La comunità comboniana di Brescia si è arricchita, in questi mesi, di nuovi membri: portano con sé le tante esperienze di vita missionaria che hanno riempito le loro vite. Si presentano

Mi chiamo padre Donato Goffredo e sono nativo di un borgo, Biccari (FG), che ha dato i natali anche a un pilota di auto da corsa plurivincitore alla mille miglia di Indianapolis, Ralph De Palma, le cui imprese hanno ispirato il grande Enzo Ferrari. Essere nella città da dove parte e dove arriva la mille miglia, mi fa pensare a tutti i viaggi della mia vita. Divenuto sacerdote nel 1987, ho trascorso i primi anni come prete a Thiene (VI) nel seminario dove i piccoli si preparavano a diventare missionari e insegnando religione nelle scuole statali.
Nel 1992 partivo per il Malawi dove ho lavorato nelle missioni di Phalombe e Lisungwi tra le etnie Alomwe e Angoni fino a luglio del 1998. Sono stato molto arricchito dalla conoscenza della cultura e della filosofia bantu che si fonda sul principio della solidarietà e dell’aiuto vicendevole.
Anche la scoperta della vivacità della Chiesa locale, che vive in piccole comunità cristiane, con quelle celebrazioni così partecipate, mi ha fatto sperimentare quanto il vangelo sia vita.
Tornato in Italia ho seguito gruppi missionari e nel 2000 ho accompagnato alcuni giovani in un viaggio in Zambia e Malawi. I superiori mi hanno chiesto un servizio di animazione missionaria in Scozia. E dopo un corso di rinnovamento a Roma sono ripartito per il Malawi. Per cinque anni sono stato formatore in postulato a Balaka, per poi tornare come parroco a Lisungwi fino all’agosto dell’anno scorso.
E ora sono in questa comunità comboniana di Brescia, dove lavoriamo in équipe per l’animazione missionaria delle parrocchie e dei gruppi missionari, approfondendo le tematiche legate alla missione.

Sono padre Ezio Bettini, gavardese di nascita, 70 anni. Ordinato prete nel 1978, sono andato in Libano per imparare l’arabo. Nel 1981 sono stato insegnante di religione a Rumbek (Sud Sudan). In Sud Sudan ho trascorso 23 anni, una esperienza missionaria marcata da una situazione costante di guerra e insicurezza.
Negli anni vissuti in Italia ho lavorato come promotore di vocazioni missionarie e come incaricato dei Laici comboniani. Per 9 anni sono stato poi a Milano amministratore della nostra comunità di missionari anziani, non autosufficienti e malati (“combattenti reduci” della missione!), intitolata a padre Giuseppe Ambrosoli che a novembre verrà proclamato beato. Adesso sono qui a Brescia come economo della comunità.

Sono padre Romano Marcello Monyo, missionario in Sud Sudan, dell’etnia madi, nato a Jinja (Uganda), nel 1967. Sono il secondogenito della mia famiglia. Ho tre sorelle e tre fratelli. Sono stato ordinato sacerdote il 21 giugno 1998, al termine degli studi teologici nello scolasticato comboniano di Nairobi.
Ho lavorato in varie missioni a Khartoum e a Kosti in Sudan. Dopo tredici anni, ho continuato il mio ministero missionario in Uganda nella pastorale parrocchiale e tra i giovani. Dal 2018 sono in Italia, prima a Roma e poi a Milano. Ho dovuto affrontare vari problemi di salute: grazie al Signore vado avanti con fiducia. Da fine dicembre 2021 sono qui a Brescia.

Sono persone, questi missionari, che hanno speso la vita come un dono per l’annuncio del vangelo, discepoli e testimoni dell’amore di Gesù per l’umanità intera.

la comunità comboniana di Brescia