Padre Romeo Ballan

Credere in Cristo Risorto esige impegnarsi per l’uomo

Domenica di PASQUA di Risurrezione
 Anno C – 17.4.2022

 

Atti 10,34.37-43
Salmo 117
Colossesi 3,1-4

Giovanni 20,1-9

Riflessioni

Il messaggio universale e missionario delle feste pasquali è evidente: Pasqua è il passaggio dell’uomo-Dio dalla morte alla vita; è l’annuncio di un Dio che muore in croce e che risorge, perché tutti i popoli abbiano vita in abbondanza (cfr. Gv 10,10)! Pasqua è la chiave di lettura del mistero più drammatico e sublime: il mistero della morte e della vita. L’avventura del Dio-in-carne-umana culmina sul Calvario e trova luce nel sepolcro vuoto: perché Cristo è risorto! Una vita nuova è cominciata in Lui; un nuovo modo di vivere, sperare e amare è iniziato anche in tutti coloro che credono in Lui. Da allora, è nato un nuovo modo di rapportarsi: con Dio, con gli esseri umani, con il cosmo, con le forze del bene e quelle del male. Nuovi rapporti, nuovo stile di vita, nuove certezze, nuovi metodi e strategie. Il mondo non può essere lo stesso, come se Cristo non fosse risorto. Che cosa è cambiato? Cosa può, anzi, cosa deve cambiare? E chi sarà l’operatore di queste trasformazioni? Con quale forza? Su quali basi? Con quali criteri? Tutte queste domande, aggravate dalle attuali situazioni di pandemia e di guerra, hanno una sola risposta: una vita migliore è possibile per colui che crede in Cristo, morto e risorto.

Dall’esperienza di vita nuova in Cristo nasce anche l’impegno missionario dell’annuncio e della condivisione. La missione universale a tutti i popoli nasce dalla Pasqua. Infatti, nelle apparizioni dopo la risurrezione Gesù fa l’invio degli apostoli alle genti e al mondo intero: Mt 28, Mc 16, Lc 24, Gv 20. (*) Dall’esperienza gioiosa di adesione al Risorto nasce il gioioso servizio ai fratelli; nasce e si rafforza l’impegno della missione. Credere nella risurrezione di Cristo esige impegnarsi per la risurrezione dell’uomo.

Mi ha colpito in questi giorni rileggere il dialogo tra due rinomati cristiani del nostro tempo: il patriarca Atenagora e Olivier Clément, due membri eminenti delle Chiese ortodosse, ambedue impegnati sul fronte della fraternità e dell’ecumenismo, in dialogo sul senso e le conseguenze della fede nella risurrezione di Gesù per la vita del mondo e per la Missione della Chiesa. Il testo che segue raccoglie alcune battute dei loro intensi dialoghi, che illuminano bene il momento presente che viviamo.

« – I grandi problemi, i problemi tragici che si pongono all’umanità odierna, come collegarli al miracolo della risurrezione?

– Un terzo dell’umanità ha fame. Alla fame dei corpi si unisce quella delle anime: due terzi della popolazione del globo non hanno ancora imparato a conoscere il nome di Cristo. Nei paesi che si dicono cristiani, regna una massima divergenza tra il Vangelo da una parte, e il modo di vivere dei cristiani dall’altra.

Come collegare tutto ciò alla risurrezione? Ma è di un’evidenza lampante! I sedicenti cristiani non vivono la risurrezione, non sono dei risorti! Hanno perduto lo Spirito del Vangelo. Hanno fatto della Chiesa una macchina, della teologia una pseudo-scienza, del cristianesimo una vaga morale. Ritroviamo, riviviamo la teologia rovente di san Paolo: «Come Cristo è risorto dai morti, così noi, i battezzati, dobbiamo condurre una vita nuova» (cfr. Rom 6,4). Se coloro che credono nel Risorto portano in sé questa potenza di vita, allora si potranno trovare soluzioni ai problemi che angosciano oggi gli uomini…

Si tratta innanzitutto di formare l’uomo interiore, di renderlo capace di un’adorazione creatrice. Abbiamo bisogno di persone che facciano l’esperienza, nello Spirito Santo, della risurrezione di Cristo come illuminazione del cosmo e senso della storia. Da quella forza interiore scaturirà uno slancio che darà senso ai valori umanitari, alle grandi idee sociali… È tutto qui: inaugurare in sé una vita nuova, rivestirsi l’anima di un abito di festa. Allora avremo le mani colme di doni fraterni per chi soffre sia la fame del corpo che quella dell’anima».

