Padre Romeo Ballan

Quaresima per condividere la Parola e il pane

I Domenica di Quaresima
Anno C – 6.3.2022

Deuteronomio 26,4-10
Salmo 90
Romani 10,8-13
Luca 4,1-13

Riflessioni

Nel deserto un uomo sa quanto vale: vale quanto valgono i suoi dèi” (A. de Saint-Exupéry), cioè i suoi ideali, le sue risorse interiori. Anche noi oggi, nel deserto del mondo, siamo entrati a celebrare nuovamente la Quaresima, “nutriti con il pane della Parola e fortificati dallo Spirito”, per poter vincere – con le armi mai sorpassate del digiuno, preghiera ed elemosina – “le seduzioni del maligno” (orazione colletta). Tutte le grandi religioni hanno un tempo forte di purificazione: i musulmani il mese del ramadam; gli ebrei la festa dello yom kippur; i cristiani la quaresima... La Quaresima ripropone i temi fondamentali della salvezza, e quindi della missione: il primato di Dio e il suo piano d’amore per l’uomo, la redenzione che ci viene offerta in modo gratuito nel sacrificio di Cristo, la lotta permanente al peccato, i rapporti di fraternità e rispetto con i propri simili e con la creazione… Sono temi propri del deserto quaresimale.

Le tentazioni (Vangelo) non sono state per Gesù un gioco-finzione; sono state vere prove, come lo sono per il cristiano e per la Chiesa. “Se Cristo non avesse vissuto la tentazione come vera tentazione, se la tentazione non avesse significato nulla per lui, uomo e Messia, la sua reazione non potrebbe essere un esempio per noi, poiché non avrebbe a che vedere con la nostra” (C. Duquoc). E proprio perché è stato provato, è di esempio e di aiuto a chi è nella prova (cfr. Eb 2,18; 4,15). S. Agostino commenta: “Se non si fosse lasciato tentare, non ti avrebbe insegnato a vincere quando sei tentato”.

Gesù si è veramente scontrato con satana sulla scelta di possibili metodi e cammini per realizzare la Sua missione di Messia. Le tre tentazioni sono una sintesi significativa di un lungo periodo di lotta contro il male, sostenuta da Gesù nei quaranta giorni di deserto (v. 2) e durante tutta la sua vita, compresa la croce, quando il diavolo ritornò al momento fissato” (v. 13). Quel momento arrivò nell’ora delle tenebre, la passione di Gesù in croce, quando Egli fu nuovamente tentato: Se sei Figlio di Dio, scendi dalla croce e crederemo (cfr. Mt 27,40.42). Ma restando sulla croce, Gesù dà la sua risposta, mostrando fino all’ultimo il senso della sua esistenza: dare la vita per gli altri.

Le tentazioni rappresentano modelli diversi di Messia. E quindi per noi anche di missione. Per Gesù le tentazioni erano “tre scorciatoie per non passare attraverso la croce” (Fulton Sheen). Erano tentazioni di diventare: -1. un riformatore sociale: convertire le pietre in pane per sé e per tutti avrebbe garantito il successo popolare; -2. un messia del potere: un potere basato sul dominio sulle persone e sul mondo avrebbe soddisfatto l’orgoglio personale e di gruppo; -3. un messia miracolistico: con gesti da spettacolarità e fama.

Entriamo nella quaresima con un atteggiamento interiore positivo. Nel giorno delle Ceneri Gesù ci ripete: “Convertitevi e credete nel Vangelo”. Perché la quaresima è anzitutto un cammino di ricerca di una maggiore qualità della vita. Vivere intensamente la Quaresima vuol dire riscoprire il valore del deserto, digiuno, penitenza; ricuperare i valori del silenzio, contemplazione, vita sobria, liberarsi da dipendenze assorbenti (tv, telefonino, droghe, sesso…).

Gesù supera le tentazioni: sceglie di rispettare il primato di Dio, si fida del Padre e del suo piano per la salvezza del mondo. Rinuncia a strumentalizzare egoisticamente le cose materiali per il proprio profitto (nel deserto non cambia le pietre in pane per sé, ma più tardi moltiplicherà pani e pesci per le folle affamate); rifiuta di dominare sulle persone e preferisce servire; mantiene sempre un rapporto filiale con il Padre fidandosi della Sua fedeltà. Accetta la croce per amore e muore perdonando; solo così, spezza la spirale della violenza e toglie alla morte il suo veleno: la morte è vinta dalla Vita.

