LA NOSTRA PRESENZA SUL TERRITORIO

 

 

Una finestra si è aperta qui a Troia: abbiamo accolto un gruppo di 30 persone di Manfredonia. Ragazzi sui 15 anni ed educatori insieme a don Biagio, il parroco, e a don Giovanni il viceparroco. Sono stati con noi dal 20 al 25 agosto. Abbiamo riaperto gli spazi e, miracolo (!), dopo 6 anni ha ripreso a funzionare anche il bruciatore a nafta per l’acqua calda…

Sarà l’inizio di un nuovo cammino? Ce lo auguriamo ma per questo aspettiamo un comboniano meno anzionotto del sottoscritto.

Abbiamo gioito anche per l’incontro nazionale dei laici comboniani svoltosi a Lecce il 23-25 agosto. Settanta laici! Un a forza per la quale diciamo: grazie. Noi di Troia non abbiamo potuto esserci. Ringraziamo i laici che nel lungo viaggio attraverso l’Italia hanno fatto una breve sosta a Troia. Una festa ricordare il passato, vivere il presente e sognare il futuro.

Con questi ed altri motivi di gioia ci apriamo al mese di settembre con la ripresa delle attività che ci trovano pronti.

Alle diocesi e parrocchie diciamo: lanciamoci per vivere il mese missionario straordinario in modo straordinario. Siamo disponibili per incontri, per la diffusione della stampa missionaria, per l’incontro con gli immigrati presenti sul territorio, per attività soprattutto nella catechesi. A proposito della catechesi: perché non impostarla sulla sull’evangelizzazione e la carità?

Non dimentichiamo neppure il Sinodo straordinario sull’Amazzonia che si svolgerà a Roma il prossimo ottobre. Parliamone.

Alle scuole diciamo che abbiamo ancora copie del Mondiario “IN VIAGGIO per ragazzi della primaria e della secondaria di I grado. Chiedetecele. Aiutiamo i ragazzi ad abbracciare il mondo in ogni giorno del nuovo anno scolastico. Inoltre comunichiamo che stiamo preparando un fascicolo per le scuole, anche secondarie di II grado, sul tema scelto dall’ONU per l’anno 2020: “La salute delle piante”. Non dimentichiamo l’affermazione di papa Francesco: “Il grido dei poveri e il grido della natura sono lo stesso grido”.

Alle Associazioni diciamo: impegniamoci insieme per costruire ponti ed abbattere muri. Organizziamo il 9 novembre, in occasione dei 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, una giornata contro i muri: LORO CI METTONO I MURI! NOI CI METTIAMO IL CUORE! Informati sul sito www.perlapace.it

Noi comboniani siamo disponibili a collaborare in ogni iniziativa di mondialità.

A ogni persona diciamo: sei importante e se tu non ti ci impegni rimane un vuoto! Mettici la testa (conosci!). A proposito che cosa ti impedisce di sottoscrivere l’abbonamento a Nigrizia e a Piemme? Scrivici.

A allora? Ecco che cosa ci attende nella prima quindicina di settembre.

2 settembre alle 19,00 incontro con i catechisti delle parrocchie di Troia

3-5 settembre visite a parrocchie e organismi vada del territorio per programmare attività

6-7 settembre partecipiamo all’incontro dell’equipe GIM (Giovani Impegno Missionario) a Padova

8 settembre sarò a Grosseto per i 50 anni di matrimonio di mia sorella Giuliana. (ho tre sorelle sposate e tutte e tra hanno già celebrato i 50 anni di matrimonio! Il sottoscritto ha oltrepassato i 50 di sacerdozio e Teresa, suor Teresa comboniana, l’ultima delle sorelle, è sui 50 di vita religiosa! Siamo vecchietti ma il Signore ci ha donato la perseveranza. A Lui la gloria. I due fratelli più piccoli sono in cammino verso la stessa meta!).

10-13 settembre visite a parrocchie e conclusione della redazione del fascicolo per le scuole sulla salute degli alberi.

14 e 15 settembre a Orsara di Puglia FG per animazione missionaria.

Ci piacerebbe leggere anche le cose belle, gli orizzonti missionari, della tua vita. Auguri

APPENDICI

Ricordare Martin Luther King per ricominciare a sognare

Uno dei discorsi più belli della storia americana: oltre mezzo secolo dopo non si è ancora realizzato del tutto.

In un mondo che sembra aver perso la capacità, innocente e rivoluzionaria, di sognare, sarebbe auspicabile che il ricorrere del cinquantaseiesimo anniversario del famoso “I have a dream” recitato dal pastore protestante e attivista per i diritti civili Martin Luther King induca qualcuno di noi alla riflessione. Immaginare un nuovo futuro, non più stretto dalle maglie della crisi economica e dall’obiettivo del successo ad ogni costo, perché tante diseguaglianze sono ancora lì, intatte se non peggiorate.

