Domenica, 1 Settembre 2019 2019  

Lc 14,1.7-14 Chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato

La scelta del primo posto, riguarda prima di tutto il cuore, non le sedie: è questione di stile di vita. Gesù è colui che ha scelto l’ultimo posto: “si è fatto ultimo”. Si è spogliato dei suoi privilegi di “onore e gloria” e ha condiviso con gli ultimi, emarginazione e precarietà. Non basta che tu sia un invitato, devi essere anche uno che invita. Chi si presenta con grandi idee di pace e di giustizia non è credibile se non provvede a colmare i bisogni più elementari di ogni persona. La strada della misericordia è la strada del servire e nel servire la chiesa splende e illumina. Comboni consola la famiglia Grigolini.

“Dio ama e predilige la famiglia Grigolini, perché è una famiglia veramente cristiana, imbevuta dello spirito del Signore, e ferma ed incrollabile nella sua fede e religione. E Dio ama questa cara famiglia, perché lo ha mostrato col chiamare a sé il Signor Lorenzo, sì buon padre, buon marito, buon fratello, buon Cristiano…… L’eterno Padre amò il suo divin Figlio?.. lo amò di un amore infinito, e perciò volle che morisse fra i tormenti sulla Croce. Gesù Cristo amava la sua SS.ma Madre: eppure benché madre di Dio volle che fosse la Regina dei Martiri. Gesù Cristo ama la sua Chiesa immacolata sua Sposa; eppure permette che sia tribolata fino alla fine del mondo, volle che nuotasse nel sangue dei martiri… Ora dico che Dio ama la sua famiglia, perché le mandò una grandissima croce, col toglierle il Sig.r Lorenzo. Avendo così voluto il Signore, ella deve prendere coraggio, e pensare che Dio l’ama. Si conforti, si consoli adunque; e si facciano coraggio tutti della famiglia. E così fa la sua cara figlia Teresa”. (a Stella Grigolinim Scritti, 5074-5075) )

El camino de la misericordia es el camino del servir. Sirviendo, tu resplandeces y eres luz para el mundo entero.

 

Lunedì, 2 Settembre 2019  Luca 4,16-30 Lo Spirito è su di me

Gesù riconosce la presenza dello Spirito nella sua vita, di quello Spirito che fa di lui l’inviato al mondo. Lo Spirito sempre fa di noi dono portandoci a dire SI a Dio e alle persone. Comboni e i suoi missionari vivono tutto questo e nulla li ferma. “Sono occupatissimo a sistemare le cose, ed avviarle ad un prospero avvenire, ad onta delle gravi difficoltà sopravvenute eccezionalmente in quest’anno pella generale carestia di viveri e di acqua, e pel calore eccezionale, che all’ombra in casa oltrepassa i 40 gradi, come nel deserto al sole ebbimo quasi ogni giorno da 55 a 60 gradi. Abbiamo patito assai, e soffriamo assai; ma ne siamo contenti, perché crescendo l’opera nostra appiè del Calvario, porterà certo ubertosi frutti. Ora mi è d’uopo lavorare assai in queste missioni per promuoverne il bene spirituale, e mi è d’uopo scrivere molto ai miei privati benefattori d’Europa per cavare dalla barba di S. Giuseppe aiuti pecuniari affine di coadiuvare l’ottimo mio braccio destro D. Antonio Squaranti Amministratore generale dei beni temporali del Vicariato, che ho qui al mio fianco”. (Al card. Giovanni Simeoni, Scritti,

(al card. Giovanni Simeoni, Scritti, 5084)

Si el Espiritu de Dios guia tu vida tu eres bendicion para todos y en todo lugar.

 

Martedì, 3 Settembre 2019  Luca 4,31-37 Io so chi tu sei: il santo di Dio

Sei convinto che tutto il potere del male è sottomesso a Gesù e che lo stesso Gesù può liberare da ogni male la persona che gli si affida? Sei disposto con la folla e come la folla a osservare, riconoscere e benedire? Siamo testimoni di quel Gesù che è disposto a tutto meno che a rompere con il Padre? Comboni prende atto con gioia di chi s’impegna ad annunciare il Vangelo in Africa.

