Padre Giovanni Taneburgo

 

Mentre meditiamo sulla Parola di pace, di verità e di vita donataci dal Padre e fatta carne nel Figlio Unigenito, Cristo Gesù, è sempre importante considerarla nel contesto delle situazioni concrete presenti nella nostra società. E così fissiamo la nostra attenzione sulle guerre che sono in atto nel mondo. Purtroppo ce ne sono tante, tutte crudeli, tutte disumane, e tutte contro ogni buon senso. Pensiamo alle guerre in Afghanistan, in Kosovo, in Siria, in Iraq, in Libano, in Myanmar, in tante nazioni africane come il Congo ecc.. In questi giorni, è una che si sta imponendo alla nostra attenzione, quella che coinvolge Russia e Ucraina con il grande aggressore e i suoi alleati da un lato, e con coloro che si sacrificano per operare per la pace dall’altro. Pensiamo a Papa Francesco che ha fatto e non potrebbe fare di più per promuovere la pace. Pensiamo a Elena Kovalskaya che è stata direttrice del Centro Culturale Vsevolod Meyerhold di Mosca. Si è dimessa per protestare contro l’invasione dell’Ucraina. Che atto di coraggio! Ha detto: ‘E’ impossibile lavorare per un assassino e riscuotere uno stipendio da lui’. Pensate, ha fatto questa affermazione dopo che L’Ufficio Cultura di Mosca aveva affermato che ogni commento negativo sull’invasione russa dell’Ucraina, sarebbe stato considerato tradimento.

Abbiamo chi fa di tutto, senza scrupolo alcuno, per creare situazioni di guerra e di morte e chi si sacrifica anche rischiando la vita, per promuovere la pace.

Il Vangelo ci fa capire che sono queste le cose che rivelano le persone diverse: coloro che operano per il bene e coloro che operano per il male nella nostra società: “L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda”. Ma poi il Vangelo ci fa capire che sono le opere che scaturiscono anch’esse dal cuore, che sono il frutto per il quale si riconosce l’albero: “Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, n’è vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero si riconosce dal suo frutto”.

Veniamo a noi. Cosa vuol dire tutto ciò che abbiamo detto, per noi? Vuol dire che dobbiamo considerare le nostre radici e i frutti che produciamo, cioè dobbiamo scendere in fondo al nostro cuore per scoprire la sua cattiveria e la sua bontà, la sua falsità e la sua verità, la sua sterilità e la sua fecondità. Dobbiamo chiederci: noi con chi stiamo? Con coloro che causano e fomentano le guerre o con coloro che sono per la pace? E sì, questo esame di consapevolezza è necessario perché, non è vero che anche nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità e nei nostri diversi circoli ci sono piccole guerre che fanno male?

Noi siamo chiamati da Dio a creare nella nostra vita caratterizzata da tanta attività febbrile e tante volte sterile, momenti prolungati di preghiera e di silenzio meditativo. F. Nietzsche anche se era un uomo poco religioso scrisse che “l’uomo si misura dalla quantità di silenzio che è capace di sopportare con se stesso”. Noi Cristiani crediamo anche nella necessità della preghiera. Dal cuore di una persona che non è capace di silenzio e di preghiera non possono uscire che parole e azioni sterili e spesso dannose. Nel silenzio e nella preghiera captiamo la presenza e la voce di Dio, e il nostro cuore trabocca di Dio e del Messaggio Evangelico.

Preghiamo. Facciamo nostra la preghiera di San Giovanni Paoli II:

Dio dei nostri Padri, grande e misericordioso,
Signore della pace e della vita, Padre di tutti.
Tu hai progetti di pace e non di afflizione,
condanni le guerre e abbatti l’orgoglio dei violenti.
Tu hai inviato il Tuo Figlio Gesù ad annunciare la pace
ai vicini e ai lontani,
a riunire gli uomini di ogni razza e di ogni stirpe
in una sola famiglia.
Ascolta il grido unanime dei tuoi figli,
supplica accorata di tutta l’umanità:
mai più la guerra, avventura senza ritorno,
mai più la guerra spirale di lutti e di violenza;
mai questa guerra,
minaccia per le tue creature in cielo, in terra e in mare.
In comunione con Maria, la Madre di Gesù,
ancora Ti supplichiamo:
parla ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli,
ferma la logica della ritorsione e della vendetta,
suggerisci con il Tuo Spirito soluzioni nuove,
gesti generosi ed onorevoli,
spazi di dialogo e di paziente attesa
più fecondi delle affrettate scadenze della guerra.
Concedi al nostro tempo giorni di pace.
Mai più la guerra.
AMEN!

Giovanni Taneburgo
Missionario Comboniano