“La forza dell’anima”

Il 26 agosto 1963 Martin Luther King arrivò a Washington in occasione della Marcia per il lavoro e la libertà. Davanti a oltre 250mila persone, bianchi e neri uniti, predicò per 17 minuti il suo sogno d’uguaglianza in quello che viene descritto un capolavoro di retorica. Il suo sogno coincideva esattamente con quello americano. Come nella Costituzione degli Stati Uniti c’è scritto che tutti gli uomini sono creati uguali e hanno diritto alla ricerca della felicità, King invitava a lottare per costruire un domani in cui i figli delle persone di colore venisse giudicati per le loro qualità e non per il loro colore delle pelle. E nell’aprire il suo discorso, si richiamava a un presdente che ha scritto pagine indelebili nella storia americana. “Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra oggi ci leviamo…” con queste parole descrive Abramo Lincoln, che il primo gennaio 1863 emanò il Proclama sull’Emancipazione ed esattamente un secolo prima  di King, il 23 agosto sempre del 1863, pronunciò il discorso di Gettysburg. Il pastore di Atlanta ricordava come però i bianchi hanno tradito le loro promesse ai ‘negri’, come li chiama lui: “Cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e della catena della discriminazione”. Con le sue parole King infonde coraggio e speranza ai suoi fratelli, facendo anche passare il messaggio che il momento della svolta è arrivato. “Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare all’America l’urgenza appassionata dell’adesso. Questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza. Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l’urgenza del momento. Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini.”. Con un gran senso di umanità, King lanciava un accorato avvertimento che purtroppo negli anni successivi non verrà affatto ascoltato: “C’è qualcosa che debbo dire alla mia gente. Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima“.

L’incubo

La forza delle parole di  King impresse una vera svolta nella politica americana e nel 1965 venne approvato il Voting rights act, che sanciva la fine della discriminazione razziale in materia diritto di voto. Purtroppo all’azione corrisponde una reazione uguale e contrario, appena tre anni dopo il pastore-attivista venne ucciso a Memphis con un colpo di fucile alla testa. L’America ne ha fatto di passi avanti da quel 28 agosto 1963. Ha avuto per due mandati un presidente di colore, Barack Obama, che ha rappresentato davvero l’ingresso nel XXI secolo per il mondo. Ma più che un sogno, molti afroamericani vivono un incubo quotidiano negli States. Le vittime della polizia sono persone di colore anche se sono il 13% della popolazione degli USA, secondo i dati di Mappingpoliceviolence.org. Nel 2018, un anno che ha visto appena 23 giorni senza morti ammazzati dagli agenti, le forze dell’ordine hanno ucciso 1.164 persone e il 25% di queste erano afroamericani. Di questi, meno uno su tre era sospettato di crimini violenti e armati. Uomini e donne di colore negli Stati Uniti hanno tre volte la probabilità di morire rispetto ai bianchi. Dal punto di vista economico poi, le cose non sono troppo diverse tra il 1863 e il 2019. Scrive Il Sole 24 Ore che nei giorni della fine della schiavitù, gli afroamericani controllavano lo 0,5% dell’intera ricchezza del Paese, 156 ne detengono appena l’1,5%. Una normale famiglia W.a.s.p. (white anglo-saxon protestant) ha un reddito medio stimato di 171mila dollari, dieci volte più di una famiglia di persone di colore, scrive ancora il quotidiano di Confindustria.

Sogno di gruppo

La forza del sogno di King è stata quella di incarnare la speranza di milioni di persone di poter veramente cambiare le cose. Negli ultimi cinquant’anni il mondo ha spinto in fondo l’acceleratore del progresso e si è diffuso un maggiore benessere, ma la spinta propulsiva del sogno collettivo si è persa nei percorsi individuali alla ricerca della ricchezza e del possesso. Ricordare e celebrare il discorso di Martin Luther King e far risuonare il suo slogan “I have a dream” dovrebbe farci sollevare un po’ il piede dal nostro acceleratore e per ricominciare a sognare un mondo migliore tutti insieme. (Lorenzo Cipolla)

 

APPENDICE SECONDA

Ma guardala NIGRIZIA! È bella. Se non sei ancora abbonato fai il favore a te stesso di abbonarti!

Ecco i con tenuti di NIGRIZIA settembre 2019

Vi segnalo prima di tutto gli articoli interessanti per l’animazione missionaria.

Chiesa è missione.

Brasile. Dove soffia lo spirito di Francesco.

Missionario racconta, 20 anni dopo, cambiamenti sociali ed ecclesiali della comunità in cui aveva lavorato.

Testimone del dialogo. Abuna Alberto il “musulmano”.

Il comboniano A. Modonesi, un’esistenza tra Sudan e Egitto, ha testimoniato il vangelo nella condivisione di vita con i musulmani.

Breviario

Burkina Faso. Cristiani sotto attacco. Dopo gli attentati alle comunità cristiane, i vescovi temono un conflitto interreligioso.

Eritrea. Patriarca dissidente scomunicato. L’ex patriarca Abune Antonios, estromesso dalla comunità ortodossa.

Vaticano. Appello contro la fame globale. Per debellare la fame nel mondo in aumento, occorre eliminarne le cause.

Nigeria. Premiato l’imam Abdullah: salvò 262 cristiani da gruppi armati. In nome dell’amicizia tra musulmani e cristiani ha rischiato di persona opponendosi a estremisti islamici.

Guinea-Bissau. Garantire la pace. I vescovi chiedono al nuovo governo un cambio di passo per uscire dalla crisi economica e sociale del paese.

Incontri e volti.

I decreti di sicurezza e il silenzio dei missionari.

Mentre si aggrava la situazione dei diritti umani in Italia, buona parte del mondo missionario è assente dal dibattito pubblico.

Parole del sud.

Resistenza e profezia in Amazzonia.

Contro il saccheggio della foresta, le comunità indigene propongono il modello della convivenza con la natura.

Al-Nuqta

La fede che spinge a camminare

L’ordinazione del nuovo vescovo di Malakal con la straordinaria partecipazione della gente, espressione di vitalità della giovane Chiesa sudsudanese.

 

Dossier: Viaggio nella società civile nordafricana. Rivoluzioni smarrite.

Dal Sahara Occidentale alla Tunisia passando per Marocco e Algeria. Il ruolo dell’associazionismo civile nella lotta per i diritti umani e la democrazia.