“Sono occupatissimo a sistemare le cose, ed avviarle ad un prospero avvenire, ad onta delle gravi difficoltà sopravvenute eccezionalmente in quest’anno pella generale carestia di viveri e di acqua, e pel calore eccezionale, che all’ombra in casa oltrepassa i 40 gradi, come nel deserto al sole ebbimo quasi ogni giorno da 55 a 60 gradi. Abbiamo patito assai, e soffriamo assai; ma ne siamo contenti, perché crescendo l’opera nostra appiè del Calvario, porterà certo ubertosi frutti. Ora mi è d’uopo lavorare assai in queste missioni per promuoverne il bene spirituale, e mi è d’uopo scrivere molto ai miei privati benefattori d’Europa per cavare dalla barba di S. Giuseppe aiuti pecuniari affine di coadiuvare l’ottimo mio braccio destro D. Antonio Squaranti Amministratore generale dei beni temporali del Vicariato, che ho qui al mio fianco”. (Al card. Giovanni Simeoni, Scritti,

“La conversione dell’Africa essendo sempre stato il cocentissimo desiderio di tutta la mia vita, egli è con somma consolazione che io veggo ridestarsi lo zelo dei sullodati missionari Algerini per la salute degli africani. Ma così sull’aria, e senza conoscere i caratteri più culminanti d’una probabile riuscita, mediante mezzi non più certi di quelli che io posseggo cedere la mia giurisdizione sui Laghi Nyamza, verso i quali ho diretto da qualche tempo i miei sforzi, mi pare che per ora non sia conveniente, e non si debba assolutamente; ed a ciò io ed i miei missionari non siamo punto disposti, e ciò pel bene di quelle popolazioni, che sono il naturale obiettivo delle missioni future del Fiume Bianco; e ciò tanto più che i Laghi Nyanza non tarderanno ad essere conquistati dal Khedive di Egitto, il quale per Gordon Pascià a sole tre ore di distanza da Victoria Nyamza fabbricò l’anno scorso un forte tenuto in guarnigione dagli Egiziani. Del resto dichiaro colla sincerità del cuore che sono pronto a tutto quello che vorrà da me la S. Sede, e quindi a cedere non solo l’Equatore, ma Khartum e Cordofan e quanto piacerà alla S. Sede unica padrona ed arbitra di tutto”. (al card. Giovanni Simeoni, Scritti, 5096 e 5097) Somos discipulos de Jesus que acepta todo menos romper la relaciòn con el Padre y anunciar al mundo el Reino de Dios.

 

Mercoledì, 4 Settembre 2019  Luca 4,38-44 Andava predicando nelle sinagoghe della Giudea

Nella sua prima giornata di attività, Gesù va nella sinagoga, entra nella famiglia, incontra la società nella piazza, va in un luogo solitario a pregare. Ovunque libera e guarisce. Abbiamo bisogno di scoprire e di incontrare oggi dei cristiani che hanno qualcosa da dire all’ambiente religioso, alla famiglia e alla società. Abbiamo bisogno di cristiani; che seguono la loro strada senza lasciarsi condizionare. Comboni vede nella suora missionaria la vera evangelizzatrice dell’Africa.

“Veniamo a noi. Ho trovato le mie care quattro Suore di Khartum in uno stato di perfetta salute e soprattutto Sr. Severina, che dopo due anni e mezzo non ha mai avuto un mal di testa, anche se lavora giorno e notte.

Le nostre quattro Suore di Khartum sono un miracolo di dedizione e di carità. Sr. Severina è una vera Madre. Sr. Germana è il tipo della vera missionaria; Sr. Eufrasia è un angelo; Sr. Enrichetta è una vera Suora di carità e riesce in tutto. Queste quattro hanno lo spirito vero della sua ammirabile Congregazione. Nella loro semplicità e dedizione e senza rumore, hanno sostenuto tutti i lavori di questa Missione difficile. Esse sono quattro preti che lavorano per otto preti.

A Berber si trovano cinque Suore del mio Istituto di Verona. Sono destinate a una nuova Missione che fonderò tra poco. Ecco il mio segreto, fondato su una lunga esperienza di 21 anni. In una Stazione o Missione, dove ci sono sei o sette Suore, io posso mettere solamente due preti Missionari e due preti con sei Suore in una Missione dell’Africa Centrale faranno più del bene che in una Missione con dodici preti senza Suore. Questa è una verità”.

