“Ognuno a casa propria”. Così abbiamo vissuto i primi 15 giorni di aprile e così, se avremo vita, vivremo il resto del mese. Credo che nessuno si senta solo. Fra Emanuele, un amico frate, ha scritto:

” In questi giorni, sembra strano, ho visto tantissime risurrezioni.  Ho visto seppellire il lavoro ma ho visto risorgere i legami familiari; ho visto seppellire gli incontri ma risorgere le relazioni; ho visto seppellire l’autonomia e risorgere la solidarietà; ho visto seppellire un mio fratello e risorgere la bellezza della sua vita; ho visto seppellire le cerimonie e risorgere la fede, ho visto seppellire l’egoismo e risorgere l’amore”.

E se tutto questo non lo abbiamo finora cerchiamo di vederlo nella seconda quindicina di aprile.
Prima di tutto non siamo soli. Nessuno di noi. Gesù ci dice che è con noi tutti i giorni. Anche alle persone che sono in casa con noi e a quanti incontriamo in modi diversi dice: Anch’io ci sono!

Noi della comunità comboniana di Troia ci incontriamo ogni giorno con i seguenti orari:

7,30 siamo in cappella per pregare insieme Lodi e celebrare la s. Messa

12,30 pranziamo insieme

15,15 celebriamo i salmi e facciamo una riflessione sulla nostra “Regola di vita” o “Costituzioni”.

19,30 celebriamo i vespri e alle 20,00 cena insieme

Il sottoscritto in particolare dedica la mattinata alla corrispondenza e telefonate

Il pomeriggio alla riflessione e alle 18,00 va in cappella per un’ora di preghiera.

È troppo presto per scrivere sul significato di ciò che stiamo vivendo.

Come missionari, come discepoli di Gesù amati, chiamati e inviati, riteniamo importante che questi giorni li viviamo come dono. Dio non castiga. Togliamocelo dalla mente il castigo. Dio sempre fa nuove tutte le cose e sa far sì che tutto collabori al bene dei suoi figli e figlie amati, della creazione tutta.

E allora? Diamo importanza alla quotidianità e, nello stesso tempo, guardiamo più in là di noi stessi, guardiamo  questo pianeta che ha sete di giustizia, di equità, di condivisione, di tenerezza, di amore.

Non mettetevi a ridere della cattiveria di Ottavio. Una mattina ho detto ai confratelli della comunità: è giunto il tempo di fare l’amore. Ho percepito, anzi ho visto, una reazione e gli occhi di ognuno che mi fissavano!

Diciamo, senza che desti meraviglia: facciamo la pace, facciamo la carità, facciamo amicizia, … o, in senso negativo diciamo; facciamo la guerra, facciamo la divisione, facciamo maldicenza, …

Possibile che si sia abbinata così fortemente la parola amore al sesso o alla genitalità che se usi questa parola vieni subito frainteso?

Si facciamolo l’amore, costruiamolo l’amore, viviamolo l’amore. Quell’amore che ti fa amare l’altro più di te stesso. Quell’amore che ti fa dire con san Daniele Comboni: se avessi mille vite tutte le darei per i poveri e per l’Africa.

Tenerezza nella quotidianità, tenerezza nelle grandi realtà del mondo in cui viviamo, dicendo SI a Dio, si alla Natura, si alle Persone, si a Noi stessi, si al Vangelo.

Se gli altri non vivono io non posso vivere; questa convinzione deve essere la mia vita.

In questi 15 giorni in cui ancora mancano impegni sul territorio viviamo la missione:

