1 – 15 ottobre 2018

LA NOSTRA PRESENZA SUL TERRITORIO

 

Ottobre mese della missione!

Lo iniziamo celebrando santa Teresina la patrona delle missioni. Il giorno 10 celebreremo san Daniiele Comboni. Il 14 parteciperemo con grande gioia alla canonizzazione di mons. Oscar Arnulfo Romero e di papa Paolo VI. Il 21 celebreremo la Giornata Missionaria Mondiale.

E tutto il mese sarà segnato dal Sinodo per i giovani e dal messaggio di papa Francesco ai giovani, messaggio che abbiamo riportato nella prima quindicina di agosto.

Il tema del Sinodo è: I Giovani, la Fede, il Discernimento Vocazionale . Papa Francesco ci dice: “L’occasione del Sinodo che celebreremo a Roma nel prossimo mese di ottobre, mese missionario, ci offre l’opportunità di comprendere meglio, alla luce della fede, ciò che il Signore Gesù vuole dire a voi giovani e, attraverso di voi, alle comunità cristiane. La vita è una missione! Vivere con gioia la propria responsabilità per il mondo è una grande sfida. Conosco bene le luci e le ombre dell’essere giovani, e se penso alla mia giovinezza e alla mia famiglia, ricordo l’intensità della speranza per un futuro migliore”.

Non vi suggerisco cose particolari per il mese di ottobre. Sapete bene come metterci la testa, il cuore e le mani. Come impegnarci a conoscere, ad amare e a sostenere l’impegno missionario della chiesa.

Mi piace comunque suggerire a ognuno di voi di contattare un missionario, una missionaria, per salutarlo/a e fare sentire la nostra presenza, il nostro amore.

Mi permetto di riportare alcuni brani di una lettera di p. Laudani Francesco un missionario comboniano di 76 anni che il 5 ottobre ritorna in Congo tra i pigmei.

“La situazione sociale di oggi in Italia, come la viviamo adesso, – scrive p. Francesco – mi ha ferito il cuore: si rischia di perdere i valori di umanità e di fratellanza universale che ci viene dal messaggio evangelico. Noi stessi abbiamo dimenticato la nostra storia, non abbiamo più MEMORIA di quanto i nostri antenati hanno vissuto – in bene o in male – e viviamo in una “paura” ingiustificata dello “straniero”, a volte visto come nemico o delinquente.                                                                                                 Come sono stato contento l’altro giorno, parlando a una trentina di ragazzi della 3.a Media, della Scuola Media Pirandello di Agrigento: tanta attenzione, una pagina di un gran quaderno piena di appunti che alcuni prendevano e poi, vedere la loro “serenità” nello stare insieme, alunni di tante razze, colore della pelle, religione diverse, ma con reciproca stima nella convivenza! Tanto bello!”.

Grazie p. Francesco e grazie a tutti.

Un grazie particolare ai parenti dei Comboniani nati a Troia e dintorni. La giornata del 30 settembre è stata stupenda; abbiamo condiviso e ci siamo impegnati. Grazie.              .

Ed ora lanciamoci insieme e viviamo questa prima metà del mese

 

1° ottobre – Con le religiose ci impegniamo ad essere missione come lo è stata santa Teresina. Cerchiamo di incontrare una religiosa e augurarle un cuore missionario.

1° ottobre in mattinata a Foggia in Cattedrale verificheremo la possibilità di celebrare il 27 ottobre la giornata del dialogo cristiano islamico.

1° ottobre alle 17,30 incontro con i catechisti della nostra parrocchia

2 – 3 ottobre nella nostra comunità di Troia programmiamo l’anno di impegni missionari sul territorio

3 ottobre alle 9,00 incontro di un gruppo di amici della missione in casa di Tommaso e Maria Lombardi

3 ottobre nella nostra chiesa della Mediatrice alle 19,00 celebriamo la Messa e poi ci riuniamo per programmare gli impegni di animazione missionaria nel mese di ottobre e durante tutto l’anno.