(a Eufrasia Maraval, Scritti, 5106 e 5117)

Debemos ser cristianos que tienen algo que decir a la sociedad de hoy. Cristianos que no se dejan condicionar.

Giovedì, 5 Settembre 2016  Luca 5,1-11 E insegnava alle folle dalla barca

Quando non è manipolata la folla è simpatica: fa ressa attorno a Gesù e vuole ascoltare. Come puoi non guardare la folla con un sorriso? Tutte le folle. E come puoi non desiderare di avere il coraggio di Pietro e degli altri che nel nome di Gesù gettano le reti e poi lasciano tutta quell’abbondanza per seguirlo? Gesù vale molto di più di due barche piene di pesci. Comboni guarda alle popolazioni dell’Africa e ne scrive con entusiasmo.

“Sono le missioni cattoliche che hanno il vantaggio di fondare, continuare e perpetuare il bene; e le missioni cattoliche di Khartùm, del Kordofan e di Gebel Nuba, sono non piccolo monumento della civiltà europea che ora esiste nell’Africa centrale. E’ d’uopo adunque che la scienza e la religione si bacino in fronte, si aiutino a vicenda e producano insieme quel miglioramento e quella rigenerazione e vera civiltà che deve essere lo scopo di quello slancio sublime a cui mira la scienza… E’ d’uopo seguire con ardore inconcusso e perseverante questo nobile slancio destatosi in Europa per l’Africa centrale, né le grandi imprese che si intraprenderanno a questo sublime scopo si devono mai abbandonare per prove terribili e disastri e difficoltà a cui si andrà incontro. Ad errori, disillusioni e disdette succederà l’acquisto di una pratica esperienza che additerà le vie ed i mezzi più efficaci per raggiungere il nobile fine; e se la costanza dominerà lo spirito dei principali attori, si riuscirà ad un perfetto trionfo”. (a Manfredo Camperio, Scritti, 5144-5146)

Jesus vale mucho mas que dos barcos llenos de pescaditos. Por eso que aquellas personas lo dejan todo para seguir a Jesus. Y tu?

Venerdì, 6 Settembre 2016  Luca 5,33-39 Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro?

4 parole del Maestro: 1. Non si può accogliere il Vangelo con cuore vecchio. 2. Ogni persona orgogliosamente affezionata al passato, difficilmente accetta la gioiosa vitalità del nuovo. 3. Normalmente vecchio e nuovo non si uniscono pacificamente. 4. Il nuovo, offerto da Gesù, non soddisfa il gusto di coloro che hanno bevuto il vino vecchio della Legge. Tutto questo, Daniele Comboni, lo vive in situazioni traghiche.

“La carestia! Questo terribile flagello che già da tempo desola alcune parti del mondo, si fa vivamente sentire, e produce i suoi luttuosissimi effetti anche nell’Africa Centrale. Trovai che la miseria cresceva in ragione che s’andava innanzi. Arrivato a Corosco sul limitare del gran deserto temetti di dover tornar indietro o fermarmi per mancanza di cammelli. Mi si diceva ch’erano morti quasi tutti per fame, e fu solamente per le potenti raccomandazioni di sua Eccellenza Gordon Pascià governatore del Sudan che per buona ventura incontrai in Assuan, e per la mia vecchia amicizia col Sceihk o gran capo del deserto, che potei ottenere 50 cammelli cioè una terza parte di quelli che mi sarebbero occorsi pel passaggio del deserto, pagandoli ad un prezzo eccezionale. E quali cammelli! Tutti macilenti, piagati e stanchi; non si poterono caricare che per metà del peso consueto, e tuttavia molti caddero sfiniti lungo la via e rimasero ad accrescere il numero degli scheletri e delle ossa biancheggianti di cui è tutta seminata la via. Noi abbiamo esaurito tutte le provvigioni che avevamo ed anche speso tutto il danaro per nutrire i numerosi stabilimenti che teniamo in Khartum, Berber, Obeid e Gebel-Nuba. Abbiamo soccorso le non poche famiglie dei nostri cristiani che versano nella massima indigenza: aiutammo in quanto potemmo anche i musulmani posti in estrema necessità, perché la carità in simili casi non distingue fra greco arabo e siro; ma ormai siamo costretti a dover chiudere la porta in faccia a tanti infelici che vengono a chiederci del pane”. (a don Bartolomeo Rolleri, Scritti, 5148-5149 e 5151-5152)

El evangelio podemos acogerlo solo con un corazon nuevo, viviendo una vida abierta capaz de descubrir la belleza del nuevo que nace en medio de grandes contrariedades. Sabato, 7 Settembre 2016  Luca 6,1-5 Non avete letto quello che fece Davide?

