Ahmed el-Tayyeb è nato a Luxor (Egitto), il 6 gennaio 1946 e dal 2010 è l’Imam della moschea e università Al-Azhar del Cairo. E’ un incarico prestigioso e per la maggioranza dei Musulmani i Sunniti (che sono il 90% dei seguaci di Maometto), è un’autorità morale indiscussa.

E’ davvero un uomo straordinario che tutti devono conoscere, anche perché sta guidando l’Islam, non certo con modi coercitivi o strumenti basati sulla violenza, verso una coabitazione pacifica e rispettosa della società multietnica e multi-religiosa attuale.

La sua formazione universitaria ha avuto luogo anche in Europa. Ha studiato all’università della Sorbona a Parigi. Ha addirittura insegnato, nel 1989, all’università di Friburgo (Svizzera). Ha tradotto diverse opere di teologia dal francese in arabo. Poi nel 1988, ha incominciato ad insegnare nell’Università di Al-Azhar, e anche all’Università di Qena e Aswan (Egitto) e infine anche nell’Università islamica internazionale di Islamabad (Pakistan). E’ quindi una personalità conosciuta e stimata, tanto che nel 2010, al tempo del presidente egiziano Hosni Mubarak, è nominato Imam della Moschea e Università di Al-Azhar del Cairo.

Non ci si stupisce se Papa Francesco l’abbia scelto come interlocutore privilegiato per il mondo musulmano (si parla di almeno un miliardo e mezzo di fedeli attualmente!). In occasione di una sua visita a Roma, nel novembre del 2021, è stato intervistato anche da Andrea Tornielli (direttore editoriale dal 2018 del Dicastero per la Comunicazione del Vaticano). Da lui ha voluto sapere come è nato il “feeling” con Papa Francesco. Egli ha affermato: “Ciascuno di noi ha scoperto una grande sintonia spirituale e di pensiero nei confronti delle crisi che affliggono l’uomo contemporaneo”. Ahmed el-Tayyeb ha poi ricordato la storia fin dai tempi di Maometto, quando il fondatore dell’Islam ha inviato i suoi discepoli nei territori controllati dal Negus, il re cristiano dell’Etiopia, per fuggire la persecuzione. Ma in tempi recenti, dopo l’elezione di Papa Francesco nel 2013, il dialogo con il Mondo Cristiano si è intensificato. Il suo avvicinamento al Mondo religioso in generale è cominciato fin dai tempi vissuti a Luxor, sua città natale, grazie ai tanti turisti di tutti i paesi del Mondo che visitavano quel celebre sito dell’antico Egitto. Questi incontri hanno favorito una visione aperta a tutte le culture e a tutte le religioni.

Nell’aprile del 2017, Al-Tayyeb ha accolto Papa Francesco in Egitto e, due anni dopo, i due leader religiosi si incontrano di nuovo a Abu Dhabi, dove firmano un documento dal titolo: “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”. Un documento davvero straordinario, nel quale si può riscontrare come Ahmed Al-Tayyeb sia un uomo dotato di un grande coraggio e di una fede non comune. Nel libretto “Cristiani e Musulmani” di p. Tonino Falaguasta Nyabenda (pagine 69-75) si parla a lungo di questo storico documento, che deve essere letto e studiato da ogni Missionario Comboniano, per capire l’importanza del dialogo, soprattutto con i Musulmani, e come devono essere le modalità per ogni dialogo fecondo. Del resto Al-Tayyeb e Papa Francesco dicono: “In nome di Dio (dichiariamo) di adottare la cultura del dialogo come via; la collaborazione comune come condotta; la conoscenza reciproca come metodo e criterio”.

Veramente Ahmed Al-Tayyeb deve essere posto accanto a Papa Francesco, non solo come un leader spirituale e religioso da considerare con grande attenzione, ma anche come una persona che può guidare i Musulmani, e non solo, verso un avvenire di rispetto reciproco, di non violenza, di libertà e di democrazia per la società attuale.

p. Tonino Falaguasta Nyabenda