16-31 luglio 2018

LA NOSTRA PRESENZA SUL TERRITORIO

Il 2 luglio sono giunto a Troia una cittadina di meno di 8.000 abitanti , precisamente 7152. Mi ci sono trovato bene fin dal primo momento incontrando i ragazzi dell’Estate Ragazzi della parrocchia di san Secondino e camminando lungo il corso principale salutando persone che né loro conoscevano me né io conoscevo loro.

Mi ha vinto subito la tentazione di uscire dai confini di Troia. Il 4 luglio sono andato a Foggia al Palazzo della Provincia per partecipare a una conferenza stampa sui temi della terra. Il 6 luglio, sono andato a Lucera e conto di fare presto altre puntatine nei dintorni.

Cosa condividere della prima settimana? L’amicizia.

Un’amicizia con due famiglie che amano le missioni e i comboniani: Carlo Cela e Francesca; Tommaso e Maria Lombardi. Due famiglie che vivono a Foggia e che sognano un gruppo di Laici Missionari Comboniani.

Ma anche un’amicizia con alcuni giovani con i quali spero di iniziare a ottobre un gruppo di Giovani per la missione. Un GIM? Un Cammino Giovani? Non si sa ma siamo aperti al nuovo. Ecco i loro nomi: Francesco, Peppe, Giada, Mario, Ndgor, …

E poi, non posso tacere l’incontro con i primi sacerdoti della zona: don Donato, Don Paolo, … senza parlare degli incontri telefonici con il vescovo Giuseppe di Lucera e con la segreteria dei vescovi di Foggia e di Cerignola.

Ma neppure ci sono motivi per tacere i contatti con alcune associazioni e , soprattutto, con i mezzi di comunicazione. La missione è troppo importante e urgente per rimandare a domani.

L’incontro con i confratelli comboniani è stato un incontro sereno: condividiamo con la passione della missione anche l’età. Siamo tutti vecchietti. Non sarà questo un forte richiamo a ripensare la missione a partire da un nuovo coinvolgimento dei laici, ossia, dei battezzati? Dobbiamo pensarci bene.

Gli ultimi giorni della prima quindicina di luglio li ho passati a Bari dove i medici hanno rimosso la cateratta  dall’occhio sinistro. Questo è avvenuto il giorno 11 ma già la mattina del 12, con l’occhio bendato ero a Cerignola dove con alcuni giornalisti tedeschi abbiamo visitato prima il centro “La pietra di scarto” di lavorazione della terra portato avanti da Libera, l’associazione di don Luigi Ciotti e poi abbiamo visitato il ghetto della zona di Tre Capitoli.

La sera dello stesso giorno, a Bari, abbiamo fatto festa con una ventina di membri della Lettura Popolare della Bibbia.

Tornato a Troia ho visitato il campo “Estate ragazzi” organizzato da tre parrocchie del centro città. Con i ragazzi abbiamo riflettuto su alcuni temi brani del libro “Il piccolo Principe”. E abbiamo presentato ai ragazzi il MONDIARIO 2018/19.

E adesso, con un occhio rinnovato, almeno uno!, guardiamo avanti, alla seconda metà del mese di luglio.

In questa fase non sono ancora in grado di presentare un programma particolareggiato.

So solo che i giorni 18 e 19 di luglio parteciperò alle feste patronali qui a Troia dove le luminarie sono installate già da giorni.

Dal 17 al 19 luglio saranno presenti nella nostra comunità di Troia p. Giovanni Munari e il Consiglio provinciale dei comboniani presenti in Italia.

Il 18 alle 9,30 sarò a Foggia in via Silvio Pellico 158 per incontrare il gruppo missionario in  casa di Maria Lombardi. Siete invitati!

Il 20 sarò a Bari per la visita di controllo.

Il 24 luglio ricordiamo l’anniversario 23 dalla uccisione di p. Ezechiele Ramin a Cacoal in Brasile. Aveva 32 anni.

Dal 24 al 29 luglio andremo a Verona – San Massimo per partecipare con alcuni laici di Bari a un corso sulla Lettura Popolare della Bibbia. C’è la possibilità che debba lasciare il 28 il corso di LPB per essere il 19 a Roseto degli Abruzzi per una giornata di animazione missionaria. Ma spero proprio di no. Vediamo.