Per vivere bisogna alimentarsi. Dio è a favore della vita e anche a favore della scelta umanitaria di saziare la fame. Tutto deve essere a favore della vita, anche il sabato di cui Gesù è il Signore. E tutto ciò che non fa crescere la vita non entra nel progetto di Dio, non può fare parte degli orizzonti del discepolo; dei nostri orizzonti. Anche il cuore di Comboni si commuove e soffre.

“Il perché, se il mio cuore si strinse più volte nel leggere i desolanti quadri che della carestia e della fame ci dipinsero i miei confratelli Vicari Apostolici, i Missionari e Governatori e viaggiatori della Cina della Mongolia e dell’Indie Orientali, immagini ognuno quanto mi senta commuovere nelle viscere al vedere riprodotte queste scene sotto de miei occhi in queste infelici regioni alle mie cure affidate! Le opere di Dio debbono sempre nascere al piè del calvario, le croci e l’afflizioni sono il carattere distintivo delle sante imprese. La santa Sede affidò alla mia debolezza il formidabile incarico di piantare la Croce di Gesù Cristo fra l’innumere tribù dell’Africa Centrale su cui pesa ancora tremendo l’anatema di Canaan. E’ suonata l’ora della redenzione della Nigrizia, ed uno dei contrassegni che quest’ora è scoccata è la presente tribolazione ch’opprime il mio Vicariato, il quale è il più vasto, il più laborioso, il più popolato dell’universo.

Ah! Io sono convinto che sensibili a questo grido di immenso dolore molte anime caritatevoli s’affretteranno a sollevare da sì luttuose miserie questi popoli infelicissimi che sebbene diversi di colore, di costumi e di patria pure sono nostri fratelli”. (a don Bartolomeo Rolleri, Scritti, 5153)

Nunca podemos pensar que sea el sueño de Dios lo que no hace crecer la vida.

 

Domenica, 8 Settembre 2019  

Luca 14,25-33 Colui che non porta la propria croce, non può essere mio discepolo

Il discepolato esige decisione, rinunce, rotture. Se Gesù avesse accettato di pensare a se stesso, ai suoi familiari e al suo lavoro, sarebbe morto di morte naturale. Se si fosse accontentato di osservare leggi civili e religiose, di compiere le prescrizioni del culto del tempio e di ossequiare il potere romano, sarebbe morto di morte naturale. Ma allora che cos’è per noi cristiani del 2019 prendere la croce (non le croci!)? Comboni gode di un momento gioioso,

“A Berber ho provvisoriamente sistemate cinque Suore della Congregazione delle Pie Madri della Nigrizia che ho fondato a Verona nel 1872. Sono destinate alla Missione di Gebel Nuba, dove arriveranno verso dicembre o gennaio prossimi. Arrivato a Khartum sono stato ricevuto solennemente, sia da parte dei cristiani di tutti i riti, sia dai musulmani. E’ stato un vero trionfo della fede di Gesù Cristo e della Chiesa cattolica. Ho inviato del personale per fortificare le Missioni del Cordofan e di Gebel Nuba, ho amministrato solennemente il Battesimo e la Cresima a molti adulti e ho pontificato il giorno di Pasqua. Era la prima volta che l’Africa Centrale vedeva il suo Vescovo, il Vicario Apostolico. Ma la poesia esteriore di un brillante ricevimento, di un buon numero di conversioni fatte e preparate e dello splendore dei pontificali, si è ben presto cambiata nella prosa di una funesta carestia, di una spaventosa fame, che dominano una grande parte del mio Vicariato e di un buon numero di debiti che ho trovato e che sono la conseguenza di questi terribili flagelli.

(a Jean Francois Des Garets, Scritti, 5160 e 5164.51659

Ser discipulo exige desprendimiento, dedicar todas las energias a servicio del Reino de Dios.

Lunedì, 9 Settembre 2019  Luca 6,6-11 È lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?