« – Ma dove trovarlo, il Risorto, per entrare in comunione con Lui in modo che fiumi d’acqua viva possano scaturire da noi, come dice il Vangelo?

– Cristo è dappertutto. Dalla risurrezione in poi, tutta la vicenda umana si svolge in Lui, lo cerca, lo celebra, lo combatte, lo nega, lo ritrova. La sua presenza segreta, la rivelazione che ci porta, sono diventate il fermento dell’intera esistenza umana. Ricordate il cap. 25 di Matteo: “Ho avuto fame, e mi avete dato da mangiare… Ogni qualvolta avete fatto questo a uno di questi minimi tra i miei fratelli, lo avete fatto a me”? San Giovanni Crisostomo ci dice che il povero è il sacramento del Cristo, che Cristo s’incarna nel povero. Cristo è presente ogni volta che si verifica un vero incontro, ogni volta che un po’ d’amore si manifesta, ogni volta che la giustizia o la verità sono servite con disinteresse, ogni volta che la bellezza dilata il cuore dell’uomo».

ATENAGORA, patriarca di Costantinopoli, in O. Clément
Dialoghi con Atenagora, Brescia 1995, pp. 151-155

 

Parola del Papa

(*) «“Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete” (cfr. Mc 16,7). La Galilea era la regione più lontana da Gerusalemme. E non solo geograficamente: la Galilea era il luogo più distante dalla sacralità della Città santa. Era una zona popolata da genti diverse che praticavano vari culti: era la «Galilea delle genti» (Mt 4,15). Gesù invia lì, chiede di ripartire da lì. Che cosa ci dice questo? Che l’annuncio di speranza non va confinato nei nostri recinti sacri, ma va portato a tutti. Perché tutti hanno bisogno di essere rincuorati e, se non lo facciamo noi, che abbiamo toccato con mano «il Verbo della vita» (1 Gv 1,1), chi lo farà? Che bello essere cristiani che consolano, che portano i pesi degli altri, che incoraggiano: annunciatori di vita in tempo di morte! In ogni Galilea, in ogni regione di quell’umanità a cui apparteniamo e che ci appartiene, perché tutti siamo fratelli e sorelle, portiamo il canto della vita!».

Papa Francesco
Omelia nella Veglia pasquale, 11.4.2020

 

Sui passi dei Missionari

17 Domenica di Pasqua di RISURREZIONE di Gesù Cristo, Redentore e Salvatore di tutti i popoli. Alleluia!

* Dal 15-23/4: Pesach (Pasqua ebraica), che significa passaggio, liberazione, cambiamento.

17 S. Kateri-Caterina Tekakwitha (1656-1680), giovane indigena di etnia irochese nel Quebec attuale, figlia di padre pagano e di madre battezzata dai santi Martiri Canadesi (vedi 19/10). Caterina rimase orfana di mamma, ricevette il battesimo a 18 anni e si rifugiò in un villaggio più lontano, dove poté dedicarsi liberamente alla preghiera, all’adorazione eucaristica e alle opere di carità. È la prima santa dei “Pellerossa” d’América a essere canonizzata (2012).