Gesù affronta e supera le tentazioni con la forza dello Spirito Santo, del quale è ripieno (v. 1). È lo Spirito del Battesimo (Lc 3,22), della Pasqua e di Pentecoste. Ed è lo Spirito della Missione. A volte si è creduto che potere, denaro, dominio, presunta superiorità, super-attivismo… fossero vie apostoliche. Il missionario è spesso tentato da tali illusioni; perciò ha bisogno dello Spirito di Gesù, il protagonista della Missione (RMi 21ss). Lo Spirito ci fa capire che il deserto quaresimale è un tempo di grazia (kairós): tempo delle cose essenziali, le uniche che valgono; un dono da vivere nel silenzio, lontani dagli inquinamenti del chiasso, fretta, denaro, mondanità; un tempo di condivisione missionaria. (*)

La Quaresima è un tempo di salvezza, centrato sulla fede in Cristo morto e risorto (II lettura): è Lui il Signore di tutti i popoli, che offre abbondantemente la salvezza a chiunque invoca il Suo nome, senza distinzioni di appartenenze (v. 12-13). Questo primato di Dio emerge anche dall’offerta delle primizie dei frutti della terra (I lettura). Si tratta di un segno di gratitudine e di propiziazione. Ma anche una forma di condivisione con chi è nel bisogno: l’offerta delle primizie, infatti, era destinata anche al forestiero, all’orfano, alla vedova, “perché ne mangino nelle tue città e ne siano sazi” (v. 10-12). C’è qui una preziosa indicazione di percorso spirituale e missionario: chi si avvicina a Dio e vive in sintonia con Lui scopre anche il prossimo, vicino e lontano. E diventa solidale e generoso!

Parola del Papa

(*) «Durante la Quaresima siamo chiamati a rispondere al dono di Dio accogliendo la sua Parola “viva ed efficace” (Eb 4,12). L’ascolto assiduo della Parola di Dio fa maturare una pronta docilità al suo agire, che rende feconda la nostra vita. Se già questo ci rallegra, ancor più grande però è la chiamata a essere “collaboratori di Dio” (1Cor 3,9), facendo buon uso del tempo presente per seminare anche noi operando il bene… E la mietitura?… Il legame stretto tra semina e raccolto è ribadito dallo stesso san Paolo, che afferma: “Chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà” (2Cor 9,6)… Un primo frutto del bene seminato si ha in noi stessi e nelle nostre relazioni quotidiane, anche nei gesti più piccoli di bontà. In Dio nessun atto di amore, per quanto piccolo, e nessuna generosa fatica vanno perduti. Come l’albero si riconosce dai frutti, così la vita piena di opere buone è luminosa e porta il profumo di Cristo nel mondo. Servire Dio, liberi dal peccato, fa maturare frutti di santificazione per la salvezza di tutti (cfr. Rm 6,22)».

Papa Francesco
Messaggio per la Quaresima 2022, N° 1.

Sui passi dei Missionari

2 Mercoledì delle Ceneri. – Da sempre la Chiesa, durante la Quaresima, invita a vivere le opere di digiuno, preghiera ed elemosina con gesti di solidarietà e di missione. – Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2022 con il tema: «Non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti» (Gal 6,9-10a).

6 S. Ollegario di Tarragona (1060-1137), sacerdote spagnolo. Divenne vescovo di Barcellona e di Tarragona, allorché queste antiche sedi furono liberate dalla dominazione araba.

7 Ss. Perpetua e Felicita, martiri a Cartagine assieme ad altri cristiani e catecumeni nordafricani († 203), sotto l’imperatore Settimio Severo. La nobile Perpetua e la schiava Felicita, ambedue giovani madri, vissero insieme la passione, unite nella fede e nell’effusione del sangue.