4 ottobre ci incontriamo gli Istituti missionari presenti in  Puglia. L’incontro si realizzerà a Taranto dai missionari saveriani delle 10,00 alle 17,00.

5 ottobre alle 20,00 facciamo un incontro con i giovani della parrocchia della Mediatrice: vogliamo essere una comunità giovanile missionaria.

6 ottobre alle 19,00 incontriamo i catechisti delle 4 parrocchie di Troia: vogliamo una catechesi che ci trasformi in evangelizzatori.

6-8 ottobre a Forlì convegno su ANNALENA TONELLI “Giardiniera di uomini. Una donna che ha fatto fiorire il deserto”. 3295403871  info.annalenatonelli@gmail.com che bello se gli amici della Romagna potessero partecipare!

7 ottobre marcia Perugia-Assisi. Partiamo a mezzanotte del 6 ottobre per ritornare alla stessa ora il giorno dopo. Alle 7,30 della mattina prima dell’inizio della marcia parteciperemo in san Domenico alla Messa presieduta da p. Alex Zanotelli. Poi marceremo sotto lo striscione del GIM. La marcia ci porta a riflettere che la pace è frutto della giustizia e la giustizia non è solo dare a ciascuno ciò che merita ma dare a ciascuno ciò di cui ciascuno ha bisogno.

7 ottobre qui a Lucera/Troia inizia la settimana biblica

8 ottobre a Lucera dalle 9,30 alle 12 rifletteremo su “Introduzione all’opera lucana con i Padri della Chiesa. Dalle 18, alle 19,30 con in laici sul tema: Luca, Vangelo e Atti degli apostoli.

9 – 10 ottobre Con il clero ci incontreremo a Lucera dalle 9,30 alle 12,00 per riflettere su “L’opera lucana: il Vangelo e gli Atti degli Apostoli”. Mel pomeriggio con i laici dalle 18,00 alle 19,30 su: “Il Vangelo di Luca e gli Atti degli Apostoli”.

9 ottobre Incontro inter parrocchiale qui a Troia nella nostra parrocchia, sull’impegno di catechesi ed evangelizzazione. Costituiamo piccoli gruppi di ascolto?

10 ottobre viviamo la festa di san Daniele Comboni.

11-13 ottobre continuala la settimana biblica con temi per categorie di persone come insegnanti, personale sanitario, …

12 ottobre A San Giovanni Rotondo nella parrocchia di san Leonardo abate e con le altre parrocchie della città realizziamo tre giorni di animazione missionaria. Il giorno 12 ci riuniamo alle 20,00 per la veglia missionaria inter parrocchiale.

13 ottobre Ci incontriamo nel pomeriggio con i ragazzi del catechismo e le loro famiglie e iniziamo la giornata missionaria mondiale con la Messa delle ore 19,00 a san Leonardo Abate.

14 ottobre Animiamo le Messe delle 8,00, delle 10,30 e delle 19,00 e alle 20,00 proiettiamo il film su Oscar Romero. Un programma più particolareggiato è in lavorazione.

15 ottobre incontri personali con persone di Troia

 

APPENDICE

MARCIA DELLA PACE PERUGIA ASSISI

 

Fermare le guerre?                Soccorrere le vittime?           Bloccare la corsa al riarmo?

Accogliere gli immigrati?       Combattere la povertà?         Sensibilizzare la cittadinanza?

Educare alla pace?                Difendere i diritti umani?        Lottare contro i cambiamenti climatici? Contrastare le mafie?            Cambiare l’informazione?      Costruire una nuova economia?

 

Cosa dobbiamo fare, oggi, per costruire e difendere la pace? Quali sono gli impegni e le responsabilità degli operatori di pace?

Scriviamo assieme l’Agenda della pace.

Cominciamo facendo l’elenco delle cose che stiamo facendo, di quelle che ci preoccupano, di quelle che ci sembrano più urgenti.

Riporto con soddisfazioni una documentazione frutto di un impegno serio di Alessandra Pepe una ragazza di un gruppo giovani di Bari.

