidelidad, tendremos la salvacion, la liberacion, asì como la obtuvo el pueblo agobiado que salia de la esclavitud de Egipto.

 

Parola viva – Palabra viva

“95. L’amore, infine, ci fa tendere verso la comunione universale. Nessuno matura né raggiunge la propria pienezza isolandosi. Per sua stessa dinamica, l’amore esige una progressiva apertura, maggiore capacità di accogliere gli altri, in un’avventura mai finita che fa convergere tutte le periferie verso un pieno senso di reciproca appartenenza. Gesù ci ha detto: «Voi siete tutti fratelli» (Mt 23,8).

Nuestra vocacion es abrazar al mundo todo. El mundo es nuestra casa, cada pueblo es nuestra familia, cada persona nuestro hermano y hermana.

 

26 novembre 2020

Apocalisse 18,1-2.21-23; 19,1-3.9 È caduta Babilonia la grande

(Luca 21,20-28)

“Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello”.  Questi invitati sono tutti i popoli, ogni persona. Dio non esclude. Dio include. E tu cosa fai? Muoviamoci e diciamola a tutti questa grande e bella notizia. In quest’anno liturgico,  siamo cresciuti come missione? E non guardiamo a ciò che cade ma al nuovo che nasce!

Tambien la creacion toda tendrà que sufrir y en su acabarse dejarà lugar a lo nuevo. No tenemos derecho a quedarnos a lo que se acaba o que cambia. Es preciso descubrir y valorar lo nuevo que està naciendo. Vamos descubriendo y acogiendo lo nuevo que hoy està naciendo.

 

Parola viva – Palabra viva

“96. Questo bisogno di andare oltre i propri limiti vale anche per le varie regioni e i vari Paesi. Di fatto, «il numero sempre crescente di interconnessioni e di comunicazioni che avviluppano il nostro pianeta rende più palpabile la consapevolezza dell’unità e della condivisione di un comune destino tra le Nazioni della terra. Nei dinamismi della storia, pur nella diversità delle etnie, delle società e delle culture, vediamo seminata così la vocazione a formare una comunità composta da fratelli che si accolgono reciprocamente, prendendosi cura gli uni degli altri».[75]

Desarrollar la capacidad de acoger, de defender y de proteger a los demas. Esta es nuestra mision. El discipulo de Jesus acogue, defiende y protegue. 

 

27 novembre 2020

Apocalisse 20,1-4.11-21,2 Essi regnarono con Cristo per mille anni

(Luca 21,29-33)

Quante cose vede l’autore dell’Apocalisse. Ciò che ci conforta è che alla fine vede: cieli nuovi e terra nuova. L’universo in cui viviamo è in cammino verso la pienezza! La Bibbia non parla di fine del mondo ma di un mondo nuovo. Tutto è stato creato con amore da quel Dio che è eternità e tutto ha in sé semi di eternità. Anche tu hai in te il seme di eternità.

La ultima comparacion que Jesus nos presenta es la comparacion de la higuera y de los demas arboles. Cuando hechan los primeros brotes decimos que el verano ya està cerca. En este año hemos visto muchos brotes que han sido hechados en momentos dificiles como lo del COVID-19. Vamos mirando hacia adelante y vamos viviendo en la esperanza de la vida que nunca se acaba.                                                                                                                                              

 

Parola viva – Palabra viva

“97. Ci sono periferie che si trovano vicino a noi, nel centro di una città, o nella propria famiglia. C’è anche un aspetto dell’apertura universale dell’amore che non è geografico ma esistenziale. È la capacità quotidiana di allargare la mia cerchia, di arrivare a quelli che spontaneamente non sento parte del mio mondo di interessi, benché siano vicino a me. D’altra parte, ogni fratello o sorella sofferente, abbandonato o ignorato dalla mia società è un forestiero esistenziale, anche se è nato nello stesso Paese. Può essere un cittadino con tutte le carte in regola, però lo fanno sentire come uno straniero nella propria terra. Il razzismo è un virus che muta facilmente e invece di sparire si nasconde, ma è sempre in agguato.

El amor debe siempre tener una dimension universal. Nunca puedo escluir a nadie. Nunca. Sea che se trate de personas que viven en otros continentes sea que se trate de personas que viven cerca.

 

28 novembre 2020

Apocalisse 22,1-7 Ecco io verrò presto

(Luca 21,34-36)

Siamo giunti all’ultimo capitolo dell’Apocalisse e all’ultimo giorno dell’anno liturgico. Mille anni di fronte al Signore sono come il giorno di ieri che è passato, Anche noi chiudiamo quest’anno riascoltando l’ultimo versetto dell’Apocalisse: ”Sì, vengo presto!. Amen. Vieni, Signore Gesù. La grazia del Signore Gesù sia con voi tutti”.  

Y asì hemos llegato al final de este año liturgico. Lo hemos logrado y tenemos todavia emergias para empezxr otro nuevo año. Terminamos con las palabras de Lucas que nos invita a dar pasos de autenticidad: “Cuiden de ustedes mismos, no sea que una vida materializada, la borracheras o las preocupaciones de este mundo los vuelvan interiormente torpes…”

 

Parola viva – Palabra viva

“98. Voglio ricordare quegli “esiliati occulti” che vengono trattati come corpi estranei della società.[76] Tante persone con disabilità «sentono di esistere senza appartenere e senza partecipare». Ci sono ancora molte cose «che [impediscono] loro una cittadinanza piena». L’obiettivo è non solo assisterli, ma la loro «partecipazione attiva alla comunità civile ed ecclesiale. È un cammino esigente e anche faticoso, che contribuirà sempre più a formare coscienze capaci di riconoscere ognuno come persona unica e irripetibile». Ugualmente penso alle persone anziane «che, anche a motivo della disabilità, sono sentite a volte come un peso». Tuttavia, tutti possono dare «un singolare apporto al bene comune attraverso la propria originale biografia». Mi permetto di insistere: bisogna «avere il coraggio di dare voce a quanti sono discriminati per la condizione di disabilità, perché purtroppo in alcune Nazioni, ancora oggi, si stenta a riconoscerli come persone di pari dignità».[77]

Papa Francisco en su enciclica “Hermanos todos”, de la cual estamos reflexionando en este mes el capitulo tercero “Soñar y engendrar un mundo nuevo” nos invita a la esperanza. Dios no nos abandona. Nos ama a nosotros mas de lo que ama a si mismo!  Felicidades.