Padre Alessio Geraci

A partire dal cuore ……

Buon anno nuovo!!!

In questo primo giorno del 2022 con tutta la Chiesa celebriamo la solennità liturgica di Maria Santissima Madre di Dio, e ci lasciamo accompagnare da 3 immagini, tratte dalle letture di oggi.

La prima immagine ci viene offerta dalla prima lettura ed è davvero molto bella: nel libro dei Numeri troviamo un vero modello di benedizione, che possiamo usare all’inizio di quest’anno. Ma io suggerisco un’altra possibilità. Può capitare nelle nostre relazioni interpersonali, siano esse di coppia, di amicizia, di famiglia, di lavoro, di vivere momenti di incomprensioni, tensioni, di non “sopportare” e “supportare” più l’altra persona. E nei nostri cuori si scatenano pensieri e parole negative, che possono fare tanto male. Propongo allora che ogni volta che questa situazione avviene, invece di pensare e dire cose che fanno male e di cui poi puntualmente ci pentiamo (in fondo una parola pronunciata non può più tornare indietro, può essere solo perdonata) pensiamo a questa benedizione che viene da Dio stesso e la regaliamo di tutto cuore a questa persona: «Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace». Beh, per lo meno proviamoci, eh! Impariamo in questo primo giorno dell’anno a riconoscerci come una benedizione per gli altri e quindi a benedire di più e a.…lamentarci di meno!

La seconda immagine ci viene dalla seconda lettura di oggi. San Paolo, scrivendo ai Galati, ci dice che lo Spirito Santo che abbiamo ricevuto grida: «Abbà», Padre. Abbà è un termine aramaico, la lingua parlata da Gesù, e compare solo tre volte nel Nt (Mc 14,36; Gal 4,6; Rm 8,15); è un termine totalmente assente nella letteratura religiosa ebraica poiché appartiene al linguaggio familiare. L’idea degli autori sacri e di Paolo in particolare è evidente: sottolineare il rapporto familiare che si instaura tra Dio e tutti gli esseri umani. Una novità assoluta!
Abbà è una parola che per la mentalità della società del tempo di Gesù creava scandalo perché non veniva considerata abbastanza rispettosa per rivolgersi a Dio. Potremmo tradurlo con “papino”, “paparino”, “papi” e tutto ciò che può indicare intimità filiale. Il nostro Dio è un Dio che è famiglia, un Dio che è comunità, un Dio che è comunione! Che bello sapere che Dio è così! Ed è veramente bello quello che ci dice San Paolo all’inizio dell’anno: «Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio». Ecco allora la volontà di Dio: che tutti noi viviamo come suoi figli, perché lo siamo veramente, e che quindi impariamo a vivere come fratelli e sorelle. Ancora una volta ci viene sottolineato il senso della famiglia: non siamo più servi, schiavi, ma figli, liberi, e quindi dobbiamo vivere come tali!

La terza immagine ci viene dal Vangelo, in cui Luca ci dice che Maria meditava nel suo cuore su tutto ciò che stava accadendo: la nascita di Gesù come le aveva detto l’angelo Gabriele, e ciò che i pastori le avevano detto. Otto giorni dopo, dopo la circoncisione, Maria e Giuseppe chiamarono il bambino con il nome che l’angelo Gabriele aveva detto loro: Gesù. Dare il nome significa dare identità e ogni nome significa qualcosa: Gesù per esempio significa Dio salva, e rivela già dal nome quale sarà la sua missione.
Non importa tanto come ti chiami, ciò che importa davvero è che il tuo nome è stato pensato e pronunciato con amore e tenerezza per sempre e da sempre da Dio!

Celebriamo oggi, all’inizio dell’anno, la Giornata Mondiale della Pace.
Oggi comunemente intendiamo la pace come l’assenza di conflitti, di guerre, ma per Gesù la pace era qualcosa di molto diverso. Come ogni buon ebreo, Gesù sapeva che la parola Shalom (che traduciamo comunemente con pace) indicava prosperità, armonia, stabilità, rispetto del diritto, giustizia, buone relazioni umane e pace con Dio, riferendosi anche alla creazione originale di Dio. Tutto questo era pace per Gesù, tutto ciò che porta l’uomo alla piena felicità. È questa la pace, che si fonda sullo Shalom, che Gesù, nato da Maria, viene a donarci.

Maria, madre di Dio, interceda sempre per noi suoi figli, affinché in questo 2022 la Pace, la Speranza, l’Amore, la Vita regnino nei nostri cuori e quindi nelle nostre famiglie… e possa Dio, onnipotente nell’Amore e nella Misericordia, continuare a benedire la nostra vita e i nostri sogni…

Buon 2022

Con la missione nel cuore
Padre Alessio Geraci