Secondo l’ultimo Rapporto Oxfam l’82% dell’incremento di ricchezza globale registrato nel 2017 è finito a favore dell’1% più ricco della popolazione, mentre la metà più povera del mondo (3,7 miliardi di persone) ha avuto lo 0%. Non si può parlare di pace con tale iniquità e diseguaglianza: solo quando tutta l’umanità potrà godere delle stesse risorse e opportunità, si potrà costruire un mondo giusto.

 

“La pace è figlia della giustizia”

Non si può pensare di costruire e difendere la pace in un lasso di tempo breve con soluzioni lampo e di emergenza, ma l’applicazione di strumenti nonviolenti e di buone pratiche di pace prevede un percorso graduale di cambiamento, che porti alla presa di consapevolezza che ciascuno nel suo piccolo, può fare la propria parte, nel quotidiano e a chilometro zero.

Un primo grande e importante strumento è il cosiddetto “voto nel portafoglio” (cfr. Il Voto nel Portafoglio – Cambiare consumo e risparmio per cambiare l’economia, di Leonardo Becchetti, ed. Il Margine, 2008): quando facciamo la spesa e quando decidiamo dove collocare i nostri risparmi possiamo promuovere una cultura di pace!

Esistono in commercio delle guide al consumo critico e responsabile (cfr. Guida al consumo critico – nuova edizione, editori Emi e Ponte alle grazie, 2011, a cura del Centro Nuovo Modello di Sviluppo; Miniguida al consumo critico e al boicottaggio,  editrice Monti, 2016, a cura del Movimento Gocce di Giustizia) che provano a raccontare in modo trasparente come le aziende utilizzano o sfruttano le risorse naturali ed umane di un territorio, oltre a portali online come NextEconomia dove vengono elencate le aziende più sostenibili, Behind the brands di Oxfam dove vengono assegnati punteggi per ogni “materia” di responsabilità sociale creando la pagella finale del marchio e infine le diverse Guide al consumo critico realizzate da Greenpeace.

Essere consum-attori, protagonisti di un consumo consapevole e responsabile, significa promuovere una cultura di giustizia e di pace, boicottando le aziende e multinazionali che non pagano un prezzo giusto ai coltivatori delle materie prime (soprattutto quelle di largo consumo non prodotte in Italia o in Europa, come il caffè, il tè, il cacao), che inquinano i territori spesso interessati da un’instabilità politica e civile, che depredano le risorse attraverso land grabbing e water grabbing, che sovvenzionano gruppi di criminalità organizzata e mafiosa, come il caporalato. Favorendo infatti ditte che garantiscono un’equa retribuzione ai lavoratori e un uso sostenibile delle risorse, si abbatte la logica dell’assistenzialismo che genera dipendenza dagli aiuti esterni, e si genera un’economia virtuosa che dà dignità a tutti attraverso il lavoro e attraverso l’uso sostenibile del territorio. Si pensi all’acqua e allo spazio (spesso deforestato) necessari per ottenere un certo alimento, dalla coltivazione, a ogni trattamento chimico subìto, all’energia per assemblare gli ingredienti nelle industrie e per il confezionamento, al carburante per trasportare il prodotto finito nei punti vendita, alla frammentazione degli habitat naturali che mettono a rischio la sopravvivenza di specie animali e vegetali: acquistare biologico e a chilometro zero sfavorisce le grandi industrie che detengono il monopolio delle sementi e dei prodotti chimici, che mettono a repentaglio sia la sicurezza alimentare mondiale, sia la qualità dell’ambiente.

Il voto nel portafoglio riguarda tutti i beni, non solo quelli alimentari: si pensi agli indumenti e alle calzature, alle tecnologie elettroniche ed informatiche, alla cosmesi e ai prodotti per l’igiene personale e domestica, ai trasporti, all’edilizia, all’energia e al riscaldamento…a tutti gli oggetti e le risorse utilizzati durante il tempo libero.