Sei chiamato come Gesù a non abbandonare la tua decisione di creare condizioni di vita più umane, senza manipolare la religione per favorire gruppi non interessati a cambiare la situazione. È un cammino difficile. Di fatto lo stesso Gesù ha fallito a Nazaret e fallirà anche nella discussione sul sabato. Sono troppo forti gli interessi del potere. Ma l’ultima parola spetta alla vita! Coraggio.

“S’immagini, signor Canonico, lo stato del mio cuore, le spese straordinarie, i debiti che bisogna fare per dare da bere acqua torbida ai Missionari e Suore; e siamo fortunati quando riusciamo a saziarci di acqua torbida. Non creda però che il mio animo si scoraggi per tanta miseria. No, o Nigrizia, o morte! Combatteremo fino all’ultimo sospiro; ecco il mio grido di guerra. Questa universale desolazione della più vasta, popolata e laboriosa missione dell’universo, qual’è l’Africa Centrale, è un segnale certo della vittoria, perché la croce è il suggello della stabilità delle opere di Dio, le quali devono tutte nascere appiè del Calvario; ed essa sarà da Dio benedetta e sarà convertita. Oh! quanto son care le croci quando toccano dove duole, perché sono presaghe della vera felicità. Siamo nel tempo della Passione; spunterà il giorno della risurrezione e della vita”. (al can. Giuseppe Ortalda, Scritti 5181-5182)

La palabra definitiva es la palabra de la vida! Va a vencer la vida! Animo!

Martedì, 10 Settembre 2019  Luca 6,12-19 E passò tutta la notte pregando Dio

La scelta viene fatta dopo una notte di preghiera e sul monte, il luogo dell’incontro con Dio. Questa scelta non ne esclude altre. Tutte hanno in comune un elemento: il discepolo/Apostolo viene scelto. La gratuità che è alla base della scelta deve essere la caratteristica della vita di chi è scelto. La condivisione e l’invio sono la ricchezza della quotidianità. È ciò che si realizza in Comboni in mezzo alle malattie e alla fame. “Da 15 giorni malattie epidemiche, tifo e vaiolo dominano in Khartum e nella Nubia. A centinaia i villaggi sono deserti, e le affamate popolazioni vanno errando in cerca di sussidi, e si muore di fame e di sete come le mosche, e si lasciano i cadaveri insepolti. Mai dacché v’è memoria di uomo ebbe luogo nel Sudan tanta carestia. Le opere di Dio deono nascere e crescere appiè del Calvario. La presente tribolazione è una prova di più che l’Opera della Redenzione della Nigrizia è opera di Dio. Il Sacro Cuor di Gesù, Nostra Signora del Sacro Cuore, a cui è consacrata l’Africa Centrale, proteggeranno l’Opera loro. Ho esaurito tutte le mie risorse per sostenere tutte le missioni, e ho trovato oltre a quaranta mille franchi di debito. Per molto tempo le spese sono triplicate, benché e musulmani e Pascià aiutano la missione. Stia certa l’E. V., che S. Giuseppe economo dell’Africa Centrale entro un anno riparerà a tutto, e sosterrà la missione”. (al card Giovanni Simeoni, Scritti, 5184-5185) Tambien para el discipulo, para cada uno de nosotros, la oracion debe acompañar los momentos mas importantes de nuestras propias vidas.

Mercoledì, 11 Settembre 2019  Luca 6,20-26 Beati voi

Nel discorso della pianura (per Matteo della montagna), Gesù si rivolge a persone di elevato livello socio-culturale ed economico come Teofilo al quale Luca dedica il suo Vangelo. Chi soffre deve essere sicuro che Dio sta dalla sua parte. Chi si identifica con i destinatari dei “guai a voi”, deve scoprire che non può sprecare un’opportunità come l’ha sprecata l’uomo ricco, ma deve approfittarne come Zaccheo. A questo modo la salvezza è offerta a tutti. Con Comboni valorizziamo goni situazione.

