Padre Giovanni Taneburgo

Ho desiderato introdurre questa nostra riflessione con un momento di preghiera:

Signore, Padre Santo, l’Ascensione di Gesù ci impegna a continuare nel mondo la sua missione per la salvezza dell’umanità. Invochiamo il dono dello Spirito Santo perché la Chiesa in cammino sinodale renda presente il Vangelo in ogni angolo della terra, e tutti in Essa siano coinvolti con l’entusiasmo della fede, il calore della carità e la forza della speranza. Amen!

Senza mancare di rispetto alla solennità stupenda che stiamo celebrando, potremmo intitolarla, ‘Festa dei Lavori in Corso’, oppure ‘Celebrazione del nostro desiderio per quel Regno Celeste dove la Trinità è presente con tutti i Santi’.  Infatti questa importante solennità inaugura il tempo della Chiesa impegnata nella costruzione del Regno la cui crescita dipende dalla potenza di Dio che però chiede la nostra collaborazione; la chiede pur sapendo che essa può essere da noi datagli soltanto con la caratteristica della nostra fragilità umana.

Ad ogni modo, per la nostra collaborazione con Lui, Dio ci dà diversi doni, come Gesù ai suoi discepoli. Innanzi tutto ci fa capire che Egli non è il Dio che fa tutto per noi in modo magico, lasciandoci inattivi e nel buio della paura. No, ci dona il suo Spirito che con la Sua energia ci rende capaci di essere protagonisti nella costruzione del Regno perché il mondo diventi sempre più giusto e solidale nella fratellanza fatta d’amore. Gesù inoltre, apparendo agli Undici, sottolinea i temi fondamentali della loro predicazione in tutto il mondo: passione, morte e risurrezione. Così Egli mette nella loro mente e nel loro cuore tutto ciò che le Scritture avevano detto di loro. E non solo di loro, ma anche dei discepoli lì presenti e di tutti coloro che sarebbero venuti dopo di loro, noi inclusi: “Nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati”. Mi pare che così dicendo, Gesù abbia inteso dare anche a noi la missione e il potere di scacciare i demoni particolarmente attivi nel nostro tempo: il demonio del successo ad ogni costo, il demonio del piacere senza alcun principio e il demonio delle alleanze a danno della dignità umana e della libertà interiore. 

Di tutto ciò che abbiamo considerato fin’ora noi siamo testimoni. Ma ci chiediamo: com’è possibile compiere questa missione mentre siamo storicamente lontani dai fatti, se testimoniare vuol dire aver visto e raccontare ciò che si è visto? Cosa possiamo raccontare? Per la risposta, Gesù ci viene in aiuto aprendoci la mente e aiutandoci a pensare. Ci dice di ricordare ciò che abbiamo visto con gli occhi del cuore: le tante volte quando abbiamo visto Dio, Padre Misericordioso, darci  abbracci ricchi d’amore e di perdono; Gesù che camminava con noi come compagno di viaggio, dando vigore al nostro cammino, avendo Lui vinto il peccato e la morte; lo Spirito Santo che ci riempiva il cuore di gioia, di speranza e di gratitudine.

Dio-Trinità rimane con noi e dentro di noi per sempre. Che per intercessione della Madonna, i chicchi di tutte le  grazie che riceviamo dall’alto abbiano a cadere nel terreno buono che noi prepariamo nel nostro intimo, e abbiano a produrre un raccolto in abbondanza. E che come ha scritto Santa Candida – una suora spagnola, Fondatrice di una Congregazione di Suore Missionarie di formazione Ignaziana che ho conosciuto e apprezzato nelle Filippine – ognuno di noi dica: “Il mondo è troppo piccolo per i miei desideri”. Ecco allora un invito che rivolgo a me stesso e a tutti voi che mi leggete o ascoltate: Vivere e operare in questo mondo, fissando però  il nostro sguardo oltre i confini della terra, verso il Cielo di Dio.

Giovanni Taneburgo
Missionario Comboniano