  • B. Maria Antonia Paz Figueroa (Argentina, 1730-1799), conosciuta come “Mamá Antula”, era nata in una famiglia benestante. A 15 anni si consacrò alla preghiera e all’apostolato con i gesuiti di Santiago del Estero, che accoglievano numerosi gruppi di cristiani per gli Esercizi spirituali. Maria, assieme ad altre laiche consacrate, aiutava i Padri nei servizi ausiliari della casa di Esercizi. Quando i gesuiti furono espulsi dall’America (1767), Maria ottenne che un padre mercedario li sostituisse, mentre lei continuava ad occuparsi degli alloggi e le provviste. Prima di morire, realizzò il suo sogno di avere una casa propria per Esercizi spirituali a Buenos Aires.
  • B. Giuseppe Olallo Valdés (1820-1889), cubano, religioso dell’Ordine ospedaliero di S. Giovanni di Dio (Fatebenefratelli), sempre attento ai sofferenti e bisognosi.
  • Ricordo di Pedro de la Peña (c. 1520-1583), domenicano spagnolo, missionario in Messico e poi vescovo di Quito (Ecuador) per quasi 20 anni. Scelse di stare al fianco degli ultimi e realizzare riforme sociali per loro, senza badare a critiche e opposizioni, «perché gli ultimi vivano», diceva.

8 S. Giovanni di Dio (1495-1550), religioso portoghese, fondatore dell’Ordine dei Fratelli ospedalieri (i Fatebenefratelli), protettore degli ospedali, patrono dei malati e degli infermieri.

  • Giornata internazionale della Donna, istituita nel 1910, adottata anche dall’Onu nel 1975.

9 Ss. 40 soldati cappàdoci, martiri a Sebaste, Armenia († 320). Nonostante le torture, tra cui il dover rimanere nudi in pieno inverno su uno stagno ghiacciato, rimasero forti nella fede e nel martirio.

  • S. Domenico Savio (1842-1857), ragazzo educato da S. Giovanni Bosco e morto a 14 anni, fedele al suo proposito: «La morte, ma non peccati».

10 S. John Ogilvie (1579-1615), sacerdote gesuita scozzese, martire. Fu il primo scozzese canonizzato dopo la Riforma protestante.

  • B. Elia del Soccorso (Matteo Elia Nieves del Castillo), martire, sacerdote agostiniano, ucciso a Cortázar (Messico), assieme ad altri, durante la persecuzione.

11 S. Eulogio di Córdoba († 859) sacerdote, il più noto dei Martiri di Cordoba, assieme a Rodrigo e Salomone. Nominato vescovo di Toledo, fu un grande apologeta. Subì il martirio durante l’occupazione araba musulmana. I governanti lo fecero decapitare per aver proclamato apertamente la sua fede in Cristo.

12 S. Luigi Orione (1872-1940), sacerdote italiano, fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza e di alcune congregazioni religiose per l’assistenza ai più bisognosi. Animato da spirito missionario, inviò sacerdoti e suore in Brasile (1913), Argentina e Uruguay (1921), Palestina (1921), Polonia (1923), Stati Uniti (1934), Inghilterra (1935) e Albania (1936). Egli stesso si recò per alcuni anni in visita missionaria nell’America Latina, organizzando scuole, parrocchie, colonie agricole, orfanotrofi.

  • Bb. Rutilio Grande García (1928–1977), sacerdote gesuita; Manuel Solórzano, catechista; Nelson Rutilio Lemus, adolescente, uccisi assieme in El Salvador dal regime militare. Assieme a essi fu beatificato anche padre Cosma Spessotto (vedi 14/6). Sono «martiri della fede. Essi sono stati al fianco dei poveri testimoniando il Vangelo, la verità e la giustizia» (Papa Francesco, 2022). L’opzione di P. Rutilio per i poveri e il suo martirio segnarono la “conversione” dell’amico arcivescovo san Oscar Arnulfo Romero alla causa del popolo salvadoregno (vedi 24/3).
  • SdD. Francesco Saverio Truong Buu Diep (1897-1946), sacerdote del Vietnam meridionale, ucciso in connivenza con i guerriglieri comunisti a Tac Say, insieme a 30 parrocchiani. Invitato dai superiori a lasciare la parrocchia per salvarsi, rispose: «Vivo con la mia gente e morirò con essa».
  • Ricordo di Grégoire Ahongbonon (nato il 12 marzo 952), laico cattolico del Benin, padre di famiglia, meccanico gommista, filantropo. Nel 1994 fondò l’Associazione S. Camillo, che, in 25 anni, ha accolto 60mila malati di mente in Benin, Costa d’Avorio, Burkina Faso e Togo. Collaborano con lui medici e volontari, che operano a domicilio e in una sessantina di centri.

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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)

Sito Web: www.comboni.org “Parola per la Missione”

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