  • B. Lucien Botovasoa (1908-1947), martire. Originario del Madagascar, fu padre di famiglia con 8 figli, maestro e catechista, terziario francescano. Fu ucciso da un gruppo di tradizionalisti rivoluzionari, perché era «amico dei missionari francesi e diffondeva la loro religione».
  • Ricordo di Anna Dengel (1892-1980). Dal Tirolo nativo partì come infermiera missionaria in Pakistan e in India. Nel 1925 fondò le Medical Mission Sisters, divenute poi una Congregazione religiosa, cui appartenne, per alcuni anni, la giovane Teresa di Calcutta, che poi uscì per sviluppare il suo straordinario carisma. (Vedi 5/9).

18 Ricordo dell’apertura della Prima Conferenza afroasiatica a Bandung (Indonesia 1955), per promuovere l’indipendenza e l’identità dei paesi del Terzo mondo.

19 B. Giacomo Duckett († 1602), martire, laico sposato, incarcerato per 9 anni e ucciso a Londra sotto la regina Elisabetta I, per aver venduto libri cattolici. * In date prossime a questa, si fa memoria di tanti altri cattolici martirizzati in Inghilterra sotto la stessa regina o altri re.

20 S. Marcellino († 374), di origini africane, sbarcò in Provenza con due collaboratori, Donnino e Vincenzo, per evangelizzare la regina, riuscendo a convertire alla fede cristiana gran parte della popolazione della Francia meridionale. Fu vescovo di Embrun.

21 S. Anselmo d’Aosta (1033-1109), monaco benedettino e abate di Bec (Normandia). Nominato vescovo di Canterbury, lottò e soffrì per la libertà della Chiesa in Inghilterra. È dottore della Chiesa.

  • Anniversario dell’enciclica missionaria Fidei donum (1957), con la quale Pio XII presentò la drammatica situazione delle missioni cattoliche, particolarmente in Africa, lanciando un forte appello all’impegno missionario, anche da parte del clero diocesano. Da qui il nome di Missionari Fidei Donum (sacerdoti, laici e laiche).

22 Giornata internazionale della Madre Terra per la difesa armoniosa di natura, ambiente, clima, economia e sviluppo sostenibile, promossa dalle Nazioni Unite nel 2009, ma gia celebrata per la prima volta nel 1970, organizzata dall’Earth Day Network, un movimento ambientalista.

23 S. Giorgio (Cappadocia, c. 275-285 – Lidda, in Palestina, 303), santo popolare per la lotta contro il drago. Martire venerato fin dall’antichità nelle Chiese di Oriente e Occidente.

  • S. Adalberto (in ceco Vojtech) (956-997), vescovo di Praga e martire, intrepido missionario in Polonia e presso altri popoli slavi.
  • B. Maria Gabriella Sagheddu (1914-1939), nata in Sardegna e morta monaca trappista a Grottaferrata (Roma). Offrì la sua vita per l’unità dei cristiani.

24 II domenica di Pasqua o della Divina Misericordia.

24 S. Fedele da Sigmaringen (1578-1622), nato in Germania, missionario cappuccino, ucciso nella Rezia (Svizzera). È il primo martire della Congregazione di Propaganda Fide (fondata nel 1622) e dell’allora incipiente Ordine dei frati minori cappuccini.

25 S. Marco, evangelista (chiamato Giovanni Marco), discepolo di Paolo (Atti 13,5.13; Col 4,10; 2Tim 4,11), di Barnaba (Atti 15,39) e di Pietro (1Pt 5,13), ritenuto il fondatore della Chiesa di Alessandria d’Egitto. È l’autore del secondo Vangelo.

1 S. Giuseppe, lavoratore, sposo della B. V. Maria, custode della Sacra Famiglia di Nàzaret, falegname, insegnò a Gesù il lavoro manuale.

* Giornata mondiale dei Lavoratori.

8 IV domenica di Pasqua: domenica del Buon Pastore.

* 59a Giornata mondiale di Preghiera per le Vocazioni. (Vedere il messaggio del Papa).

 

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web: www.comboni.org “Parola per la Missione”

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Auguri e benedizioni per la Pasqua Santa

Torneremo per la IV domenica di Pasqua: 8 maggio