Padre Giovanni Taneburgo

 

Quest’oggi, in comunione con papa Francesco e con tutti coloro che soffrono, presento la mia riflessione sulla Parola di Dio in forma di preghiera. Dopo tutto la Parola e la riflessione su di essa, dovrebbero portare sempre alla preghiera:

O Gesù, Amore misericordioso del Padre fatto carne, Tu sai benissimo che in questi nostri giorni il mondo è tormentato da guerre, soprusi, violenze, sofferenze di persone innocenti e disastri vari; sai benissimo che i nostri mass-media sono pieni di racconti di morte che ci toccano e ci fanno soffrire. Ed ecco che Tu ci fai capire che non è Dio che dà forza diabolica a coloro che continuano a commettere crimini; non è Lui che dà loro armi di morte. Però rimangono domande piene di angoscia: Dov’è Dio col suo Amore misericordioso per noi? Che cosa fa Dio con la sua Onnipotenza? Sono queste le domande che alcune persone mi rivolgono con tono di sfida.

Ecco ciò che Tu ci dici: “Dio è presente in me, suo Figlio diletto, è presente nelle sue figlie e nei suoi figli che vengono martoriati e crocifissi. Egli è presente ed è il primo a subire violenza e ad essere crocifisso in me. Egli chiama tutti alla conversione, anche gli oppressori, mentre dice loro che la vita non è fondata sulla violenza e sull’ingiustizia. In verità, quante volte, nei giorni scorsi, gli oppressori sono stati chiamati a conversione dal Padre che si è servito della voce di Papa Francesco, della voce di altri profeti e di tante persone semplici, povere, ma ricche d’amore. Caro Gesù, è come se tu ci dicessi, di non chiedere dov’è Dio, ma di chiedere, dove sono gli oppressori che non ascoltano e che hanno reso di pietra il loro cuori che sarebbero dovuti rimanere cuori di carne. Ci domandi di chiedere dove siamo noi. Quelli che soffrono e muoiono sono nostri fratelli e nostre sorelle, e noi dovremmo essere consapevoli che in essi soffriamo e moriamo anche noi. J. Donne ha una frase molto significativa: “Non domandarti per chi suona la campana! Essa suona un poco anche per te”.

Ecco allora la chiamate alla conversione rivolta a tutti: “Se non vi convertirete, perirete tutti”. Questa non è una minaccia da parte di Dio. Ermes Ronchi ha scritto: “E’ un lamento, una supplica: convertitevi, invertite la direzione di marcia: nella politica amorale, nell’economia che uccide, nell’ecologia irrisa, nella finanza padrona, nel porre fiducia nelle armi, nell’alzare muri. Cambiate mentalità, onesti tutti anche nelle piccole cose, e liberi, limpidi e generosi perché questo nostro Titanic sta andando a finire dritto contro un iceberg gigantesco”.

Convertirsi allora non a un Dio Padrone che minaccia morte, ma a un Dio paziente che chiede che il suo Amore possa incontrare il nostro e quello di tutti i suoi figli e le sue figlie perché tutti abbiano ad avere vita. Questo suo appello è così forte che non dà adito a nessuna scappatoia. E allora o Signore, fa che leggendo in profondità le sciagure che così tanto affliggono il mondo, tutti abbiano ad accogliere l’appello alla conversione e alla vigilanza. Tutti abbiano a scuotersi dalle loro false sicurezze e abbiano a eliminare ogni nota di indifferenza o di aggressività dai loro cuori e dal loro operare. Grazie, o Signore, perché sei bontà e misericordia e non ti servi delle sventure per azzerare spietatamente la nostra superbia e piegarci alla tua volontà. Tu non vuoi la morte del peccatore e il tuo invito alla conversione è motivato unicamente dal tuo amore per noi. Grazie, Signore!

E ora, ci rivolgiamo a te, o Padre. Nella fede che ci presenta Te come paziente e misericordioso ti chiediamo, dacci il tuo Spirito e fa che tutti accolgano Gesù Salvatore perché, credendo in Lui non muoiano ma abbiano la vita per sempre.

Maria, Regina della pace, prega per noi.

Giovanni Taneburgo
Missionario Comboniano