“Grazie a Dio si lavora assai a Gebel Nuba e a Cordofan, spero assai bene. Anche qui vi sono molti già preparati da molto tempo per entrare nel seno della Chiesa: ma io credo prudente di andare adagio, per provvedere all’avvenire stabile dei catecumeni, perché abbiano a conservare la fede in mezzo al consorzio musulmano. In soli quindici giorni il Signore, in mezzo a tante croci, ci ha dato delle vere consolazioni. Lasciando da una parte i fanciulli morienti mandati col battesimo in paradiso nella imperversante epidemia del tifo (fanciulli infedeli), due musulmani da me battezzati ed impiegati, che si preparavano da alcuni anni, un ricco negoziante greco, che credendo di morire, mi mandò a chiamare, e dopo due visite, fece la sua abiura nelle mie mani, etc. etc. le dico in due parole, come nella scorsa settimana entro lo spazio di sei giorni, il cielo ha acquistato tre anime perdute, che rubarono la eterna gloria del paradiso”. (al card. Giovanni Simeoni, Scritti, 5198)

Quien sufre debe descubrir que Dios se encuentra a su lado; los ricos deben darse cuenta que no pueden desaprovechar una oportunidad como la desaprovechò el hombre rico.

 

Giovedì, 12 settembre

Luca, 6, 27-38 Amate i vostri nemici

Amate… amate i vostri nemici… Amare è il messaggio che Gesù ci lascia dopo aver proclamato le beatitudini. Non amare è morire. Amare è vivere. Dio è amore. Noi, fatti a sua immagine, ci realizziamo amando. dopo aver proclamato le beatitudini. Amore è la vita di Comboni e di ogni battezzato che si realizza vivendo la missione che sempre si apre verso nuovi confini..

“E il capitano Gessi mi spiegò il pensiero di Gordon Pascià, cioè, egli pensa per trasportare la spedizione cattolica sul vapore da Khartum a Lado (circa 800 miglia): colà mette a mia disposizione i portatori neri del Governo per trasportare a piedi sulle spalle i nostri bagagli per 120 miglia sino a Dufile sul fiume, che esce dal Nyanza Vittoria e viene fino a Regiaf e forma il Fiume Bianco, e nello stesso tempo fornisce i tori e le vacche pel viaggio del personale. A Dufile mette a nostra disposizione il vapore che ci trasporterà lungo il fiume fino a Magungo città posta sul Nyanza Albert. Là mette a nostra disposizione le piroghe o trasporti per quel fiume che forma il Nyanza Albert, e che esce dal Victoria Nyanza (240 miglia). In una parola il Governo e Gordon Pascià paga nove decimi di tutte le spese occorrenti per fare la mia spedizione cattolica ai Laghi Nyanza; ond’io con una gentil lettera inglese ringraziai Sua Eccellenza, ed accettai la generosa offerta che mi ha fatto, e senz’altro prenderò le mie misure per questo alto scopo”. (al card. Giovanni Simeoni, Scritti 5208)

No hay enemigos cuando tenemos la capacidad de soñar nuevos horizontes. Sueña tambien tu y juntos tendremos la capacidad de vencer lo que nos aleja los uno de los otros.

 

Venerdì, 13 settembre Luca 6,39-42 Può forse un cieco guidare un altro cieco? Ci sono molte travi, anche nella mia vita. Travi che sostengono troppi tetti, che mi impediscono di essere riscaldato e illuminato dal sole. Travi che mantengono in piedi costruzioni, opera di mano d’uomo, di cui non rimarrà pietra su pietra. Travi che rinchiudono in ambiti stretti quel Vangelo che non ha confini. La situazione ambientale del Sudan si fa sempre più difficile e Comboni non si scoraggia ma mette nelle mani di papa Leone XIII la missione africana.

“Già prima d’ora io avrei dovuto presentare al trono di Vostra Santità l’offerta pienissima del mio ossequio, della mia servitù, e della mia devozione senza misura; perché al mio arrivo in Khartum verso la metà del passato aprile, ebbi la consolante notizia della fausta e prodigiosa vostra esaltazione alla Cattedra di S. Pietro. Ma gli stenti indicibili di un fortunoso viaggio di ben 77 giorni da Cairo fin qui, la faticosissima traversata del gran deserto sotto quasi 60 gradi di calore, e le riassunte gravissime cure dell’arduo e laborioso mio Vicariato, che trovai oppresso dal flagello d’una spaventosa carestia, mi hanno condotto, senza quasi accorgermi, a procrastinare fino ad oggi questa mia rispettosa e cordialissima filiale oblazione; sì che mi contentai pel momento di farle giungere i miei omaggi e le mie congratulazioni per mezzo del venerato Cardinale Prefetto di Propaganda, e del benemerito Sig. Cardinale Segretario di Stato”. (a Leone XIII, Scritti, 5213)

Hay demasiadas vigas que nos impiden ver al otro, ver a Dios con sus sueños y a la creacion entera.