  1. vivendo con tenerezza nell’ambiente di famiglia in cui ci troviamo e, per chi lavora, nell’ambiente di lavoro. Non mi chiedo se sono felice ma se lo è l’altro.
  2. impegnandoci a scoprire a livello locale e planetario situazioni di ingiustizia, di disamore e cercando di conoscere meglio almeno una di queste realtà. Posso affrontare il tema dell’immigrazione aiutandomi con il sussidio di Nigrizia: https://www.nigrizia.it/notizia/porti-chiusi-crimine-contro-lumanita oppure documentandomi sulla la triste realtà delle guerre che non danno segnali di aver intenzione di voler cessare; oppure sui temi della povertà e della fame nel mondo particolarmente nel continente africano. (sarà questa la volta buona che ti deciderai di sottoscrivere un abbonamento a Nigrizia o, per i ragazzi a Piemme? Chiedici informazioni al 3482991393 oppure: oraimondo.41@gmail.com)
  3. condividendo. Se vogliamo il nuovo dobbiamo andare controcorrente. In un mondo che cerca l’accumulo dobbiamo vivere la condivisione. Impegnati come persona e, meglio ancora come famiglia, a vivere la decima. Metti da parte in modo continuativo, giorno dopo giorno, una percentuale della somma che usi per le tue necessità, dal mangiare, alle utenze, al vestire, ecc. Tale somma poi l a destinerai a gesti di solidarietà. La percentuale fissala tu. Può essere da un massimo del 10% fino al 2%. 10 euro su 100 che spendi. Oppure: 2 euro su 100. E dato che tu sei in contatto con il mondo missionario, la tua solidarietà potrebbe essere a favore del Sud del mondo. Ancora una volta allego gli estremi di ccp e di banca senza per nulla condizionarti. Scegli tu dove, come e quando. Che questo sia ben chiaro.

Per chi volesse collaborare con i missionari comboniani ecco sia l’IBAN come anche il numero di ccp. Eccoli:

IT52 G030 6909 6061 0000 0105 858 INTESA SANPAOLO filiale di Troia;

ccp 12031712 Missionari Comboniani – Troia  FG

  1. Leggi la Parola se possibile con altre persona. Vedi la proposta che ti presento In appendice.

E adesso non mi rimane che ricevere il tuo abbraccio e di ricambiarti con il mio.    p. Ottavio

APPENDICE 1

Insieme ascoltiamo

Ci riusciamo a leggere tutto questo lungo brano che corrisponde all’ultimo capitolo del vangelo di Matteo?

Chi ce la fa alla fine troverà una proposta che chiamo

1 Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. 

2 Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. 

3 Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. 

4 Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. 

5 L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. 

6 Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. 

7 Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».
8 Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. 

9 Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. 

10 Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».
11 Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. 

12 Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, 

13 dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. 

14 E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». 

15 Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino ad oggi.
16 Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. 

17 Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 

18 Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. 

19Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 

20 insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Il giochetto, ma non solo, in sei momenti.

(Partecipanti: i membri della famiglia o amici e vicini (ora in modo virtuale!) Materiale: ogni partecipante ha un foglio su cui è scritto il capitolo 28 di Matteo e una penna. Foglio e penna possono essere sostituiti dal computer o dal telefonino).

  1. Leggiamo il brano. (Insieme di fatto o in modo virtuale). 3 minuti
  2. Ognuno sottolinea il versetto che ritiene più importante sia per chi ha scritto (Matteo), per noi, per il nostro ambiente e/o il mondo in cui viviamo. 5 minuti
  3. Ognuno legge ad alta voce il versetto che ha sottolineato. 3 minuti
  4. Ci si sofferma sul versetto che è stato più sottolineato condividendo i motivi per cui è stato scelto. Non si discute ma solo si condivide. 10 minuti
  5. Ci si domanda: come possiamo viverlo e condividerlo con altre persone. 5 minuti
  6. Terminiamo con un momento di preghiera spontanea, una preghiera che sia lode per il bello che ci è stato donato, ringraziamento per gli orizzonti che si sono aperti davanti a noi; disponibilità ad accogliere tali orizzonti vivendoli e annunciandoli, intercessione chiedendo la forza per non tirarci indietro. 4 minuti

Totale tempo previsto: 30 minuti

NB – Chi lo desidera può richiederci i due fascicoletti che abbiamo preparato dal 14 marzo al 4 aprile su CHI È GESÙ e CHI È IL DISCEPOLO nel Vangelo di Matteo.

(Realizzare un incontro la settimana partendo dal brano del vangelo della domenica. Creiamo un gruppo in wathsapp…)? Ne parliamo con le nostre parrocchie o con gli ambienti che frequentiamo? Quest’ultima sarebbe la scelta migliore!    oraimondo.41@gmail.com        –     3482991393    –     p. Ottavio

?????????????Cominciamo con la domenica 26 aprile inviando il testo già da lunedì20 aprile?????????????

Nel frattempo lavoriamo sull’ultimo capitolo di Matteo!