Il 30 luglio celebriamo la Giornata Mondiale contro la tratta. (vedi l’appendice questo testo.

Il resto si vedrà.

Con l’amore di un cuore bruciato dal fuoco della missione.

Ottavio

 

APPEMDICE

CELEBRIAMO!

30 luglio, Giornata mondiale contro la tratta

L’estate, con i suoi viaggi esotici e la Coppa del mondo, è il momento “propizio” per lo sfruttamento sessuale di donne e bambini e persino di giovani uomini. La tratta di esseri umani è un reato che viene effettuato anche per altri scopi, come il lavoro forzato e il servizio domestico. L’Organizzazione internazionale del lavoro stima che quasi 21 milioni di persone nel mondo siano vittime del lavoro forzato. Questa cifra include anche le vittime della tratta per lo sfruttamento sessuale. Anche se non si sa quante di queste siano state trafficate, la cifra indica che al momento ci sono milioni di vittime nel mondo. Tutti i paesi sono colpiti dalla tratta, sia come paese di origine, transito o destinazione delle vittime. La schiavitù, sia nelle sue forme moderne che antiche, non è solo una vergogna, ma è “la somma esecrabile di tutti le cattiverie”, come l’ha definita l’abolizionista John Wesley.

Circa il 30% delle vittime della tratta sono bambini e il 70% sono donne e ragazze. Questi sono i dati pubblicati nel Rapporto Mondiale sulla Tratta di Persone preparato dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine.

Nel 2010, l’Assemblea generale dell’ONU ha adottato un piano d’azione globale per combattere la tratta di persone, esortando i governi di tutto il mondo a sconfiggere questa piaga. Il piano richiede l’integrazione della lotta contro la tratta di esseri umani nei programmi dell’ONU per la promozione dello sviluppo e il rafforzamento della sicurezza globale. Una disposizione cruciale del piano è l’istituzione di un fondo fiduciario volontario per le vittime della tratta, in particolare donne e bambini.

Questo fondo facilita l’assistenza e la protezione efficaci e dirette alle vittime della tratta attraverso sovvenzioni a organizzazioni non governative specializzate. Nel prossimo futuro, l’obiettivo è dare la priorità alle vittime da conflitti armati o che fanno parte dei grandi flussi di migranti o di rifugiati. Inoltre, verrà concentrata l’assistenza alle vittime della tratta per sfruttamento sessualmente, per la rimozione di organi, o per costringerle ad elemosinare o entrare nel giro del crimine, così come per altre attività sempre più frequenti, come la rimozione della pelle o la pornografia online.

Nel 2013, l’Assemblea generale ha tenuto un incontro per valutare il piano d’azione globale. Gli stati membri hanno adottato la risoluzione A/RES/68/192 e designato il 30 luglio come Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani. Nella risoluzione, è indicato che questa giornata è necessaria per “sensibilizzare sulla situazione delle vittime della tratta di esseri umani e per promuovere e proteggere i loro diritti”.

Nel settembre 2015, i paesi hanno adottato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e hanno concordato gli obiettivi relativi a questo problema da raggiungere: porre fine alla tratta e alla violenza nei confronti dei bambini, adottare misure contro la tratta in generale e terminare con tutte le forme di violenza contro donne e ragazze e il loro sfruttamento.

Un anno dopo si è svolto un altro importante evento, il Vertice sui rifugiati e i migranti in cui è stata adottata la Dichiarazione di New York. In questo documento, i paesi si impegnano a rispettare 19 punti, tre dei quali si centrano sulla lotta alla tratta di persone e al traffico di migranti.

“Assisti e proteggi le vittime della tratta”. È il tema di quest’anno scelto dall’ONU contro la droga e il crimine per questa Giornata mondiale. L’obiettivo è quello di evidenziare i problemi più urgenti del nostro tempo: i grandi spostamenti di migranti e rifugiati, le gravi conseguenze che derivano da conflitti e disastri naturali, e il rischio di molte persone di finire nella trappola della tratta. Si vuole sottolineare anche una delle principali difficoltà nella lotta contro la tratta: la maggior parte delle vittime non è identificata e, pertanto, non ha accesso all’assistenza o alla protezione.