 

Sabato, 14 Settembre 2019  Giovanni 3,13-17 Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito

Il Vangelo di Gesù capovolge la logica umana e, perciò, solo una vera conversione ci consente di accoglierlo e di comprenderlo. Così, Gesù si ritira quando “stavano per venire a prenderlo per farlo re” (6,15), ma offre se stesso quando lo vogliono crocifiggere. È assurdo! Ma, per rispondere alla pazzia di questo mondo che distrugge la giustizia di Dio con la menzogna e la violenza, Gesù offre la verità dell’amore solidale con le vittime, fino alla croce, e ricompone l’armonia fra gli esseri umani. A Comboni interessa che in Africa vadano europei integri.

“Finalmente un’ultima massima è importante nella grande impresa di Sua Maestà: è quella di scegliere degli esploratori la cui moralità sia ben conosciuta (e su ciò sono convinto che in Belgio e in Polonia si possano fare delle belle e magnifiche scelte) poiché altrimenti, invece di portare nell’Africa Centrale la civilizzazione, si porterà la demoralizzazione, lo scandalo e l’odio contro l’europeo, come è successo sovente. Gli africani hanno abbastanza tatto e buon senso per distinguere perfettamente tra i viaggiatori europei e i Missionari e Suore cattolici e sanno ben apprezzare i buoni costumi in modo che quando essi vedono un viaggiatore europeo la prima volta, nascondono le donne nelle loro capanne o nel deserto. Al contrario, quando vedono i Missionari o le Suore si avvicinano a loro, li incontrano ben allegri, presentano i loro bambini e le loro donne che ci domandano delle medicine, delle monete e ci portano da mangiare etc.”. (a Leopoldo II re del Belgio, Scritti, 5238-5239)

Jesus construye armonia entre los seres humanos con la cruz que es amor solidario con los mas debiles.

 

Domenica, 15 Settembre 2019  

Luca 15,1-32 Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo

Il nostro Dio è il Dio della gioia, Il Dio che gioisce perché ha fatto bene tutte le cose.

Il Dio che, come mi diceva un giovane: ci cerca senza mai abbagliarci. L’autenticità di una comunità si misura dal fatto che pubblicani e peccatori si avvicinano per ascoltare parole di misericordia. Con Comboni continuiamo il nostro impegno di fedeltà alla missione.

“Una dolorosa carestia e una estrema mancanza di viveri, aggiunte a dannose malattie, desolano da un anno il mio immenso Vicariato e al seguito di questi flagelli tutte le mie risorse sono esaurite e io mi trovo accasciato da gravissime preoccupazioni. Ecco dunque il desiderio ardente che vengo a esprimerle: che lei faccia, nel “Messaggero” una raccomandazione speciale agli amici del Sacro Cuore che lei spinga a pregare ardentemente per il mio caro Vicariato, per me e per i miei Missionari, così come per le mie Suore dei due Istituti di S. Giuseppe dell’Apparizione e delle Pie Madri della Nigrizia, che prestano il loro servizio nell’Africa Centrale. Queste preghiere devono avere per oggetto la conversione dei miei cari infedeli e di ottenere anche le risorse necessarie per tutte le opere del Vicariato. Queste suppliche non devono avere per scopo l’allontanamento delle croci, delle sofferenze, delle pene e delle privazioni straordinarie alle quali siamo sottoposti noi e i nostri Missionari, poiché la croce e le più grandi tribolazioni sono necessarie per la conversione, per la stabilità e i progressi delle opere di Dio, che devono sempre nascere, crescere e prosperare ai piedi del Calvario. Oh, come è bello soffrire molto per Gesù e per le anime più abbandonate della terra che ci sono affidate dal Vicario di Cristo! Il Cuore divino e adorabile di Gesù ci aiuta grandemente a ci fortifica nella croce”. (a p. Henry Ramiere, Scritti, 5257-5258)

Una comunidad es verdadera comunidad de discipulos de Jesus si en aquella comunidad los que tienen problemas y cualquiera tipo di dificultad encuentran espacio para acercarse al Señor.