Sostenere una filiera di approvvigionamento delle materie prime, vegetali, animali e minerali, quanto più etica e trasparente è possibile. Numerosi prodotti attualmente utilizzano imballaggi biodegradabili e compostabili, ricavano le materie prime senza calpestare i diritti umani delle persone e senza inquinare l’ambiente, pagando un prezzo giusto a chi lavora in quel territorio senza generare le migrazioni forzate, per cause economiche ed ambientali.

Sta accadendo anche per l’edilizia, i beni tecnologici come i fair smartphone e l’energia elettrica.

Si vota con il portafoglio anche in banca: sono ben note, grazia al lavoro della Campagna Banche Armate, in sinergia con numerosi gruppi ed associazioni, le banche che utilizzano il denaro per investirli nella produzione di armi. Sono altrettanto ben note le banche che si sforzano di mantenere un rapporto trasparente con i propri clienti, investendo il denaro in progetti di cooperazione internazionale o che promuovono lo sviluppo locale, con lo scopo di migliorare la qualità della vita di un territorio.

Scegliere in che banca porre i propri risparmi significa sostenere o no la produzione e il commercio di armi: secondo il Rapporto dell’Istituto di ricerca internazionale di pace di Stoccolma – SIPRI pubblicato a maggio 2018 gli investimenti nell’industria militare a livello mondiale sono sempre più ingenti. Nel 2017 la spesa militare mondiale è stata di 1.739 miliardi di dollari e in particolare si è registrato un aumento di 81 miliardi di dollari in nuovi investimenti a favore della produzione di armi nucleari nel 2017. In Europa, i principali Paesi per spesa militare sono Francia (57,8 miliardi di dollari, -1,9% rispetto al 2016), Gran Bretagna (47,2 miliardi, +0,5%), Germania (44,3 miliardi, +3,5%) e Italia (29,2 miliardi, +2,1%).

L’Italia, attualmente impegnata in 32 missioni militari, si rende anche complice di alcuni conflitti, come quello in Yemen: continua, infatti, ad esportare armi verso i membri della coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita.

Trasferire in una banca non armata il proprio conto corrente, giustificando il cambiamento alla propria banca attraverso una lettera scritta, è un atto fondamentale per coloro che vogliono davvero promuovere e costruire la pace.

Un secondo strumento è l’informazione critica: scegliere di informarsi avendo cura delle fonti delle notizie, dando poco adito alle fake news e al sensazionalismo, scegliendo mezzi e strumenti di comunicazione indipendenti da interessi economici e politici, promuove una cultura di giustizia e quindi di pace. Si può costruire la pace preferendo la lettura di una rivista che si autofinanzia o che riceve finanziamenti da un gruppo ristretto e fortemente selezionato di inserzionisti, che propina un’informazione indipendente e critica, che denuncia all’occorrenza i sistemi che si rendono complici di ingiustizie e diseguaglianze.

Questo tipo di informazione facilmente crea i presupposti per far conoscere e dare l’opportunità di mettere in rete tutte le realtà che già operano e si mettono in moto per promuovere una cultura di pace.

In aggiunta, il cambiamento dello stile di vita deve essere accompagnato dalla valorizzazione della persona e delle relazioni umane. Il razzismo e la xenofobia, la tratta e il traffico degli esseri umani, il turismo sessuale, le schiavitù d’oggi, possono essere arginati grazie alla promozione di una cultura del diverso, dove le parole chiavi siano apertura, accoglienza, integrazione e relazione.

Oltre al monouso degli oggetti, anche le relazioni umane stanno via via diventando usa e getta: facilmente si cancella una persona dalla propria vita perché non si ha un tornaconto. Il recupero e “riciclo” di una relazione vissuta con gratuità reciproca costruisce la pace anche dentro di seè, a partire dal quotidiano, in ogni rapporto.

Il cambiamento è possibile, si marcia per questo.

Vicenza, 27 agosto 2018

 

Alessandra Pepe del gruppo CAMMINO GIOVANI di Bari – attualmente a Vicenza per il Servizio Civile